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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06400 presentata da SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19921015

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e per i beni culturali ed ambientali. - Per sapere - premesso che: dal mese di febbraio, all'interno dello Stato Vaticano, presso la Via della Stazione Vaticana, e' stata demolita ad opera della Santa Sede, la Casa di S. Marta, edificio ottocentesco, utilizzato per residenze temporanee di alti prelati; la simulazione allestita dai progettisti del futuro edificio, di cui e' disponibile la documentazione fotografica, dimostra inequivocabilmente che la realizzazione del progetto comportera' la scomparsa dell'unica visuale della fabbrica S. Pietro nella sua integrita' formale di abside, attico, tamburo e cupola, cosi' come progettata da Michelangelo; la citta' di S. Pietro e' inserita nella "Convenzione del patrimonio mondiale", approvata dall'UNESCO nel 1975 che impegna gli stati a tutelare oltre 300 monumenti e localita' che hanno un valore tale da interessare tutta l'umanita'; la Costituzione italiana, all'articolo 9, prevede la tutela del paesaggio, ed e' innegabile che la visione michelangiolesca della fabbrica di S. Pietro e' parte integrante del paesaggio romano, e la tutela del paesaggio non e' suscettibile di confini; nel momento in cui si decide la costruzione di un edificio che limita la visibilita' (e quindi la fruibilita') di un bene culturale fra i piu' importanti dell'intero patrimonio mondiale, il nuovo progetto dovrebbe essere oggetto di valutazioni di esperti di livello internazionale, e non scelta esclusiva di alcuni tecnici che si limitano a vaghe ed ambigue rassicurazioni verbali; Italia Nostra, la Facolta' di Architettura di Roma e numerose personalita' del mondo culturale nazionale ed internazionale (di cui si allegano alcuni nominativi), si sono espressi contro tale progetto; il Concilio Vaticano II in merito al rapporto tra Stato e Chiesa in un passo della Costituzione "Gaudium et Spes" dichiara che ".. La comunita' politica e la Chiesa sono indipendenti ed autonome l'una dall'altra nel proprio campo anche se a titolo diverso, sono al servizio della vocazione personale e sociale degli stessi uomini. Esse svolgeranno questo loro servizio a vantaggio di tutti in maniera tanto piu' efficace tanto piu' coltiveranno una sana collaborazione tra di loro secondo modalita' adatte alle circostanze di luogo e di tempo"; il Cardinale Wright, prefetto della congregazione per il Clero, in una lettera si preoccupa di ricordare ai Presidenti delle conferenze episcopali che in rapporto alle modificazioni da portare ai luoghi sacri "si tenga conto ... delle eventuali leggi civili vigenti nelle varie nazioni in merito alla tutela ..."; il nodo dei rapporti Chiesa e Stato, con riferimento alla tutela, e' stato affrontato dalla C.E.I. nelle norme del 14 giugno 1974. Tali norme, preparate in collaborazione con la Pontificia Commissione Centrale per l'arte sacra in Italia affrontano anch'esse questa tematica e meditano di essere riproposte: "I Vescovi sono consapevoli, per ragioni obiettive, quanto i problemi della tutela esigano la collaborazione di tutti gli organi preposti alla salvaguardia dei beni culturali in genere in specie delle arti. A tal fine la autorita' ecclesiastica intende promuovere una maggiore intesa con le autorita' statali, nel rispetto della reciproca autonomia tra la normativa canonica e quella civile. La tutela, invero, per lo Stato ha dimensioni umana e storica, per la Chiesa anzitutto tende al maggior bene delle anime"; non si vuole limitare l'autonomia di uno Stato Sovrano, poiche' il problema in discussione non e' e non deve essere un contenzioso tra due Stati; l'annullamento della visibilita' della fabbrica michelangiolesca riguarda strettamente le problematiche culturali ed e' argomento di tale importanza da investire la Repubblica italiana di grande responsabilita' di fronte alla cultura di tutto il mondo che segue con attenzione lo svolgersi di questa vicenda -: perche' non viene investito della questione il Ministro dei beni culturali, unico esperto in materia; perche' non e' ancora stato aperto un diretto confronto con la Santa Sede per poter: a) visionare il progetto di ristrutturazione della Casa di S. Marta ed opporsi ad una riedificazione che modifichi anche in minima parte la visuale precedente; b) istituire una commissione bilaterale di esperti internazionali che valuti l'impatto del progetto; c) rendere permanente una tale commissione in modo che possa valutare i futuri progetti che in qualche modo interferiscano con le bellezze architettoniche e paesaggistiche; d) assicurare un sereno e costruttivo dialogo con le analoghe istituzioni vaticane. (4-06400)

E' da osservare, in via preliminare, che, sotto il profilo giuridico, i lavori intrapresi per la costruzione all'interno dello Stato della Citta' del Vaticano di un edificio che sostituisca la tarda-ottocentesca palazzina S. Marta non hanno comportato, da parte della Santa Sede, la violazione di obblighi nei confronti dello Stato italiano. Per quanto concerne la liceita' dell'opera edilizia in corso di realizzazione, va infatti ricordato che gli articoli 3 e 4 del Trattato lateranense riconoscono alla Santa Sede la piena proprieta' e la esclusiva ed assoluta potesta' e giurisdizione sovrana sullo Stato Citta' del Vaticano, in cui non puo' esplicarsi alcuna ingerenza da parte del Governo italiano. Va poi notato che, benche' da parte vaticana siano state fornite assicurazioni che nessuna apertura e' stata effettuata nelle mura leonine, l'articolo 6 del Trattato lateranense prevede la facolta' della Santa Sede di provvedere alla sistemazione degli accessi in Vaticano, sia di quelli gia' esistenti, sia degli altri che in seguito si intendessero aprire. Cio' premesso e chiarito, si fa presente che, a seguito del dibattito apertosi in qualificati ambienti culturali e nell'opinione pubblica, la questione e' stata seguita con attenzione sia dal Ministero degli esteri che dal Ministero dei beni culturali. Nel pieno rispetto delle reciproche prerogative di sovranita', la grande attenzione e le preoccupazioni emerse nel citato dibattito sono state manifestate nelle forme appropriate alla Santa Sede. Questi sentimenti e queste preoccupazioni sono del resto commisurati all'alto significato per Roma dell'incomparabile patrimonio artistico e storico dello Stato della Citta' del Vaticano, da esso custodito con una consapevolezza e una cura che suscitano universale apprezzamento. A seguito di cio', la Santa Sede ha ritenuto di fornire proprie considerazioni intese a rettificare il quadro delle notizie via via apparse sui mezzi di informazione. L'edificio in questione risultera' piu' basso di entrambi i palazzi gia' esistenti (palazzo San Carlo e parte anteriore dell'ospizio Santa Marta) tra i quali dovra' inserirsi. L'edificio che sorgera' al posto della parte demolita dell'ospizio Santa Marta e' stato progettato in modo da inserirsi senza creare turbative nel contesto ambientale dell'importante omonima piazza della Citta' del Vaticano, che presentava una carenza dovuta alla modestia del fabbricato esistente costruito in epoche recenti e in fasi successive, ed addossato alle mura piu' antiche della citta' leonina che l'operazione ha rimesso in luce e che saranno opportunamente sistemate. L'altezza del nuovo edificio e' stata considerata in modo che l'ingombro non crei diaframmi alla visibilita' della cupola, del tamburo e da parte dell'abside della basilica vaticana dai punti di osservazione adiacenti. Non vi saranno variazioni circa la visibilita' della cupola di San Pietro, non solo per quanto riguarda i luoghi prospettici dai quali si ammira il panorama urbano di Roma, ma anche da numerosi punti di vista prossimi alla basilica vaticana sia nella Citta' del Vaticano, sia fuori di essa. Si desidera, infine, assicurare in merito all'auspicio espresso che la questione in esame non e' e non deve essere un contenzioso fra due Stati, ma va vista alla luce del grande rispetto che ispira entrambe le parti verso l'arte, le testimonianze storiche e la cultura. Il Ministro degli affari esteri: Colombo.



 
Cronologia
mercoledì 14 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera si discutono le mozioni Tatarella n. 1-00073, De Benetti n. 1-00074 e D'Alema n. 1-00080 di sfiducia nei confronti del Ministro delle finanze Giovanni Goria. Le mozioni vengono respinte con 304 voti contrari, 256 favorevoli e 2 astenuti.

sabato 17 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Nasce a Roma Alleanza Democratica, nuova formazione politica con lo scopo di accelerare il cammino delle riforme istituzionali.