Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06419 presentata da CANGEMI LUCA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19921015
Al Ministro della difesa. - Per conoscere - premesso che: la legge regionale n. 382 del 1978, all'articolo 20 tutela l'autonomia dei rappresentanti eletti presso i consigli della Rappresentanza Militare a qualsiasi livello, sottraendoli ad ogni giudizio di merito sull'attivita' svolta nelle proprie funzioni di delegato; a norma dell'articolo 20 della gia' citata legge n. 382 del 1978 i consigli di qualsiasi livello della Rappresentanza Militare non hanno titolo a trattare argomenti inerenti la disciplina militare ed e' dunque inibito ad essi di fornire giudizi in merito a comportamenti rilevanti dal punto di vista disciplinare tenuti da qualsivoglia militare, sia esso delegato oppure no; da qualche tempo ormai giungono sempre piu' numerose segnalazioni da parte di delegati che lamentano indebite ingerenze e pressioni tendenti a condizionare l'attivita' dei Consigli di Rappresentanza -: se risponda al vero che il giorno 5 ottobre scorso, durante una riunione del CO.BA.R. del 41^ Stormo fu posta in discussione, da parte del Presidente di quell'organismo, una mozione tendente a far decadere dal Comitato di Presidenza del Consiglio stesso un delegato della Categoria "E" (truppa-leva) in forza di una supposta "indegnita'" derivante, a detta del presentatore della mozione, da comportamenti censurabili sotto il profilo disciplinare; se risponda al vero che, sempre in sede di CO.BA.R., il gia' citato presidente avrebbe espresso pesanti giudizi anche in merito alle qualita' di delegato del militare di cui sopra; se intenda esprimersi fornendo un giudizio riguardo al comportamento del presidente di cui trattasi, alla luce della normativa in vigore ed alla luce del fatto che il succitato, essendo stato nominato presidente in forza della legge n. 382 del 1978 che vuole che tale carica venga ricoperta dal piu' elevato in grado, avrebbe, in modo del tutto arbitrario, sovrapposto la sua funzione di comando a quella ricoperta in seno alla Rappresentanza militare; se intenda chiarire quali misure, anche di carattere disciplinare, vorra' porre in essere, presso il 41^ Stormo e altrove, al fine di por fine a tali atti di condizionamento protervamente tesi ad inibire l'attivita' dei delegati. (4-06419)
Le asserite segnalazioni circa indebite ingerenze e pressioni tendenti a condizionare l'attivita' dei consigli di rappresentanza militare non trovano obiettivo riscontro ne' vi sono elementi utili a identificare i fatti oggetto delle lagnanze. Nel verbale della riunione tenuta dal COBAR del 41^ stormo il 5 ottobre 1992 non vi e' traccia che il presidente abbia espresso giudizi in ordine a comportamenti dell'aviere per il quale aveva richiesto le dimissioni dal comitato di presidenza. Ne' risulta che lo stesso sia stato tacciato di indegnita'. Dal medesimo verbale non risulta altresi' che siano stati espressi pesanti giudizi sulle qualita' di delegato del succitato militare di leva. Il presidente del COBAR ha confermato quanto sopra al comandante del 41^ stormo che lo ha ascoltato in merito. In proposito lo stesso comandante ha precisato che i motivi che avrebbero indotto il presidente del COBAR a richiedere le dimissioni del delegato si sostanzierebbero nel disinteresse del medesimo nell'espletare il mandato sia per assenteismo che per il mancato assolvimento dei compiti di segreteria in seno al comitato di presidenza. Non emergono dalla lettura del verbale, ne' dalle dichiarazioni raccolte dal comandante del 41^ stormo, elementi tali da far pensare ad una sovrapposizione delle funzioni di comando a quelle di presidente del COBAR. In ordine, poi, ai fatti che avrebbero indotto il presidente a sollevare l'argomento in consiglio, risulta improprio parlare di sovrapposizione di funzioni, alla luce della normativa vigente, in quanto l'articolo 14 del regolamento di attuazione della rappresentanza militare (DPR n. 691/1979) mentre, da una parte, attribuisce al presidente uno specifico potere di direzione in ordine alle attivita' collegiali, dall'altra obbliga tutti i delegati ad osservare le disposizioni impartite (dal presidente) ai fini del regolare funzionamento degli organi stessi. L'iniziativa del presidente del COBAR, anche se non corretta sul piano formale per carenza del presupposto di una dichiarata volonta' dell'interessato di dimettersi dal comitato di presidenza, era tesa a voler migliorare la funzionalita' del comitato e, quindi, dello stesso consiglio. Il Ministro della difesa: Ando'.