Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00287 presentata da BOATO MARCO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19921020
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri per sapere - premesso che: alcuni quotidiani (la Repubblica, l'Adige, l'Alto Adige del 18 ottobre 1992) recano la notizia di una lettera del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali Costa, indirizzata alla Provincia autonoma di Trento ed al Comune di Trento, nella quale si chiederebbe di rivedere la decisione assunta da questi enti di realizzare un ricovero per cani a Trento, dotato anche di quelle infrastrutture che consentono di dare completa attuazione ai princi'pi di tutela e salvaguardia degli animali d'affezione oltreche' prevenzione del fenomeno del randagismo, stabiliti dalla legge n. 281 del 1991, a servizio dell'intero territorio provinciale, poiche' la spesa complessiva prevista di 1,7 miliardi di lire, piu' IVA e spese tecniche, sarebbe incompatibile con l'emergenza finanziaria che ci costringe a ridimensionare la spesa sanitaria a favore "degli uomini"; il territorio della Provincia autonoma di Trento e' totalmente sprovvisto delle strutture previste dalla legge n. 281 del 1991, e, proprio per questa ragione, pur non avendo ancora recepito con propria legge la normativa statale, la Provincia autonoma di Trento d'intesa con il Comune di Trento ha deliberato di realizzare una struttura provinciale, avente le caratteristiche previste dalla legge n. 281 del 1991, dimensionata in rapporto alla consistenza della popolazione canina (circa 35.000 unita'), in modo da far fronte rapidamente non solo all'emergenza del fenomeno randagismo, ma anche ai problemi connessi con la fauna selvatica che sta da alcuni anni popolando i piccoli parchi urbani dei principali centri abitati delle zone dell'arco alpino; la struttura verra' realizzata recuperando all'uso pubblico un terreno abbandonato, acquisito dal demanio pubblico provinciale in occasione di un esproprio effettuato per realizzare la bretella stradale di collegamento tra circonvallazione di Trento e Interporto doganale, pagato poco meno di 600 milioni, ed altrimenti destinato a diventare area non suscettibile di altra utilizzazione e quindi priva di qualsiasi valore; su tale area esiste un immobile abbandonato di circa 3.500 mc, di proprieta' del demanio provinciale che, se non verra' ristrutturato, entro qualche anno dovra' essere demolito per ragioni di decoro e di sicurezza pubblica; trattandosi quindi di recupero di un bene pubblico, i fondi per realizzare l'intervento non sono stati reperiti a carico del fondo sanitario provinciale, bensi' su altri capitoli di spesa del Bilancio provinciale, realizzando quindi economie in altri settori, per cui si puo' tranquillamente affermare che nemmeno una lira e' stata sottratta dai fondi stanziati dalla sanita' pubblica in Trentino, semmai si puo' invece affermare il contrario, tenuto conto della natura e delle caratteristiche dell'intervento che sta per essere concretizzato; per quanto concerne la gestione vera e propria del canile, al fine di contenere al massimo i costi posti a carico del bilancio pubblico, il Comune di Trento ha gia' stipulato, d'intesa con la USL competente, una convenzione con l'associazione protezionistica Pan-Eppaa, che per la propria opera si avvale esclusivamente di volontari e che ha gia' dimostrato notevole capacita' operativa nella gestione di un proprio ricovero per cani fatto nel Comune di Rovereto (400 cani randagi raccolti e ricollocati nell'ultimo anno presso privati, con tempi medi di messa a ricovero inferiori ai quindici giorni, tenuto conto anche degli animali ammalati o bisognosi di cure veterinarie); sull'investimento previsto la spesa destinata al canile non supera il 20 per cento, mentre a struttura realizzata il valore finale superera' sicuramente il valore del capitale investito, con un saldo netto positivo a favore del patrimonio mobiliare pubblico; il Ministro Costa sembra ignorare che, a fronte di 1,7 miliardi spesi per interventi a favore degli animali d'affezione e per la prevenzione del randagismo (i primi comunque spesi nella provincia di Trento), decine di miliardi sono stati spesi negli anni passati, e continueranno ad essere spesi in quelli futuri, per finanziare strutture e mezzi della Federcaccia, a vantaggio di una esigua minoranza di cittadini-cacciatori -: se il Presidente del Consiglio dei Ministri non consideri inopportuno ed illegittimo l'intervento del Ministro Costa di cui in premessa, con il quale in sostanza si inviterebbero la Provincia di Trento ed il Comune di Trento a non applicare la legge statale n. 281 del 1991; se l'intervento del Ministro Costa non configuri un'ingerenza indebita nelle competenze legislative ed amministrative di Enti pubblici dotati di autonomia speciale e non gerarchicamente subordinati al suo dicastero; se infine sia a conoscenza, e quale valutazione ne dia, della circostanza che, mentre il Ministro Costa tuona contro l'unico costruendo canile pubblico del Trentino, il suo collega di Governo e di partito De Lorenzo avrebbe promosso un'indagine conoscitiva, presumibilmente destinata a tradursi in un rapporto alla Magistratura, volta ad accertare se esistano omissioni o negligenze da parte degli amministratori locali del Trentino proprio in relazione all'applicazione della legge n. 281 del 1991. (2-00287)