Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00301 presentata da GORGONI GAETANO (REPUBBLICANO) in data 19921027
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'industria, commercio e artigianato e delle partecipazioni statali, per sapere - premesso che: la Fincantieri in data 30 settembre 1988 ha sottoscritto con i sindacati nazionali un accordo volto a recuperare produttivita' e competitivita', prevedendo per lo stabilimento navale di Taranto il ridimensionamento a 240 unita' lavorative, e che in data 25 novembre 1988, ha sottoscritto con i sindacati nazionali un verbale di riunione, ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 164 del 1975 e dell'articolo 4 parte generale, sezione 1, del contratto collettivo nazionale di lavoro per le aziende metalmeccaniche a partecipazione statale utile al fine della concessione, da parte delle autorita' di Governo, della cassa integrazione guadagni straordinaria per ristrutturazione; la stessa Fincantieri, dopo aver iniziato il programma di ristrutturazione, nel 1990, interrompeva lo stesso e cosi' come da notizie di stampa, mai smentite, parrebbe aver rifiutato nello stesso anno numerosissime commesse di lavoro per centinaia di migliaia di ore lavorative, ricorrendo a diversi sotterfugi, tipo l'innalzamento del costo orario di offerta; la stessa Fincantieri, in conseguenza di questa mancanza di lavoro, imputabile anche al comportamento spregiudicato cosi' come detto precedentemente, poneva tutto il personale in cassa integrazione guadagni straordinaria e di fatto interrompeva il ciclo produttivo, utilizzando quindi la cassa integrazione guadagni straordinaria per un fine diverso da quello per la quale era stata concessa; la Fincantieri, come gia' detto in una precedente interpellanza del sottoscritto del 18 giugno 1991, in data 16 aprile 1991 tentava la vendita dello stabilimento navale di Taranto, sottoscrivendo un verbale di accordo con i sindacati locali; alla data del 6 dicembre 1991, perdurando lo stato di cassa integrazione guadagni per quasi tutte le unita' lavorative dello stabilimento di Taranto (eccezion fatta per una sparuta pattuglia di sindacalisti di fabbrica che ancora oggi risultano distaccati dalla produzione e continuano a percepire, da parte della Fincantieri, la piena retribuzione, pur avendo gli stessi superato il monte ore previsto dagli accordi sottoscritti con i sindacati nazionali), si teneva un incontro presso il Ministero delle partecipazioni statali, al fine di ricercare una soluzione occupazionale per i lavoratori, impegnandosi l'allora sottosegretario, onorevole Montali, a ricercare una soluzione in ambito IRI; nel frattempo, una societa' di imprenditori siciliani, tale Navalmecar, in data 5 maggio 1992 ha presentato alla stessa Fincantieri un progetto di riconversione dello stabilimento di Taranto, progetto che al di la' delle necessarie verifiche tecniche, circa la validita' dello stesso, lascia perplessi, quando parla di acquisizione dello stabilimento a "costo zero", apparendo all'interpellante pertanto lo stesso come un tentativo della Fincantieri di voler favorire, approfittando della situazione di estremo disagio occupazionale delle maestranze, situazione da lei stessa creata, probabili "amici degli amici", alienando a "costo zero", e cioe' senza alcun profitto, un patrimonio dello Stato, valutato circa 40-50 miliardi, pur di scaricarsi i lavoratori dello stabilimento di Taranto; a questo punto non si comprendono le ragioni per le quali il Governo continui a sostenere oneri per decine di miliardi per la concessione della cassa integrazione per ristrutturazione ad una azienda che non solo non ha ristrutturato nulla, ma che ha dismesso le attivita' e quindi non avente piu' diritto alla concessione della cassa integrazione guadagni straordinaria per ristrutturazione, anche perche' da notizie di stampa si apprende che numerosi lavoratori hanno fatto ricorso al magistrato del lavoro per tale utilizzo della CIGS, da parte della Fincantieri, che parrebbe non del tutto legittimo; occorre dire che, nel frattempo, la Fincantieri, utilizzando numerosi benefici di legge, cosi' come previsto nel citato accordo del 30 settembre 1988, ha raggiunto alla data del 1^ ottobre 1992 un organico quasi prossimo a quello previsto dal citato accordo, e non si comprende quindi come mai non si riprendano le attivita' lavorative; tutti questi comportamenti assunti dalla Fincantieri richiedono, a parere dell'interpellante, da parte del Governo la nomina di apposita commissione di inchiesta per verificare la veridicita' dei fatti denunciati e ricercare le eventuali responsabilita' per tale spreco di denaro pubblico -: se il Governo abbia intenzione di intervenire e quali strumenti intenda adottare: a) per far conoscere le cause che impediscono la ripresa delle attivita' lavorative; b) per far conoscere, prima di una eventuale cessione dello stabilimento di Taranto, i contenuti industriali del progetto presentato dalla Navalmecar ed il prezzo di vendita dello stesso stabilimento, nonche' le garanzie offerte per un immediato reimpiego di tutte le maestranze senza ulteriore ricorso a provvedimenti di cassa integrazione guadagni; se intenda, in caso di impossibilita' oggettiva della ripresa delle attivita' lavorative, onorare gli impegni assunti dall'allora sottosegretario onorevole Montali, di ricollocare in ambito IRI i lavoratori dello stabilimento di Taranto; se intenda nominare apposita commissione per l'accertamento dei fatti esposti, anche al fine della revoca del provvedimento di concessione di cassa integrazione guadagni straordinaria per ristrutturazione e conseguente recupero delle somme erogate da parte dell'INPS. (2-00301)