Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00425 presentata da MACERATINI GIULIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19921102
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso: che, ancora una volta, nel Canale di Sicilia, una motovedetta tunisina, in acque internazionali, ha aperto il fuoco contro un gruppo di motopescherecci mazaresi in movimento verso zone di pesca con reti e divergenti a bordo e che il mitragliamento nordafricano ha danneggiato il motopesca Berenice ferendo, tra l'altro, il comandante del motopesca siciliano; che il pronto intervento d'una unita' militare italiana, che ha esploso alcune raffiche a scopo dissuasivo nelle vicinanze della nave tunisina, e' valso a scongiurare l'ennesimo arbitrario sequestro di motopescherecci italiani cui, secondo copione, sarebbe seguita una lunga prigionia di fatto presso un molo tunisino e l'ennesima "multa" ai danni dei nostri armatori; che, valutato, come riportato dalla stampa, a tutt'oggi "rimane un mistero la ragione di simile accanimento verso marittimi inermi che si trovavano in acque consentite dalla legge" che continuano a rimanere senza eco positive le note di protesta inoltrate dal Ministero italiano della marina mercantile ogni qual volta si sono registrati incidenti di questo genere, specialmente quando si sia registrato l'uso di armi; che l'aggressione subita dal Berenice e' venuta a cadere ad una sola settimana di distanza dal sequestro e dal dirottamento su Biserta di altri due pescherecci mazaresi -: se, in che tempi e con quali forme, il Governo intenda intervenire con un formale atto di solidarieta' con i lavoratori del mare siciliani e se non si ritenga di indirizzare una vibrante, motivata ed ufficiale nota di protesta al Governo di Tunisi per le ripetute, immotivate aggressioni ai danni di natanti italiani operate dalla guardia costiera; se il Governo non ravvisi l'urgente necessita' di un incontro bilaterale Italia-Tunisia per definire un accordo definitivo sulla pesca nel Canale di Sicilia e, piu' vastamente, per ridefinire ed assestare i rapporti, ad ogni livello, tra i due Stati ed i due popoli dirimpettai, al fine di evitare che il ripetersi unilaterale e continuo d'atteggiamenti bellicosi e prevaricatori arrivi a compromettere gravemente i sentimenti ed i legittimi interessi delle popolazioni rivierasche ed, alla fine, i normali rapporti di convivenza civile tra le due Nazioni che la geografia ha posto da sempre una di fronte all'altra, sullo stesso mare e con climi, produzioni e problemi sociali molto simili tra loro. (3-00425)