Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00348 presentata da RENZULLI GABRIELE (PARTITO SOCIALISTA ITALIANO) in data 19921111

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: la Repubblica di Slovenia ha recentemente accettato di "ereditare" una serie di accordi internazionali a suo tempo siglati da Belgrado, fra i quali il Trattato di Osimo, che nel 1975 regolo' i confini fra Italia e Jugoslavia, assegnando definitivamente alla sovranita' di Belgrado la parte nord-occidentale dell'Istria, che nel dopoguerra era stata individuata come "Zona B"; la Gazzetta Ufficiale dello scorso 8 settembre ha reso pubblico uno scambio di note fra il Ministero degli esteri italiano e quello di Lubiana, avvenuto a fine luglio, in cui per parte italiana si e' espressa soddisfazione per la determinazione slovena; a fine settembre la Camera ha convertito in legge il decreto-legge n. 350 che regola fondamentali rapporti fra Italia ed ex Jugoslavia e prevede fra l'altro l'istituzione di un comitato interministeriale di coordinamento delle attivita' di cooperazione nelle zone di confine nord-orientale e nell'Adriatico. In sostanza questo comitato coordinera' le commissioni italo-slovene, italo-croate e italo-croate-slovene e sara' chiamato ad affrontare anche il grave problema dei beni italiani "nazionalizzati" durante il regime comunista di Tito; il 14 ottobre scorso, su invito del Governo della Repubblica di Slovenia, una delegazione della Giunta Regionale del Friuli-Venezia Giulia ha avuto un incontro di lavoro presso la sede del Governo sloveno teso a sviluppare gli accordi di cooperazione esistenti, i collegamenti e le infrastrutture fra Italia e Slovenia, e a trovare soluzione ai problemi del diritto di proprieta' ancora da risolvere in termini legislativi; per quanto sopra, e in particolare per il riconoscimento da parte della Slovenia degli impegni contenuti nei trattati di uno Stato di cui si ritiene successore per la propria parte, si determina il fatto che il nostro Governo ha di fronte un interlocutore pienamente valido; il Governo italiano non ha ritenuto di attivare la questione dei trattati in occasione del riconoscimento della Slovenia; sara' necessario l'appoggio italiano per la piu' che probabile richiesta di ammissione nella CEE della Slovenia; il Trattato di Osimo si collocava in un preciso scenario politico ed economico ancora dominato dagli effetti di Yalta; gli eventi del 1989 e l'evolversi della questione jugoslava hanno delineato condizioni politiche diverse, nelle quali l'azione della diplomazia, del Governo e del Parlamento italiano - attraverso contatti, relazioni, leggi - ha creato strumenti tali da consentire la determinazione di condizioni di maggiore integrazione e collaborazione -: quali iniziative il Governo intenda urgentemente assumere per: a) valutare la necessita', alla luce della conferma dei confini di cui al Trattato di Osimo, di proporre, per il tramite di un coinvolgimento attivo della CEE, condizioni speciali atte a creare termini di reale integrazione economica che consentano il raggiungimento, almeno per questa parte d'Europa, degli obiettivi di cui alla legge sulle "aree di confine"; b) ritracciare il pericoloso confine marittimo che ha gia' causato una vittima, e non corrisponde alle note disposizioni della Convenzione di Ginevra; c) "riesumare" lo Statuto delle minoranze, accluso al Memorandum del 1954 e disdetto da Osimo; d) nominare una commissione mista di controllo; e) garantire uguaglianza di trattamento per gli italiani delle due vicine repubbliche, previo accordo con la Croazia; f) statuire un regolamento degli indennizzi per i beni abbandonati; g) accertare la possibilita' di acquisto di beni immobili da parte di stranieri, con diritto di prelazione da parte dei profughi, mantenendo la propria cittadinanza e potendo risiedere sia in Croazia sia in Slovenia; se il Governo non intenda riconoscere la precipua funzione in termini "nazionali" della regione Friuli-Venezia Giulia, coinvolgendola nelle politiche di confine, sia per la sua accertata posizione geopolitica, sia per il rispetto dovuto a popolazioni che, malgrado le lacerazioni della seconda guerra mondiale, hanno saputo ricostruire una cultura di pace e di dialogo. (2-00348)





 
Cronologia
sabato 7 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Muore Alexander Dubcek, il leader della Primavera di Praga.

mercoledì 11 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Francesco Paolo Casavola è eletto Presidente della Corte costituzionale

  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma lo storico dell'arte Giulio Carlo Argan, parlamentare comunista e sindaco della capitale dal 1976 al 1979.

sabato 21 novembre
  • Politica, cultura e società
    Siegfrid Burger è eletto presidente della SVP.