Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00355 presentata da OLIVERIO GERARDO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19921112
I sottoscritti chiedono d'interpellare il Ministro del bilancio e programmazione economica e per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, per sapere - premesso che: centinaia di lavoratori impiegati nella costruzione della diga dell'alto Esaro in provincia di Cosenza sono da tempo in lotta per difendere il posto di lavoro mentre molti di essi, nei giorni scorsi, si sono murati dentro una galleria del cantiere per sollecitare l'attenzione del Governo rispetto alla situazione grave determinatasi; il progetto per la realizzazione della diga dell'alto Esaro fu finanziato con i fondi dell'intervento straordinario per il Mezzogiorno e l'ente concessionario dell'ex CASMEZ fu il Consorzio di bonifica Sibari-Valle Crati; l'appalto della diga e' stato affidato con contratto in data 27 luglio 1983 al raggruppamento d'imprese Lodigiani, Italstrade, Del Favero ed i lavori sono stati consegnati in data 6 settembre 1983; in data 30 marzo 1988, a seguito di un dissesto verificatosi sul versante di sinistra della diga, i lavori sono stati sospesi ed i lavoratori sono stati posti in cassa integrazione; sollecitato dalla spinta dei lavoratori, dalle organizzazioni sindacali e dalla Regione (preoccupati di mantenere i livelli occupazionali e di eliminare gli oneri per fermo cantiere, revisione prezzi, ecc.) il Comitato di gestione dell'Agenzia per il Sud con delibera n. 8057 del 14 dicembre 1988 aderiva alla richiesta di una ripresa dei lavori limitatamente alla realizzazione della viabilita' circumlacuale ed al consolidamento dell'abitato di Sant'Agata d'Esaro; in particolare il nuovo programma di lavori prevedeva la realizzazione delle opere prima richiamate entro il 30 giugno 1991 (data cui era stata prevista la ripresa dei lavori della diga sulla base della nuova progettazione ed oltre la quale, in base ad una transazione tra l'AgenSud ed il raggruppamento d'imprese del 17 gennaio 1991, doveva essere riconosciuto al raggruppamento di imprese un compenso per fermo cantiere); malgrado la V Sezione del Consiglio Superiore dei L.L. P.P. con voto 178 in data 30 maggio 1991 avesse autorizzato l'immediata ripresa dei lavori di scavo diga, l'AgenSud non ha ritenuto di dover procedere in tal senso anche in presenza della clausola dell'indennizzo per fermo cantiere su richiamata; nessuna decisione e' stata assunta in merito alla realizzazione della diga nonostante le ripetute riunioni e gli impegni assunti anche alla vigilia delle elezioni politiche dell'aprile scorso, in sede di Ministero del Mezzogiorno dai ministri dell'epoca onorevoli Mannino e Misasi e malgrado l'oneroso indennizzo (decine di milioni al giorno) per fermo cantiere a favore del Gruppo d'imprese e a danno dell'AgenSud, il completamento degli studi conseguenti alla frana che ha interessato la sponda sinistra della diga, il nuovo quadro economico richiesto per la realizzazione dell'opera; di fronte a tale grave situazione e' necessario assumere iniziative immediate ed incisive per determinare una risolutiva assunzione di responsabilita' e fare piena luce su una vicenda che come tante altre nel Mezzogiorno, e' carica di inquietanti interrogativi ed e' contrassegnata da assoluta mancanza di trasparenza da parte dell'AgenSud e del Ministero per l'intervento straordinario -: se non ritenga di dover fornire al Parlamento una informazione circostanziata sull'intera vicenda; quali iniziative intenda assumere per fare piena luce sulle responsabilita' politiche, morali ed amministrative che hanno determinato l'attuale situazione; quali siano le risultanze degli studi effettuati successivamente alla frana che ha interessato la sponda sinistra della diga e quali maggiori costi comporta la nuova ipotesi progettuale che ne consegue; se non ritenga opportuno dare priorita' al completamento di quelle opere che rivestono una utilita' per il territorio dell'Esaro indipendentemente dalla realizzazione diga e dalle conclusioni a cui si perverra'. (2-00355)