Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00356 presentata da SORIERO GIUSEPPE (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19921112
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per conoscere - premesso che: da numerose notizie di stampa (si veda Panorama del 15 novembre 1992, L'Espresso 15 novembre 1992, la Repubblica 10 novembre 1992) emerge l'esistenza di potentissime logge massoniche diverse dalla P2 ma con questa collegate sia attraverso Licio Gelli sia attraverso altri affiliati alla stessa loggia; tra l'altro si profila l'ipotesi, sempre piu' inquietante, di una presenza, nella Loggia massonica del Grande Oriente d'Italia e in altre Logge, di esponenti della criminalita' organizzata di tipo mafioso dediti al riciclaggio del denaro sporco nonche' al traffico di armi e droga insieme a pubblici funzionari, imprenditori e politici; risulta da tali notizie di stampa che nel corso di intercettazioni telefoniche disposte dal Procuratore della Repubblica di Palmi, Agostino Cordova, una persona legata a clan calabresi avrebbe avuto contatti con potenti personaggi della capitale per influire attraverso Licio Gelli sull'esito di un procedimento penale per omicidio pendente contro i fratelli Gianfranco e Riccardo Modeo dinanzi alla Corte di Cassazione; in un documento del Procuratore della Repubblica di Palmi si legge tra l'altro essere "accertata una collusione dei malavitosi con ambienti e settori delle Forze dell'ordine che purtroppo forniscono specifiche e puntuali notizie sull'indagine"; nel corso delle investigazioni della magistratura calabrese sarebbe emersa l'esistenza di 3 logge massoniche coperte con sede al centro e al nord Italia, "con iscritti di altissimo livello"; considerato che: il mafioso pentito Antonino Calderone, nell'audizione dinnanzi alla Commissione Antimafia dell'11 novembre 1992, avrebbe confermato l'esistenza di stretti rapporti tra Cosa Nostra, la massoneria ed elementi di vertice del terrorismo nero, rapporti concretatisi in un accordo tra il Principe V. Borghese, L. Liggio, Tommaso Buscetta e Giuseppe Calderone, fratello del collaboratore; anche nel falso rapimento di Michele Sindona avrebbero svolto un ruolo esponenti della mafia e della massoneria siciliani, come si potrebbe evincere da affermazioni che sarebbero contenute in atti giudiziari (e in particolare in un interrogatorio reso da Calderone al giudice Falcone); il Ministro dell'interno in un'intervista resa al Sabato del 4 novembre ha ribadito che "Falcone aveva colto l'estrema pericolosita' dell'intreccio tra mafia e massoneria", aggiungendo che sulle connessioni mafia-massoneria, almeno per quanto riguarda le logge occulte di Palermo, Falcone la pensava esattamente come Cordova, cosi' rendendo ancora piu' inquietanti le dichiarazioni da lui stesso rilasciate in settembre scorso "non posso affermare che sia risorta la P2 ma ci sono collegamenti vari che ci rendono inquieti"; sono sopravvenuti in queste ultime settimane numerosi elementi di conferma da varie parti in ordine al fondamento di tali timori; non e' ulteriormente tollerabile che il Parlamento non sia compiutamente informato di tutti gli elementi a conoscenza del Governo ed in particolare non possa avere accesso a tutti gli elenchi massonici gia' acquisiti dalla Commissione P2 e su cui lo stesso Ministro si chiede nella stessa intervista "se abbia un senso la riservatezza" -: se il Governo non intenda comunicare tempestivamente al Parlamento il quadro completo degli elementi in suo possesso circa i collegamenti tra massoneria e mafia, terrorismo e criminalita' organizzata; quali misure in relazione a detto quadro il Governo abbia adottato o intenda adottare. (2-00356)