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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00358 presentata da SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19921113

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'ambiente, della sanita', dell'industria, commercio e artigianato, dell'interno, per il coordinamento della protezione civile e per i problemi delle aree urbane, per sapere - premesso che: sono circa 12 milioni i cittadini che vivono e lavorano in aree definite "a rischio" ai sensi della legge istitutiva del Ministero dell'Ambiente; nella gran parte di queste aree al rischio di crisi ambientale si sovrappone, e ne e' ovvia componente, la presenza di industrie a rischio di incidente rilevante, il cui controllo e' demandato al decreto del Presidente della Repubblica 175/88, lo strumento legislativo con cui e' stata recepita la direttiva CEE 82/501 - la cosiddetta direttiva Seveso; ruolo centrale e' attribuito nel decreto del Presidente della Repubblica 175/88 all'istruttoria, senza la conclusione della quale vengono a mancare i controlli, le prescrizioni per la sicurezza, i piani di emergenza, l'informazione alla popolazione, le misure strutturali finalizzate ad alleggerire la pressione sul territorio delle installazioni industriali piu' pericolose. Inoltre si determinano sia una delegittimazione delle istituzioni che una deresponsabilizzazione delle aziende, e questa situazione rappresenta un incentivo per l'abbassamento dei livelli di vigilanza da parte delle imprese; a quattro anni dall'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 175/88 nessuna delle istruttorie avviate e' stata conclusa, a fronte delle oltre 200 industrie a rischio di incidente rilevante, cui corrispondono oltre 700 impianti, obbligate all'autonotifica secondo quanto previsto dallo stesso decreto del Presidente della Repubblica 175/88; lo stesso strumento legislativo si e' rivelato del tutto inadeguato e, a causa di competenze parallele e sovrapposte tra organi tecnici, commissioni consultive, Ministeri dell'Ambiente, della Sanita', dell'Interno e della Protezione Civile, incapace di produrre effetti; e che il decreto-legge n. 4 del 7 gennaio '92, che, prevedendo una semplificazione delle procedure e alcune misure organizzative, aveva consentito l'avvio di nuove 40 istruttorie, non e' stato piu' reiterato e le proposte di modifica al decreto del Presidente della Repubblica 175/88, avanzate sia dal Governo che dai gruppi parlamentari, sono attualmente in discussione alle Camere; un rapporto presentato alcune settimane fa dal SIAR (Servizio Inquinamento Atmosferico e Acustico e Industrie a Rischio) ai Ministri dell'Ambiente e della Sanita' riporta un'analisi preliminare di sicurezza su 430 impianti delle industrie a rischio di incidente rilevante, che riguarda ben 18 aree in Italia tra le quali interi grandi aggregati urbani (Roma, Milano, Napoli, Genova, Taranto), per ognuna delle quali vengono riportati gli impianti in essa insistenti, il tipo di materiale pericoloso presente negli impianti, il raggio, rispettivamente, dell'area dei decessi e dell'area dei feriti in caso di esplosione; i dati e le previsioni che emergono dal rapporto di cui al punto precedente rappresentano la realta' agghiacciante di possibili decine di migliaia di morti e centinaia di migliaia di feriti in caso di incidente grave, ma purtroppo possibilissimo, in assenza totale di piani di emergenza e di piani di evacuazione. E che a fronte di questo scenario diventa quasi accademica la pur drammatica considerazione che i dati di previsione non sono stati calcolati in condizioni conservative (non si e' tenuto conto dell'effetto "domino" e di condizioni meteorologiche piu' sfavorevoli), vale a dire che ci si possono aspettare molti decessi e feriti in piu' di quelli previsti dal rapporto -: se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti e se condividano le preoccupazioni degli interpellanti; quante istruttorie siano state concluse a norma del decreto del Presidente della Repubblica 175/88, relativamente agli impianti delle industrie a rischio di incidente rilevante; se siano stati approntati i piani di evacuazione e di emergenza cosi' come previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 175/88, anche per far fronte ai primi soccorsi ai feriti in caso di incidente; quali provvedimenti siano stati presi per la sicurezza dell'area di Napoli e a quanto ammonta l'eventuale stanziamento; se sia stata effettuata una valutazione di impatto ambientale per decidere nel confronto costi-benefici-rischi la delocalizzazione o la chiusura degli impianti di cui in premessa o se non siano state esaminate altre possibili soluzioni e quali; in base a quali considerazioni sono stati previsti, nella legge di bilancio per il 1993, soltanto 18 miliardi per la messa in sicurezza delle aree a rischio. (2-00358)

 
Cronologia
mercoledì 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma lo storico dell'arte Giulio Carlo Argan, parlamentare comunista e sindaco della capitale dal 1976 al 1979.

sabato 21 novembre
  • Politica, cultura e società
    Siegfrid Burger è eletto presidente della SVP.