Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
ODG IN ASSEMBLEA SU MOZIONI ABBINATE 9/1650/030 presentata da TIRABOSCHI ANGELO (PARTITO SOCIALISTA ITALIANO) in data 19921119
La Camera, al termine di una straordinaria sessione di bilancio, senza precedenti per complessita' di interventi e per durata, aperta sostanzialmente dal luglio scorso con la presentazione del decreto-legge n. 333 e del disegno di legge delega, ribadito, al di la' delle differenze di giudizio, sulle singole misure e sulla validita' della complessiva manovra, il valore dell'intensissimo lavoro parlamentare compiuto che ha contribuito ad integrare in modo significativo le proposte del Governo, che investono tutti i settori della vita del paese (fisco, previdenza, sanita', pubblico impiego) con la portata di vere riforme che, fortemente attestate intorno al vincolo finanziario, puntano anche a recuperare efficienza ed economicita' nella complessiva gestione dello Stato; ribadito in particolare che, sul piano dei contenuti, la Camera ha comunque operato nel senso di una migliore distribuzione del peso sociale della manovra e in difesa dei princi'pi dello Stato sociale nel rispetto dei vincoli e degli obiettivi finanziari; rilevato che, sul piano delle regole, le riforme da tempo operate nelle procedure parlamentari di bilancio, messe alla prova della emergenza finanziaria e dell'urgenza dellea radicali politiche di contenimento, hanno sviluppato tutta la loro positiva potenzialita' per garantire la coerenza del complessivo procedimento e al tempo stesso la sovranita' del Parlamento in materia di decisioni di bilancio; rilevata altresi' la positiva sperimentazione delle regole adottate quest'anno, sulla base delle indicazioni della Presidenza della Camera e della risoluzione programmatica, in ordine al regime dei provvedimenti collegati, al contenuto limitato dei provvedimenti comunque ammessi alla disciplina speciale della sessione di bilancio, alla impostazione dei fondi speciali della legge finanziaria; ritenuto, sulla base delle precedenti considerazioni, che: sul piano procedurale, la intensa esperienza compiuta quest'anno debba essere sviluppata nel senso di una ulteriore semplificazione e razionalizzazione e che, a tal fine, occorre partire da due punti essenziali per un primo giudizio: la positiva applicazione della regola sancita dalla risoluzione di ammettere nei provvedimenti collegati solo contenuti normativi esclusivamente finalizzati alla manovra di bilancio quale determinata dalla risoluzione programmatica e di garantire tale limite come barriera di ammissibilita' regolamentare sotto la responsabilita' del Presidente come per il contenuto proprio della legge finanziaria; l'esigenza, una volta acquisito e validamente sperimentato, il limite di contenuto della finalita' di contenimento per i collegati inclusi nella sessione, di stabilire una ulteriore distinzione tra misure di contenimento fondate sulla regolazione di istituti esistenti e quelle che richiedano la creazione di nuovi istituti o profili ordinamentali piu' complessi al fine di articolare meglio la manovra nei vari periodi dell'anno ed evitare la confusione nella sessione e nell'ambito degli stessi provvedimenti di misure di diversa natura e portata come e' avvenuto quest'anno; sul piano delle politiche, si ponga con puntuale simmetria la stessa esigenza di distinguere da un lato gli interventi correttivi da apportare in ciascuna sessione e anche in corso d'anno a garanzia degli obiettivi o del loro mantenimento, e dall'altro la politica strutturale di rientro che ha il suo riscontro nel quadro programmatico costituito dal bilancio triennale; osservato che la distanza esistente tra gli obiettivi programmatici e i saldi a legislazione vigente inclusi gli effetti della manovra di quest'anno resta molto rilevante per gli anni 1994 e 1995, e che cio' comporta non solo la necessita' di garantire in corso d'anno l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di fabbisogno fissati, ma anche di impostare per tempo la manovra dell'anno successivo; considerato che effetti di risparmio cosi' rilevanti come quelli ottenuti quest'anno non potranno avere le stesse fonti nei prossimi anni e che occorre un'azione di razionalizzazione meditata e dettagliata settore per settore che sia in grado di scoprire sprechi, di qualificare i servizi, di attivare moltiplicatori di efficienza e di risultati produttivi; considerato che cio' e' possibile solo con un'azione che parta immediatamente e si distenda nell'intero triennio e responsabilizzi pienamente le amministrazioni e le competenti Commissioni parlamentari; considerato che una importante base di partenza per una azione generale di questo tipo e' stata posta nella legge delega con riferimento ai settori cruciali della previdenza e della sanita' e a quelli, forse ancor piu' decisivi, della riforma della pubblica amministrazione e dell'autonomia e della piena responsabilizzazione finanziaria delle regioni e di tutti gli enti locali; considerato che l'altra importante base di partenza per una politica strutturale di risanamento puo' essere recuperata nel lavoro gia' svolto negli anni passati intorno alla riforma del bilancio, che deve riprendere intorno agli obiettivi della semplificazione, razionalizzazione, della unificazione e della piena trasparenza di tutti i flussi di spesa che devono essere riferiti al bilancio dello Stato; considerato altresi' che una riforma del bilancio di questo tipo deve anche portare ad una revisione sostanziale di tutte le poste di spesa per fabbisogno e puo' anche accompagnarsi ad una generale revisione della legislazione di spesa che la riaccorpi per progetti e per programmi; considerato che la nuova impostazione dei fondi speciali offre l'occasione anche per modificare modalita' e contenuti della nuova legislazione di spesa secondo la medesima impostazione di programmi e progetti e che su questo punto e' necessaria una approfondita riflessione in sede parlamentare sul metodo per razionalizzare la produzione legislativa in presenza di risorse sempre piu' scarse per le nuove spese e dell'esigenza di riqualificare i flussi di spesa esistenti; considerato inoltre che la razionalizzazione della politica economica, in presenza di vincoli cosi' stringenti di finanza pubblica, deve estendersi agli investimenti pubblici; considerato che il piano delle privatizzazioni costituisce l'altra grande occasione per una politica di risanamento strutturale di medio termine per liberare da oneri impropri le finanze pubbliche e rilanciare il sistema produttivo del paese; considerato infine che un quadro cosi' ambizioso di obiettivi di medio termine presuppone la piena utilizzazione di un forte strumento di programmazione quale e' nella sua potenzialita', solo in parte espressa, la procedura del documento di programmazione e della risoluzione programmatica, che deve impostare e guidare non solo l'azione congiunturale annuale ma anche questo complesso quadro di finalita' da perseguire a medio termine sul doppio versante della finanza pubblica e dell'economia generale del paese strettamente legate tra loro, come insegna la dura lezione monetaria di quest'anno, in base a tutte le sopraindicate considerazioni impegna il Governo 1) a proseguire coerentemente con la emanazione dei decreti delegati l'azione di risanamento strutturale dei settori cruciali di spesa avviata con la legge di delega, evitando che la traduzione dei princi'pi avvenga nel senso di attenuarne la portata di contenimento strutturale della spesa nel medio lungo periodo sottratto ai vincoli di copertura: la manovra di bilancio da compiere per il prossimo triennio deve essere infatti in gran parte fondata sull'esplicazione coerente dei princi'pi di riforma sanciti nella legge delega nel senso del rigore finanziario senza le altalene conosciute in passato tra misure restrittive e successivi allentamenti; 2) ad avviare tempestivamente lungo gli stessi canali gia' tracciati dalla legge delega fin dai primi mesi del prossimo anno l'ulteriore intervento legislativo di tipo strutturale che gli obiettivi di rientro fissati per il triennio richiedano, presentando al piu' tardi contestualmente al documento di programmazione finanziaria i disegni di legge collegati di portata piu' strutturale che contengano nuovi istituti ovvero riformino la disciplina sostanziale di quelli esistenti; 3) a riprendere, in connessione con la riforma del pubblico impiego e della dirigenza pubblica, la riforma del bilancio dello Stato per sviluppare l'articolazione sperimentale in unita' operative e per individuare programmi e progetti corrispondenti alla sfera di responsabilita' amministrativa, promuovendo, se del caso, la necessaria revisione della legislazione di spesa; 4) ad avviare in questo contesto forme di controllo fondate sui criteri obiettivi/risultati e costi/risultati, al fine di eliminare sprechi e favorire scelte di priorita' per il contenimento della spesa garantendo un certo tasso di produttivita' ed economicita' di gestione; ad assicurare, a fronte dei flussi di spesa, livelli di servizi e di prestazioni corrispondenti, con responsabilizzazione dei dirigenti e del personale; ad operare per assicurare il tempestivo conseguimento dell'armonizzazione delle politiche di investimento pubblico attraverso le opportune procedure di indirizzo alle amministrazioni e l'impiego di tecniche economiche omogenee per la valutazione degli investimenti, il monitoraggio delle iniziative e la verifica dei risultati, secondo quanto gia' previsto dalla normativa vigente ed in particolare dalla legge n. 878 del 1986 sulla riforma del Ministero del bilancio e sull'istituzione del nucleo di valutazione per gli investimenti; 5) a proseguire, sempre nell'ambito degli interventi strutturali, sulla strada della piena responsabilizzazione finanziaria delle regioni e degli enti locali affidando ad essi, con opportuni strumenti che tengano conto delle necessita' di riequilibrio tra le diverse parti del paese anche il ripianamento del proprio debito pregresso; 6) a prevedere nell'ambito del prossimo documento di programmazione economico finanziaria la strategia complessiva di tipo economico e finanziario attraverso la quale la politica delle privatizzazioni di capitale pubblico restino rigorosamente ancorate ad obiettivi di risanamento strutturale del debito, di economicita' di gestione, di massimizzazione dei vantaggi per la parte pubblica in ciascuna cessione di partecipazioni o di beni immobili, prevedendo se del caso apposite procedure che garantiscano la trasparenza di ogni azione amministrativa in questo campo; ad evitare forme di codecisione con il Parlamento al quale deve restare riservato il controllo ed il giudizio di responsabilita' sull'efficienza economica delle scelte compiute; 7) ad impostare il prossimo documento di programmazione finanziaria in modo da distinguere nettamente le politiche strutturali di cui ai punti precedenti che devono aver corso con organicita' e continuita' nel corso dell'anno e nell'intero triennio dalla politica congiunturale e residuale da operare in occasione della sessione con gli strumenti di bilancio che deve concernere esclusivamente la regolazione di istituti esistenti di entrata o di spesa per rientrare negli obiettivi; a fare dunque del documento un vero strumento per la programmazione della politica economica secondo linee che ne esaltino la continuita' e la organicita' in un quadro di aggiornamento annuale; 8) a prevedere la predisposizione da parte del Ministro del bilancio, d'intesa con il Ministro del tesoro di una apposita sezione o di un allegato del documento di programmazione economico finanziaria che esponga gli obiettivi di sviluppo economico, sociale e ambientale e i connessi interventi di investimento pubblico analizzandone la compatibilita' con le autorizzazioni di spesa iscritte in bilancio nonche' le iniziative legislative eventualmente necessarie per la riprogrammazione su base triennale della politica degli investimenti pubblici; 9) a concorrere con il Parlamento, per l'adeguamento delle norme vigenti in materia di contabilita' dello Stato, sulla base dell'esperienza compiuta quest'anno in ordine ai limiti di contenuto dei provvedimenti inclusi nella sessione, per verificare la possibilita' di ricondurre alla sola legge finanziaria il compito di regolare, esclusivamente a fini di contenimento della spesa, istituti esistenti di entrata e di spesa, lasciando ai provvedimenti collegati, da esaminare possibilmente fuori della sessione, compiti di natura strutturale o con profili ordinamentali piu' complessi quali quelli ricordati ai punti precedenti; oppure, in assenza di modifiche legislative, ad associare all'esame della legge finanziaria provvedimenti collegati recanti esclusivamente norme di regolazione congiunturale a fini di contenimento. (9/1650/30).