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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00503 presentata da VITO ELIO (FEDER. EUROPEO PR) in data 19921130

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso: che su giornali locali sardi del 23 novembre scorso e' stata pubblicata una lettera di 79 detenuti nel Carcere di Buoncammino-Cagliari con la quale si denunciano le drammatiche condizioni di vita del carcere e le degradate relazioni interne oltre che l'incredibile situazione di sovraffollamento (8 detenuti in celle di 16 mq per 21 ore al giorno); che nella stessa lettera viene denunciato dai suddetti detenuti di avere, in data 22 luglio 1992, subito violenze: "per motivi non imprecisati siamo stati picchiati dalle guardie..."; che in data 26 novembre una delegazione del Gruppo parlamentare federalista europeo ha visitato il Carcere di Buoncammino riscontrando condizioni di vivibilita' non dissimili da quelle descritte dai detenuti nella lettera: i detenuti sono chiusi in cella per 21 ore al giorno; tutte le celle sono sovraffollate; possibilita' di effettuare la doccia una volta ogni dieci giorni; in particolare, nel braccio sinistro, causa il mancato completamento dei lavori, da tempo autorizzati ma non ancora finanziati, l'impianto docce non e' funzionante, costringendo i detenuti, con ulteriori gravi disagi e carichi di servizio per la custodia, ad effettuare le docce nel braccio destro; circa il 60 per cento dei detenuti e' tossicodipendente e tra questi il 50 per cento e' sieropositivo; tutte le celle sono ancora dotate delle finestre c.d. a bocca di lupo, abolite gia' dalla riforma del 1975; a causa del sovraffollamento e della carenza di organico del Corpo di custodia (circa 160 in servizio su 240 in organico) sia il tempo di ricreazione all'aria sia i tempi dei colloqui sono ridottissimi; che il sovraffollamento, causa di tutte le afflizioni descritte, ha raggiunto la cifra di 680 detenuti (il carcere di Buoncammino ne puo' contenere circa 300); che nel corso della visita un detenuto ha consegnato agli interroganti una lettera che, partendo dalla precedente lettera di 79 detenuti, offre una lettura che inquadra gli avvenimenti e le situazioni in un piu' ampio contesto e denuncia esplicitamente le condizioni di barbarie in cui versa il carcere di Buoncammino; che lo stesso direttore del carcere, dottor Granata, ha comunicato agli interroganti di avere sollecitato un'inchiesta giudiziaria - immediatamente aperta dalla Procura della Repubblica - sugli episodi denunciati dalla lettera dei 79 detenuti -: 1) se siano al corrente delle situazioni descritte; 2) se non ritengano di dover intervenire per accertare i fatti denunciati ed eventuali responsabilita'; 3) se non ritengano di dover intervenire per garantire agli operatori penitenziari ed ai detenuti condizioni di lavoro e di vita accettabili; 4) se non ritengano di dovere - come da piu' parti da lungo tempo richiesto - chiudere definitivamente il carcere di Buoncammino; 5) se non ritengano - poiche' e' comunemente riconosciuto che le gravi condizioni di sovraffollamento e di ingovernabilita' negli istituti carcerari italiani sono la conseguenza di inadeguate politiche di prevenzione e di repressione in materia di tossicodipendenza - di dover intervenire con urgenti atti a modificare la legge Iervolino-Vassalli per interrompere il circuito in atto che determina l'aumento della tossicodipendenza, l'aumento della sieropositivita', l'aumento della criminalita', le devastazioni degli istituti giudiziari e carcerari. Gli interroganti si riservano di far pervenire al Ministro copia delle due lettere dei detenuti. (3-00503)

 
Cronologia
sabato 21 novembre
  • Politica, cultura e società
    Siegfrid Burger è eletto presidente della SVP.

giovedì 3 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Prende inizio la missione ONU conosciuta come “Restore hope, avente lo scopo di stabilizzare la situazione in Somalia a fronte di un crescente stato di anarchia e di grave carestia. Alla missione prende parte anche l'Italia.