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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00423 presentata da CALZOLAIO VALERIO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19921210

I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri degli affari esteri e dell'ambiente, per sapere - premesso che: la societa' brasiliana Liquifarm Agropecuaria Suia Missau, controllata dall'ENI-Agip Petroli, era proprietaria di un'azienda agricola di circa 215.000 ettari nel territorio di S. Felix do Araguaia nello Stato del Mato Grosso (Brasile); gli Indios Xavantes hanno sempre rivendicato i loro diritti su 180.000 ettari ricompresi nell'azienda, chiedendo di tornare nella terra da cui sono stati cacciati 27 anni fa; l'azienda e' stata invasa da numerosi posseiros, cioe' contadini poveri senza titoli di proprieta' ma con diritti di coltivare, con ogni probabilita' indotti ed aiutati a fare cio' dai latifondisti che avversano il ritorno degli indios, senza che la proprieta' intervenisse perche' le autorita' ripristinassero la legalita'; in occasione di ECO-92 a Rio de Janeiro, il 10 giugno 1992, il Presidente dell'ENI si era impegnato a restituire la terra agli indios Xavantes; il 4 agosto la Commissione esteri della Camera ha approvato alla unanimita' una risoluzione con cui si impegnava il Governo: a) a chiedere al Governo Brasiliano di garantire il rispetto degli impegni assunti l'8 giugno 1992; di accelerare, garantendo le condizioni di sicurezza necessarie, il completamento del processo amministrativo in corso per il definitivo decreto di demarcazione dell'area indigena, in particolare a garantire il rientro degli indios Xavante nelle terre della Suia Missu, in condizioni di sicurezza e facendo ricorso agli strumenti della cooperazione bilaterale ed a garantire altresi' il rispetto dei diritti umani e territoriali della popolazione Xavante, nonche' la loro sicurezza e protezione; b) a richiedere al Governo Brasiliano il ripristino della legalita' nelle terre dell'azienda agrozootecnica Suia Missu, destinate a costituire l'80 per cento dell'area indigena Maraiwtsede, l'allontanamento degli invasori che le hanno occupate dal 15 giugno 1992, ed a perseguire gli eventuali responsabili di azioni illegali, attraverso rigorosi interventi volti ad ottenere il ripristino della legalita' nella regione, condizione necessaria per il rientro in condizioni di sicurezza della popolazione Xavante e per consentire la successiva demarcazione del territorio secondo quanto previsto dalla legge brasiliana; c) ad esigere dall'Ente Nazionale Idrocarburi e dall'Agip Petroli l'applicazione ed il rispetto degli impegni pubblicamente assunti dai loro rispettivi presidenti, Cagliari e De Vita, in conformita' anche alla risoluzione sottoscritta a Brasilia l'8 giugno 1992 dal rappresentante dell'Agip do Brasil e facendo atto, pubblicamente registrato secondo la legislazione brasiliana, di rinuncia alla proprieta' in favore dell'Unione Federale, assicurando alla comunita' Xavante i diritti sulle ricchezze naturali esistenti in questa terra; d) a ribadire ed ampliare il carattere prioritario, per la tutela e difesa dell'ambiente e delle popolazioni delle foreste tropicali, della cooperazione bilaterale con il Governo brasiliano come definito nella legge n. 331 del 10 maggio 1991 che prevede in particolare di favorire, nel caso specifico dell'Amazzonia, quei progetti che garantiscono un uso razionale e sostenibile delle risorse della foresta tropicale, coinvolgendo le popolazioni indigene che ne sono i curatori tradizionali, sostenendo infine l'identificazione, la demarcazione ed il recupero delle aree indigene; il 30 novembre, dopo neanche sei mesi dalla data in cui era stato preso tale impegno, la Liquifarm ha venduto all'asta un terzo dell'azienda (circa 66.000 ha) a tre gruppi economici brasiliani rifiutandosi di accogliere le ragioni degli Indios, a cui e' stata addirittura preclusa la sede dell'asta; il 3 dicembre il Ministro della giustizia brasiliano si e' impegnato con alcuni dirigenti della Fondazione nazionale dell'indio (FUNAI) a interdire l'area -: se le autorita' italiane siano a conoscenza delle politiche dei grandi gruppi economici italiani che operano in Brasile, e in particolare delgi enti pubblici, allorche' si tratta di garantire i diritti delle minoranze soprattutto indigene e dei lavoratori locali; se le autorita' italiane non ritengano che abbia nociuto gravemente al prestigio italiano il fatto che il Presidente di un ente pubblico cosi' importante come l'ENI non abbia rispettato l'impegno assunto in un'occasione di eccezionale rilievo internazionale quale ECO-92; se l'ENI, per ovviare a questo grave fatto, non ritenga di adoperarsi perche' - almeno sulla porzione restante dell'azienda Liquifarm - vengano adottate tutte le misure necessarie per soddisfare le legittime aspirazioni degli indios Xavantes; se il Governo italiano non ritenga di appoggiare il Ministro della giustizia brasiliano nel suo impegno a interdire l'area, sollecitando ulteriormente a firmare il decreto con cui si stabilisce la perimetrazione dell'area indigena; se il Governo non ritenga infine di dare attuazione alla risoluzione n. 7-00006 su Agip-Petroli ed ENI in Brasile, approvata all'unanimita' dalla III Commissione e accolta dallo stesso Governo. (2-00423)

 
Cronologia
venerdì 4 dicembre
  • Politica, cultura e società
    Giorgio La Malfa è confermato segretario del PRI.

martedì 15 dicembre
  • Politica, cultura e società
    Le elezioni amministrative, che interessano circa 1 milione di elettori, registrano un nuovo trionfo della Lega Nord, un crollo del PSI e una flessione di DC e PDS. Successi della Rete, di Rifondazione comunista e del MSI.