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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00538 presentata da TESTA ENRICO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19921210

Ai Ministri delle finanze, dell'ambiente e per i beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: e' comparsa su diversi organi di informazione una prima lista di beni di proprieta' dello Stato che il Ministro delle finanze, previo esame ed approvazione del Consiglio dei Ministri, intenderebbe mettere in vendita; tale elenco comprende beni di natura molto diversa, frutto di una scelta evidentemente casuale, non corrispondente a criteri precisi, la cui definizione la legge n. 35 del 1992 rimanda ad un regolamento non ancora emanato; alcuni di questi beni appaiono, peraltro, inalienabili in quanto beni demaniali o patrimoniali indisponibili; in molti casi si intenderebbero vendere beni di rilevante valore naturale e culturale, quali una parte della tenuta presidenziale di San Rossore, arenili in Calabria, Campania e Romagna, carceri e conventi di valore storico in Emilia e Lombardia; in altri casi, tali beni sono rivendicati da tempo dagli enti locali allo scopo di dare soddisfazione a fondamentali esigenze pubbliche, mentre le scelte ministeriali appaiono centralistiche e burocratiche, caratterizzate dal piu' aperto disprezzo degli strumenti urbanistici comunali vigenti e dal totale disinteresse della futura destinazione che sara' data ai beni posti in vendita; i prezzi indicati per la vendita di questi beni appaiono spesso largamente al di sotto del "prezzo corrente di mercato" indicato dalla legge, nemmeno in grado di far recuperare le notevoli spese di manutenzione gia' effettuate dallo Stato; non risultano, inoltre, chiare e definite le modalita' di svolgimento, di vigilanza e di controllo delle operazioni di vendita, mancando, in particolare, l'indicazione dell'asta pubblica - da tutti oggi richiesta - e dell'indispensabile coinvolgimento nell'acquisto delle associazioni ambientaliste o finalizzate al pubblico interesse, anche attraverso la costituzione di fondi comuni immobiliari cui partecipino piccoli risparmiatori; tutta l'operazione e' poi viziata dalla mancanza di ogni riferimento alla gestione economica dell'intero patrimonio pubblico (fitti e canoni) ed alla necessita' di utilizzare questo patrimonio da parte delle amministrazioni pubbliche allo scopo di ridurre l'onere dei fitti passivi per immobili di proprieta' privata utilizzati dallo Stato (592 miliardi nel 1991) -: in quale modo e secondo quali criteri si sia provveduto all'individuazione dei beni che si intenderebbe porre in vendita; se non siano stati erroneamente inseriti nell'elenco beni demaniali o patrimoniali indisponibili e quindi non cedibili; se non intendano rivedere l'elenco pubblicato dalla stampa eliminando gli arenili e i beni di valore naturalistico, ambientale, storico e culturale; in quale modo si sia proceduto alla determinazione del prezzo di vendita; quali siano le procedure attraverso le quali si intenda arrivare alla vendita, quali garanzie si intendano dare per garantire la trasparenza e la correttezza delle operazioni, se non si ritenga opportuno provvedere attraverso il metodo dell'asta pubblica; quale vigilanza intendano porre in essere per garantire il rispetto degli strumenti urbanistici comunali vigenti e delle "disposizioni relative ai vincoli archeologici, ambientali, storici, artistici e territoriali", cosi' come previsto dalla legge n. 35 del 1992; se non intendano, in particolare, disporre ed operare affinche' venga assegnata la priorita' nell'acquisto dei beni, oltre che ai Comuni, alle associazioni ambientaliste o che perseguano interessi pubblici che si propongano di realizzare progetti compatibili con l'ambiente e con l'equilibrato assetto del territorio. (3-00538)

 
Cronologia
venerdì 4 dicembre
  • Politica, cultura e società
    Giorgio La Malfa è confermato segretario del PRI.

martedì 15 dicembre
  • Politica, cultura e società
    Le elezioni amministrative, che interessano circa 1 milione di elettori, registrano un nuovo trionfo della Lega Nord, un crollo del PSI e una flessione di DC e PDS. Successi della Rete, di Rifondazione comunista e del MSI.