Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00106 presentata da BARGONE ANTONIO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19921216
La VIII Commissione considerato: che la legge finanziaria presentata dal Governo al Parlamento e le leggi delega su pensioni e sanita' segnano definitivamente la manovra di politica economica e finanziaria in 93 mila miliardi fra tagli alla spesa pubblica e nuove entrate; che in questo quadro restano del tutto incerte le prospettive dell'occupazione: sia in ragione della contrazione degli investimenti, dei tagli della spesa pubblica, che per la congiuntura economica negativa a livello europeo. Si profila infatti una fase non breve in cui si intrecceranno contemporaneamente recessione ed inflazione le cui ripercussioni sul settore avranno conseguenze molto preoccupanti soprattutto per il Mezzogiorno e per i settori piu' esposti agli investimenti pubblici; che le conseguenze sull'occupazione si faranno sentire in particolar modo nel Mezzogiorno, anche in ragione della fine dell'intervento straordinario (rivendicato anche dal movimento sindacale) senza che allo Stato sia stato definito un rientro nell'ordinario con priorita' nel Mezzogiorno; che il taglio della spesa nelle opere pubbliche, pone il problema di una riflessione di fondo sull'esperienza di questi anni e sulle vicende che l'inchiesta della Magistratura ha fatto emergere con grande chiarezza; che in realta', la flessione del settore dell'edilizia si inserisce in una congiuntura non favorevole che attraversa tutta la CEE ed e' destinata a continuare nel prossimo anno. La flessione riguarda sia il settore dell'edilizia residenziale sia gli altri comparti. E' forte invece l'inversione di tendenza verso il recupero e la manutenzione che nel 1991 ha rappresentato il 36,9 per cento del totale del costruito; mentre il 22 per cento del totale del costruito ha interessato il comparto delle opere pubbliche; che il nostro Paese ha conosciuto durante gli anni Ottanta un trend di crescita nel settore fortemente influenzato da "leggi speciali", ed interventi straordinari, e da investimenti in opere pubbliche senza alcuna programmazione ne' territoriale ne' di sviluppo produttivo. Nel quadro evidenziato, inoltre, le gravi carenze della committenza pubblica (estremamente polverizzata e dequalificata) hanno consentito un intreccio perverso tra PA, sistema politico ed imprenditoria; che soltanto con una seria programmazione che assicuri risorse adeguate rispetto alle opere da realizzare e ne renda certo l'afflusso, le imprese edili potranno superare l'attuale frammentazione e polverizzazione e far compiere all'intero settore un passo decisivo verso una reale industrializzazione; che solo con una profonda ristrutturazione ed innovazione tecnologica organizzativa finanziaria e manageriale, l'impresa edile puo' candidarsi a pieno titolo per una politica selettiva di sostegno pubblico che impedisca un crollo dell'occupazione del settore; che su queste basi politiche e programmatiche va rimosso in maniera selettiva il blocco degli investimenti per la concessione di mutui alle regioni ed agli enti locali dalla Cassa DD.PP. e degli altri Istituti di credito con onere totale o parziale a carico dello Stato; che la selezione deve riguardare le opere gia' finanziate e non cantierizzate ed i completamenti di quelle opere ed infrastrutture in un avanzato stato di realizzazione e di grande utilita' sociale nonche' quegli investimenti strategici suscettibili di creare lavoro indotto e che costituiscono un punto certo nelle politiche di sviluppo, Impegna il Governo: a svolgere ogni opportuna azione finalizzata a rilanciare il settore edile e l'occupazione, anche agevolando una politica idonea a consentire il finanziamento degli investimenti, piu' urgenti negli interventi infrastrutturali, con priorita' nei settori dei trasporti, della casa e dei servizi idrici. (7-00106)