Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00567 presentata da MANISCO LUCIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19921222
Al Ministro per i beni culturali ed ambientali. - Per sapere - premesso che: il primo gennaio del 1993, in applicazione dell'Atto Unico della CEE, verra' promossa la libera circolazione di merci e beni culturali all'interno della Comunita', con la conseguente abrogazione dei controlli doganali sulle frontiere, nei porti ed aeroporti; per evitare, o comunque limitare, la dispersione all'estero dei rispettivi patrimoni artistici nazionali i governi della Comunita' avevano raggiunto negli ultimi mesi accordi di tipo normativo - anche se del tutto carenti a fini preventivi - articolati in una "Direttiva" sul recupero dei beni culturali esportati illegalmente e in un "Regolamento" sul commercio dei beni stessi, che tra l'altro poneva restrizioni sulla loro riesportazione in paesi extra-comunitari; il Parlamento Europeo e' venuto meno all'impegno di ratificare i due protocolli su menzionati e che pertanto alla mezzanotte del 31 dicembre 1992, in stato di "vacatio legis" e con l'abrogazione dei controlli di frontiera, qualcosa come il 14 o 15 per cento dei capolavori dell'arte italiana, in mano a privati, non catalogati e tantomeno "notificati", nonche' migliaia di altre opere d'arte trafugate negli ultimi anni da musei, chiese, collezioni pubbliche e private, tuttora nascoste nel nostro paese, potranno essere tranquillamente e illecitamente trasferiti entro e fuori la Comunita' Europea, ad esempio in Giappone e negli Stati Uniti; in previsione di un rilassamento dei controlli e prima ancora dell'ultimo catastrofico sviluppo in sede parlamentare europea, alcuni settori dell'antiquariato internazionale, di grandi compagnie specializzate in questo settore, famose case d'asta ed il crimine organizzato avevano mobilitato ingenti risorse finanziarie per acquistare, esportare e rivendere clandestinamente i capolavori italiani di cui sopra; secondo i pareri di preclari critici e storici dell'arte, le nefaste ripercussioni di quanto indicato potrebbero fare impallidire nella memoria storica i precedenti del "Sacco di Roma" e del "Sacco di Mantova"; l'articolo 9 della nostra Costituzione impegna il Governo a tutelare "il patrimonio storico ed artistico della Nazione" e che il ministro per i beni culturali, Alberto Ronchey, non si e' pronunziato su questa imminente violazione del suddetto mandato costituzionale -: quali misure d'emergenza il Governo intenda adottare prima del 1^ gennaio 1993 per impedire una perdita cosi' devastante ed irreparabile del patrimonio artistico nazionale; se queste misure non debbano includere, previa notifica agli organi comunitari europei, una sospensiva pro tempore dell'abrogazione dei controlli doganali, il rafforzamento e l'impiego immediato dei dipartimenti speciali della Guardia di finanza e dell'Arma dei carabinieri addetti alla prevenzione e alla repressione del traffico illegale delle opere d'arte e al loro recupero una volta trafugate; se il governo non ritenga impellente e necessario assumere le iniziative di competenza per chiedere che siano riconvocate prima del 31 dicembre 1992 le Camere in seduta straordinaria per rendere comunicazioni sulle misure adottate ai fini precedentemente indicati. (3-00567)