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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09155 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930111

Ai Ministri dell'interno, dell'ambiente, per i beni culturali ed ambientali, di grazia e giustizia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'intero territorio del comune di Pompei e invaso dalla cementificazione selvaggia gia' favorita: 1) da compiacenti omissioni di amministratori ed uffici comunali nella repressione dell'abusivismo edilizio accentuatosi negli ultimi anni; 2) dall'adozione di numerosi piani urbanistici particolareggiati, di recupero di insediamenti produttivi e di lottizzazioni messi a punto dalla amministrazione comunale della passata consiliatura, i quali violarono palesemente il PRG, le norme urbanistiche ed i vincoli di inedificabilita' assoluta sanciti dalla legge n. 431 del 1985 oltre a quelli previsti per la presenza del famoso complesso archeologico; 3) dalla miriade di concessioni in deroga al PRG e varianti parziali allo stesso, deliberate dal consiglio (a maggioranza) e dalla giunta comunale di Pompei; gran parte di tali atti illegittimi - su diversi dei quali gia' gli interroganti hanno presentato atti di sindacato ispettivo dettagliati, come per il piano 167, la lottizzazione ambito 73, i piani di recupero, quelli degli insediamenti produttivi - (ai quali rimanda questa premessa) nonostante la durissima opposizione del MSI e di altre forze politiche e sociali, le continue richieste di chiarimenti o le reiterate bocciature del CO.RE.CO. risultano oggi messi in pratica realizzazione, grazie alle omissioni di pronuncia dell'amministrazione provinciale ed al sistematico ricorso al TAR da parte del comune contro le determinazioni del CO. RE.CO. e dei privati, laddove il comune non concede le licenze; a tale proposito la terza sezione del TAR di Napoli sembra molto favorevole agli abusivi, e, nonostante numerosissime sentenze contrarie del Consiglio di Stato, nega la validita' del vincolo della "legge Galasso"!; il periodo di maggiore sviluppo di tale cementificazione e' iniziato immediatamente prima delle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 1990 e molti consiglieri ed amministratori uscenti hanno palesemente utilizzato i meccanismi su citati per raccattare voti, clientele e prebende, tant'e' vero che risulta essere in corso un'inchiesta della magistratura sul rapporto tra gli abusi edilizi, gli atti comunali al riguardo (caratterizzati da un vortice di denunce da parte del comune, interessamenti di qualche politico o tecnico di potere, omissioni o sospensioni di provvedimenti dietro il ricatto del voto e/o della patente, durante la campagna elettorale amministrativa; oggi scavi e santuario sono assediati dal cemento e continua la folle corsa verso la costruzione selvaggia favorita dal potere, tant'e' che nella citta' pare che siano piu' le abitazioni che i residenti ed in moltissimi casi gli immobili edificati sono destinati a locazioni per uso uffici o negozi con canoni di vari milioni mensili, senza alcun controllo fiscale da parte di chi di competenza o con compravendite immobiliari, accessibili solo a miliardari, per la seconda o terza casa; grazie a tutto cio' a Pompei si e' affermata una vera e propria "mafia tecnica" che controlla, in combutta con i politici, locali e non, della DC e del PSI, l'edilizia privata (con speculazioni come quelle su citate o attraverso l'imposizione ai privati che vogliono edificare di incarichi pilotati, di progettazioni e direzione dei lavori che rappresentano uno dei prezzi dell'accondiscenza degli uffici e degli amministratori comunali o del rilascio della concessione) e pubblica (incaricando l'amministrazione comunale sempre gli stessi tecnici con parcelle altissime, ruotanti intorno al potere, o prestanomi di associazioni di professionisti delle quali sarebbero soci consiglieri comunali, funzionari dell'ufficio tecnico comunale e componenti della commissione edilizia. A tale proposito spesso sono inventati progetti per interventi urbanistici mai realizzati (decine negli ultimi anni) o solo per foraggiare tali tecnici ed i loro manutengoli politici; intorno a tutte queste scandalose pratiche gira la rete di accordi, summit, ricatti, polemiche, trattative, transazioni, caratteristiche dello squallido gioco delle parti messo in scena dagli esponenti dell'amministrazione pompeiana, siano essi della DC o del PSI e, oggi, della lista civica democristiana e del PCI, il cui attendismo e' molto singolare -: se si ritiene di dare riscontro nel dettaglio agli atti ispettivi citati in premessa, privi regolarmente di risposta nonostante i gravissimi fatti esposti; quali urgenti iniziative si intendano adottare per salvare Pompei dal cemento e dall'ingordigia di amministratori che sono corrotti e recidivi, giacche' molti di essi hanno collezionato comunicazioni giudiziarie ed avvisi di reato inerenti la gestione della pubblica amministrazione; come e' possibile che tanti reati e tante illegittimita' non siano rilevate adeguatamente dalle forze dell'ordine, pur risultando essere stati al riguardo numerosi gli esposti, le denunce all'autorita' giudiziaria e le interrogazioni parlamentari di vari gruppi politici; se e' vero che piu' di una volta i carabinieri di Pompei - contrariamente al loro proverbiale ed esemplare rigore nazionale - abbiano minimizzato, nei loro rapporti all'autorita' giudiziaria, la portata di tanti abusi; con quali provvedimenti ritengano di ribadire la piena vigenza della legge Galasso anche sul territorio pompeiano e perseguire i responsabili, chiunque essi siano, imprenditori, amministratori, giudici, tecnici, per le violazioni allo stesso, giacche' con nota n. 2472 del 9 maggio 1990 il Ministro per i beni culturali e ambientali, in risposta all'interrogazione n. 4-15261 del 13 settembre 1989 ribadiva che le ordinanze del TAR della Campania n. 479/89 e 493/89 confermano la vigenza dei vincoli di immodificabilita' dei luoghi ex articolo 1 della legge n. 431/85; se risulta che in queste ore siano in corso nel territorio comunale di Pompei costruzioni in violazione di tale vincolo, e se tali costruzioni risultino tutte regolarmente autorizzate dal sindaco e quali provvedimenti ritengano di adottare al riguardo e di urgenza; quali risultati ha conseguito l'indagine della magistratura circa il rapporto tra gli abusi edilizi e la campagna elettorale comunale della scorsa primavera; se si ritiene di promuovere una seria ed articolata inchiesta giudiziaria ed amministrativa sugli abusi edilizi e le violazioni alle norme urbanistiche a Pompei negli ultimi 10 anni. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-22179 del 24 ottobre 1990. (4-09155)

 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.