Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09157 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930111
Ai Ministri di grazia e giustizia, dell'industria, commercio e artigianato e delle partecipazioni statali. - Per conoscere - premesso che: le responsabilita' di origine dolosa dell'incendio che ha devastato la torre "A" del costruendo Palazzo di giustizia di Napoli, nel centro direzionale, non sono state ancora accertate e dunque esse potrebbero risalire, allo stato, a chiunque, vista l'archiviazione del procedimento; i 50 miliardi necessari (35 per la struttura, oltre 15 - affermo' il sottosegretario onorevole Sorice - per la sua revisione e per la fornitura di un impianto antincendio) sarebbero stati stanziati dalla legge finanziaria-: se, poiche' le responsabilita' dell'evento sono ancora da accertarsi, i 50 miliardi che la legge finanziaria stanzierebbe verranno erogati a titolo di prestito grazioso ed a chi, non essendo pensabile che essi possano essere donati a chi abbia, direttamente od indirettamente, colposamente o dolosamente, concorso al prodursi del gravissimo fatto criminoso. Il detto sottosegretario al dicastero di grazia e giustizia si disse certo che nel termine record di 18 mesi la struttura danneggiata sarebbe stata restituita alla sua funzione, demolendo e sostituendone le parti metalliche; se i 18 mesi necessari per il recupero delle strutture, indicati come praticabili dal sottosegretario, riguardassero la data della consegna reale del fabbricato, pronto all'uso, o solo il recupero edilizio della struttura. Numerosi rinvii dei termini di consegna previsti hanno dimostrato sia l'aleatorieta' dei tempi di effettiva disponibilita' della struttura sia la superficialita' da parte di chi ha effettuato previsioni di una qualunque data. Anche le anzidette previsioni si sono rivelate, trascorsi oramai abbondantemente i 18 mesi, fallaci; se siano state fatte verifiche in ordine al rischio della subsidenza del fabbricato, stante la precarieta' delle fondazioni e atteso quanto esiste al di sotto del suolo, come dimostrato dall'incredibile circostanza che e' stato necessario dotare molti fabbricati del centro direzionale addirittura di pompe idrovore; perche' non fu inserita nel progetto la realizzazione dell'impianto antincendio ed a chi risalga cosi' grave responsabilita'; quali siano i tempi davvero reali anche per il recupero della solidita' e della funzionalita' della struttura dopo l'incendio sia quanto a dislocazione e caratteristiche ambientali, alla luce della riforma del processo penale, sia per quanto riguarda gli arredi, nonche' per quanto riflette la effettiva staticita' del fabbricato, le cui fondamenta, che avrebbero l'ancoraggio al suolo assai incerto, essendo sostanzialmente immerse nel "lago" sotterraneo esistente sotto il piano di campagna, appaiono quantomeno precarie. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-22119 del 23 ottobre 1990. (4-09157)