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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09262 presentata da IMPOSIMATO FERDINANDO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930111

Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: quattro sindaci della provincia di Caserta furono condannati nel 1990 per omissione di atti di ufficio: avevano disertato una riunione tenutasi presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere per assistere alla formazione degli elenchi dei giudici popolari. Gli interessati - i sindaci Andrea Granito di Carinaro, Giuseppe Pascarella di Valle di Maddaloni, Lorenzo Marcello di Castelvolturno e Aldo Zarone di Pietravairano - dichiarati decaduti dal prefetto di Caserta nel maggio del 1992, decisero di resistere. E ottennero dal Tar Campania l'annullamento del decreto prefettizio e la reintegrazione delle cariche. La decisione venne salutata con favore dalle popolazioni locali, consapevoli della lieve entita' dei fatti contestati ai loro primi cittadini. Senonche' a quel punto la vicenda subiva una singolare diversificazione. Il Ministro dell'interno, non condividendo la decisione del Tar, proponeva appello al Consiglio di Stato; la cosa strana e' che il ricorso non riguardo' - come sarebbe stato logico - tutti e quattro i sindaci ma due solo di essi: i sindaci di Carinaro e di Valle di Maddaloni; il Consiglio di Stato accoglieva il ricorso del Ministro e i sindaci di Carinaro e di Valle di Maddaloni hanno dovuto lasciare mentre gli altri due - guarda caso democristiani - sono rimasti in carica, nonostante le violazioni loro contestate fossero le medesime. L'espediente per consentire il mantenimento in carica dei due sindaci di Castelvolturno e Pietravairano e' stato il seguente: un ricorso alla Corte di Cassazione per regolamento preventivo di giurisdizione. Sarebbe come dire che per una causa relativa ad una eredita' ci si rivolge, per imbrogliare le carte al tribunale regionale delle acque. Ma al di la' dei vari passaggi di questa storia tortuosa, restano alcune considerazioni significative. La prima e' che il Consiglio di Stato, fermandosi ad una lettura formale della legge, ha accolto l'appello del Ministro per due dei quattro sindaci. Mentre gli altri due continuano ad esercitare indisturbati le loro funzioni. La seconda osservazione riguarda il fatto che in provincia di Caserta ci sono comuni come quello di Marcianise di Santa Maria Capua Vetere e di Caserta in cui le violazioni di legge sono cosi' clamorose e i fatti cosi' gravi - la latitanza del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, l'uccisione di un consigliere comunale a Marcianise, l'incriminazione di diversi consiglieri a Caserta - da meritare questi si' una piu' rigorosa applicazione della legge sullo scioglimento dei consigli comunali; invece non accade nulla, mentre i fulmini ministeriali colpiscono spesso comuni in cui le violazioni dell'ordinamento sono molto meno gravi; in terzo luogo, se tutti gli amministratori condannati per omissione in atti di ufficio dovessero essere dichiarati decaduti, le conseguenze sarebbero disastrose: in Italia centinaia tra consiglieri comunali provinciali e regionali dovrebbero essere dichiarati decaduti -: a) come sia possibile che il Ministro dell'interno che per la carica rivestita e le funzioni demandategli dall'ordinamento, dovrebbe essere esempio di imparzialita' nell'esercizio e nell'azione amministrativa, abbia potuto agire in modo siffatto operando una inammissibile disparita' di trattamento; b) quanti e quali siano gli amministratori pubblici che anche da tempo immemorabile siano stati condannati per omissioni di atti di ufficio o per altri reati contro la pubblica amministrazione e se per essi sia stata applicata tempestivamente la legge n. 16 del 1992, da parte dei prefetti della Repubblica con la dichiarazione di decadenza. (4-09262)

 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.