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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09399 presentata da TORCHIO GIUSEPPE (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19930112

Al Ministro dei trasporti. - Per sapere - premesso che: il signor Giorgio Brugnoli, coltivatore diretto di azienda agricola posta in via Boschetto, 51 a Cremona, gia' proprietario di terreni oggetto di esproprio per la realizzazione della stazione di controllo autoveicoli ed annesso Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile e Trasporti in Concessione di Cremona e' in attesa da oltre tre anni della corresponsione dell'indennita' di occupazione d'urgenza dell'ammontare di lire 11.646.875 a cui devonsi aggiungere lire 2.317.828 annue nonche' della corresponsione dell'indennita' per i frutti pendenti pari a lire 2.246.000; in data 10 settembre 1992, con protocollo n. 1941, la Divisione 23 Seconda Direzione Centrale della Direzione Generale della Motorizzazione Civile, rispondendo a nota del 7 agosto 1992, trasmetteva copia del decreto di pagamento dei frutti pendenti n. 1234 dell'8 giugno 1992 per la somma ritenuta congrua dall'Ufficio Tecnico Erariale di Cremona pari a lire 2.246.000; tale copia era priva dell'autorizzazione al pagamento da parte della Corte dei conti; in data 30 dicembre 1992 perveniva all'Ufficio Cremona Corrispondenze Pacchi delle Poste avviso di pagamento per indennita' per i frutti pendenti di lire 1.796.800, quindi decurtato rispetto al decreto n. 1234 dell'8 giugno 1992 pari a lire 2.246.000; poiche' il beneficiario del provvedimento ebbe a recarsi presso i competenti uffici del Ministero per sollecitare la definizione della pratica e fu oggetto di malcelate richieste di oblazioni per la sollecita definizione delle indennita', si ha il fondato timore di una sorte di punizione del predetto coltivatore -: se non intenda al piu' presto fornire ogni utile notizia al riguardo e se non intenda intervenire per la giusta e sollecita liquidazione delle spettanze da parte dei competenti uffici. (4-09399)

Per la realizzazione della stazione di controllo autoveicoli ed annesso ufficio provinciale MCTC di Cremona e' stato necessario espropriare, fra gli altri, taluni terreni dei signori Giorgio Brugnoli ed Eugenio Brugnoli, comproprietari l'uno per 5/8 e l'altro per 3/8 di tali terreni, che furono occupati in via d'urgenza il 21 novembre 1989. I nominati accettarono le indennita' di espropriazione offerte; restava soltanto incertezza circa l'esistenza di un valido rapporto agrario di affitto gravante sulla quota di terreno di proprieta' del signor Eugenio Brugnoli. Lo stesso infatti contestava la qualita' di affittuario al signor Giorgio Brugnoli e pertanto diffidava l'amministrazione dal detrarre l'importo dell'indennita' aggiuntiva, spettante a quest'ultimo in base all'articolo 17 della legge del 22 ottobre 1971, n. 865, dall'importo dell'indennita' di esproprio a lui dovuta. Per risolvere tale questione, in merito alla quale sembra peraltro fosse pendente un giudizio civile, in data 3 aprile 1990, per il tramite della locale prefettura, fu chiesto al tribunale di Cremona di autorizzare il deposito dell'importo in contestazione, nonche' ovviamente il pagamento diretto delle indennita' di esproprio. Acquisite le autorizzazioni del tribunale emesse il 21 giugno ed il 15 settembre 1990, fu disposto in data 15 novembre dello stesso anno l'impegno di spesa ed il contestuale pagamento delle indennita' e pertanto in favore del signor Giorgio Brugnoli, venivano emessi un ordinativo per il pagamento diretto di lire 232.936.700 a titolo di indennita' di esproprio nonche' un ordinativo per il deposito presso la Cassa depositi e prestiti di lire 27.813.185 a titolo di indennita' aggiuntiva, eventualmente spettante al medesimo come affittuario. Il signor Giorgio Brugnoli avrebbe quindi riscosso l'indennita' di esproprio nell'arco temporale di un anno dalla perdita del possesso del bene di sua proprieta', se gli ordinativi di pagamento sopra specificati non fossero stati oggetto, insieme a numerosissimi altri, di una rapina perpetrata verso la fine del 1990 presso gli uffici postali dello scalo ferroviario di Roma San Lorenzo. Dopo il ritrovamento di tali atti ormai irrimediabilmente deteriorati si rese necessario provvedere al loro formale annullamento ed alla rinnovazione degli stessi; i nuovi ordinativi furono riemessi il 1^ marzo 1991. Quanto sopra per evidenziare che, nonostante la complessita' del procedimento oblatorio, che spesso stenta a concludersi nell'ambito del termine quinquennale ordinariamente stabilito nella declaratoria di pubblica utilita' e nonostante le obiettive difficolta' insorte, il signor Brugnoli ha, in tempi relativamente e ragionevolmente brevi, ottenuto la corresponsione dell'indennita' di esproprio, che costituisce la parte di gran lunga piu' rilevante sotto il profilo economico di quanto complessivamente spettante all'interessato. Restava, e' vero, da pagare il dovuto per l'occupazione di urgenza ed i frutti pendenti. Per quanto concerne i frutti pendenti il relativo provvedimento di pagamento per l'importo di lire 2.246.000 fu emesso l'8 giugno 1992 e copia dello stesso fu trasmessa all'interessato in data 10 settembre 1992, priva del timbro attestante il visto e la registrazione della Corte dei conti, essendo una semplice copia di quella in possesso di questo ministero; d'altra parte gli atti che, contestualmente all'impegno di spesa, autorizzano anche il pagamento, non vengono restituiti dalla Corte dei conti all'organo che li ha adottati. Peraltro, quando fu trasmessa all'interessato la copia di cui sopra, il competente ufficio ignorava che la ragioneria centrale avrebbe restituito, con foglio n. 467 in data 29 ottobre 1992, il provvedimento, in quanto, a suo avviso, anche l'indennita' per i frutti pendenti doveva essere assoggettata alla ritenuta d'imposta del 20 per cento prevista dall'articolo 11 della legge 30 dicembre 1991, n. 413. Il provvedimento veniva tempestivamente riproposto in conformita' alle indicazioni dell'organo di controllo in data 11 novembre 1992 e pertanto l'importo effettivamente liquidato all'interessato e' stato pari a lire 1.796.800 per effetto dell'accennata ritenuta. Per quanto concerne l'indennita' di occupazione, si fa presente che questo ministero, con nota n. 2099 del 29 ottobre 1990, e quindi ancor prima della emanazione del decreto prefettizio di esproprio, intervenuto nel giugno del 1991, si era attivato per richiedere al tribunale di Cremona, tramite la locale prefettura, l'autorizzazione al pagamento diretto della stessa indennita' in favore dei proprietari espropriati. Poiche' tale autorizzazione tardava a pervenire questa amministrazione si e' rivolta alla prefettura con nota n. 2555 del 12 novembre 1992 affinche' essa stessa autorizzasse, ai sensi dell'articolo 72 ex lege del 25 giugno 1865, n. 2359, il pagamento dell'indennita' in parola, che, per il periodo di effettiva occupazione, intercorrente fra la data dell'immisione in possesso e la data del decreto di esproprio, ammonta a lire 24.027.660. La prefettura ha ritenuto, tuttavia, di inoltrare la nota stessa al tribunale in data 11 dicembre 1992. Poiche' l'autorizzazione risulta emessa dal tribunale di Cremona in data 13 gennaio 1993, questa amministrazione assicura che si fara' tempestivamente luogo al pagamento della suddetta indennita' di occupazione appena acquisita copia dell'autorizzazione divenuta esecutiva. Per quanto concerne il colloquio che l'interessato avrebbe avuto con i competenti uffici della direzione generale della MCTC, e' da escludere nel modo piu' tassativo - conoscendo il corretto comportamento degli impiegati addetti al settore - che esso abbia potuto assumere i risvolti segnalati. E', invece, senz'altro da presumere che i tempi lunghi connessi sia all'effettiva complessita' della pratica che all'intervento di altre amministrazioni, abbiano esasperato il signor Brugnoli che non e' stato cosi' in grado di recepire correttamente il senso delle spiegazioni che gli venivano fornite. E' da tenere, comunque, in debito conto che nel clima di sfiducia e generalizzato discredito verso gli uffici pubblici, vengono, spesso, coinvolti funzionari che, in quanto corretti esecutori dei loro compiti, rifiutano aprioristiche etichette e vivono con difficolta e in modo conflittuale il rapporto con l'utente. Un auspicabile recupero di oggettiva serenita' di valutazione consentirebbe, invece, di apprezzare lo sforzo di chi cerca nonostante tutto di onorare il proprio rapporto di impiego. Resta, pertanto, il rammarico per le insinuazioni del tutto infondate che il caso ha generato e per i sospetti, al nascere dei quali i funzionari dell'ufficio sono, tuttavia, totalmente estranei. Il Ministro dei trasporti: Tesini.



 
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