Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09444 presentata da DORIGO MARTINO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19930112

Al Ministro dei grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: da quanto riportato da molteplici fonti di stampa, il procuratore della Repubblica di Venezia, giudice Vitaliano Fortunati, avrebbe comunicato pubblicamente di aver richiesto il trasferimento dell'appuntato dei Carabinieri Massimo Carraro, per ragioni di "obiettiva inopportunita'" della sua permanenza al Nucleo di polizia giudiziaria della Procura; da quanto risulta e' stato effettivamente disposto, dall'autorita' giudiziaria competente, il trasferimento dell'appuntato Carraro alla stazione di Valeggio sul Mincio (Verona); il procuratore della Repubblica di Venezia, Vitaliano Fortunati, avrebbe assunto questo provvedimento nei confronti del sottoufficiale senza averne mai discusso con nessuno dei sostituti procuratori di cui l'appuntato Carraro e' stato fino ad oggi stretto collaboratore, nelle inchieste sulle tangenti nel Veneto, ricevendo unanimi e ripetuti riconoscimenti per l'impegno e la professionalita' profusi nel servizio; da quanto risulta gia' tre sostituti procuratori della Repubblica di Venezia, tra cui lo stesso procuratore aggiunto, avrebbe espresso, in forma scritta, la loro solidarieta' all'appuntato Carraro e richiesto chiarimenti al giudice Fortunati, dissentendo dal trasferimento; gia' dalle settimane scorse erano circolate voci su tentativi in atto per condizionare l'operato della magistratura veneziana, a seguito dei clamorosi risultati ottenuti nelle indagini sulla corruzione politica; l'azione del procuratore Fortunati, configura ad avviso dell'interrogante una accondiscendenza alle pressioni censorie e di rivincita portate avanti con crescente frequenza da ambienti politici nazionali e veneziani riconducibili ai grossi personaggi colpiti dalle inchieste sulle tangenti nel Veneto; il giudice Vitaliano Fortunati, del resto, in piu' occasioni, nelle inchieste giudiziarie aperte sugli episodi di illegalita' negli intrecci affaristici delle vicende politiche ed industriali di Agrimont e Montedipe, non e' sembrato all'interrogante in grado di fronteggiare con la dovuta efficacia la direzione di cosi' complesse ed importanti indagini della Procura della Repubblica di Venezia, che infatti non hanno ancora sortito i significativi risultati che gli elementi istruttori lasciavano sperare -: se il Ministro non intenda disporre l'immediata revoca del provvedimento di trasferimento dell'appuntato Massimo Carraro; se il Ministro non intenda di dover accertare e rendere note le motivazioni assunte dal procuratore della Repubblica di Venezia nel suo inopportuno comportamento; se il Ministro non ritenga di dover disporre al piu' presto un'indagine ispettiva per verificare se esistano i presupposti per promuovere l'azione disciplinare davanti al Consiglio superiore della magistratura nei confronti del giudice Vitaliano Fortunato, dimostratosi, ad avviso dell'interrogante, non all'altezza dei suoi compiti. (4-09444)

Riguardo alla vicenda dell'appuntato Massimo Carraro, si fa presente che il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Venezia, con nota 17 dicembre 1992, ha proposto ai sensi dell'articolo 11 D.Lgs. 28.7.1989 n. 271, al Comando provinciale dei Carabinieri il trasferimento del militare di cui trattasi, componente della Sezione di Polizia Giudiziaria presso quella procura, motivando la richiesta con alcune segnalazioni circostanziate "delle quali allo stato non e' possibile rendere noto il contenuto per ragioni di segreto istruttorio", che avevano reso oggettivamente inopportuna la ulteriore permanenza dello stesso presso la Sezione. Con nota del 4 gennaio 1993 il Comando Provinciale dei C.C. comunicava al procuratore della Repubblica che in data 24 dicembre 1992 il Comando regionale Carabinieri "Veneto" aveva disposto il trasferimento dell'Appuntato Carraro dalla Sezione di P.G. alla Stazione C.C. di Veleggio sul Mincio. L'iniziativa del procuratore della Repubblica ha avuto corso col pieno accordo del procuratore Generale, che ha condiviso la decisione, giudicando assolutamente necessario il detto trasferimento per evidenti ragioni di opportunita', per il venir meno dell'indispensabile rapporto fiduciario tra l'A.G. ed il militare addetto alla Sezione di P.G. e potendo inoltre solo l'allontanamento consentire le necessarie ulteriori indagini al fine di una appropriata valutazione dei suoi comportamenti. In particolare, sono emersi a carico del Carraro seri dubbi su di un coinvolgimento nella diffusione del c.d. "rapporto Graci" e delle relative intercettazioni telefoniche, dubbi espressi nella Relazione ministeriale pervenuta alla procura della Repubblica di Venezia nell'agosto 1992, le cui conclusioni fondate su argomenti logici e convincenti sono apparse del tutto ragionevoli e condivisibili e cio' nonostante le diverse considerazioni svolte in merito nella relazione della Commissione Gasparri. Su tale punto, peraltro, non possono essere fornite ulteriori precisazioni ed indicazioni essendo i fatti oggetto di indagine penale tuttora in corso. Va poi segnalato che la stessa relazione ministeriale aveva prospettato l'opportunita' di "un riassetto della sezione di polizia giudiziaria", dando atto che gia' all'epoca era all'esame del Procuratore della Repubblica, dottor Vitaliano Fortunati, insediatosi nell'Ufficio da poche settimane, l'ipotesi dell'allontanamento del Carraro dai compiti svolti nell'ambito della locale sezione di P.G. In data 15 dicembre 1992 inoltre, il Sostituto dottor Antonio Fojadelli faceva pervenire al procuratore della Repubblica un rapporto a carico dello stesso Carraro, per fatti suscettibili di valutazione disciplinare. In particolare si rilevava che il militare aveva eseguito di sua iniziativa, a seguito di un esposto anonimo diretto al procuratore della Repubblica, indagini senza alcuna delega e senza aver portato l'atto a conoscenza del suo destinatario. Nel rapporto del dottor Fojadelli venivano aggiunti particolari circa relazioni di eccessiva confidenza e familiarita' tra il Carraro ed un cronista di un quotidiano locale, peraltro gia' evidenziate nella citata relazione ispettiva del Ministero di Grazia e Giustizia. Inoltre, successivamente a tali fatti ed alla richiesta di trasferimento formulata dal procuratore della Repubblica di Venezia, perveniva a quest'ultimo ulteriore rapporto del Sostituto dottor Carlo Nordio con il quale si lamentava una censurabile iniziativa del Carraro che, pendendo richiesta di rinvio a giudizio, dinanzi al G.I.P. in relazione ad un troncone del procedimento per le c.d. "tangenti venete", aveva contattato uno dei principali imputati senza mandato alcuno e anzi spendendo abusivamente il nome sia del Sostituto che del G.I.P. dottor Felice Casson, prospettando l'asserita favorevole disposizione dell'A.G. per un vantaggioso patteggiamento ove prima dell'udienza preliminare lo stesso indagato avesse riferito fatti importanti relativi alle indagini. Aggiungeva il dottor Nordio non solo di non aver mai autorizzato il militare a spendere il suo nome, ma anche di non aver mai tenuto un comportamento tale da far nascere nel Carraro la ragionevole convinzione di poter parlare per suo conto, se non a suo nome, in vicende cosi' delicate. I fatti enunciati di possibile rilievo disciplinare, sono all'esame della procura Generale della Repubblica di venezia per l'eventuale esercizio della relativa azione nei confronti del Carraro. Per quanto riferito infine dall'A.G. procedente il ruolo avuto dal militare nelle indagini per le c.d. "tangenti venete" e' sempre stato quello di un mero collaboratore seppur particolarmente valido e professionalmente capace, e dunque a torto il Carraro e' stato presentato alla pubblica opinione quasi come il vero dominus dell'indagine, che senza di lui non avrebbe potuto conseguire utili sviluppi. E d'altra parte non sembra neanche ipotizzabile che l'allontanamento del Carraro quando ormai le indagini erano al termine, potesse avere l'effetto di bloccare l'inchiesta sulle c.d. tangenti venete. Una tale prospettazione dei fatti, appare dunque fuorviante ed anche ingiustificatamente riduttiva del contributo arrecato alle indagini dai magistrati preposti ai vari procedimenti, magistrati la cui capacita' ed impegno vanno senz'altro riconosciute. Alla stregua di quanto sopra e rilevato che la Commissione Gasparri e' stata insediata su iniziativa del Ministro dell'Interno, la richiesta di trasferimento del Carraro, disposto poi dall'Amministrazione di appartenenza del militare a norma del citato articolo 11 D.Lgs. 271/89, appare fondata su evidenti e ragionevoli motivi di opportunita' e non risulta certo determinata dal supposto (e asseritamente contrastato) attivismo investigativo del militare che, peraltro, ha impugnato il provvedimento avanti al Giudice Amministrativo. Il Ministro di grazia e giustizia: Conso.



 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.