Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00652 presentata da MELILLA GENEROSO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930112
Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: con decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 4854 del 27 dicembre 1938 veniva riconosciuta al Comune di Pettorano sul Gizio una grande derivazione di acqua dal fiume Gizio per uso irriguo; il decreto succitato prevedeva all'articolo 4 che "l'utenza riconosciuta al comune di Pettorano Sul Gizio potra' essere praticata, trattandosi di grande derivazione fino al 31 gennaio 1987 ed alla scadenza sara' rinnovata qualora persistano i fini della derivazione e non ostino superiori ragioni di pubblico interesse"; in data 26 marzo 1986 il comune di Pettorano Sul Gizio (Aq) rivolgeva domanda al Ministero dei lavori pubblici per ottenere il rinnovo della grande derivazione di acqua dal fiume Gizio per uso irriguo, concessa con decreto ministeriale n. 4854 Div. XIII del 27 dicembre 1938; con nota n. 2017/680 del 15 aprile 1988 il Provveditorato regionale alle OO.PP. dell'Aquila ha trasmesso al Comune di Pettorano Sul Gizio l'opposizione del Consorzio di Bonifica "Canale Corfinio" al rinnovo della concessione a derivare acqua per uso irriguo al Comune di Pettorano; con delibera del consiglio comunale n. 34 del 26 aprile 1988 il comune di Pettorano Sul Gizio approvava le controdeduzioni all'opposizione del Consorzio di Bonifica e le inoltrava al Provveditorato regionale alle OO.PP. cosi' come richiesto; le controdeduzioni all'opposizione del Consorzio furono supportate da una petizione popolare sottoscritta dalla maggioranza dei cittadini di Pettorano; la richiesta del Consorzio di Bonifica fu tardiva, in quanto, datando al 27 ottobre 1987, risulta di circa 10 mesi successiva alla scadenza della concessione assentita al comune di Pettorano Sul Gizio. Se la concessione fosse stata rinnovata al comune di Pettorano Sul Gizio immediatamente dopo la scadenza del 31 gennaio 1987, sulla base di quanto previsto dall'articolo 4 del decreto di concessione e in evasione della richiesta prodotta dal Comune di Pettorano Sul Gizio in data 26 marzo 1986, l'opposizione del Consorzio di Bonifica non avrebbe avuto senso. Il ritardo dell'opposizione prodotta dal Consorzio di Bonifica dimostra in ogni caso l'inefficienza dell'Ente, a gestione commissariale perenne, che pretenderebbe di sostituirsi al Comune come titolare naturale della concessione; la richiesta del Consorzio di Bonifica e' priva di fondamento. Essa si basa su una generica "esigenza di superiori ragioni di pubblico interesse" che coinciderebbero con la costituzione stessa del Consorzio e da ultimo con la sua estensione sul territorio di altri comuni montani (Cocullo, Anversa, Campo di Giove, Scanno ecc.) che nulla hanno a che fare e mai avranno a che fare, per evidenti ragioni naturali e geografiche, con le acque del fiume Gizio. Tali ragioni di pubblico interesse sono sempre esistite e da sempre hanno potuto essere soddisfatte e salvaguardate dall'uso comune delle acque, regolate da sempre con senso di responsabilita' in un rapporto di dialettica collaborazione fra i comuni di Pettorano Sul Gizio e di Sulmona e il Consorzio di Bonifica. La verita' di quanto affermato si rileva dalle dichiarazioni stesse del Consorzio di Bonifica, che ha potuto operare in territorio di Pettorano Sul Gizio e realizzarvi le opere ritenute necessarie. Il solo momento di conflitto tra il Comune di Pettorano sul Gizio ed il Consorzio di Bonifica si e' verificato quando il Consorzio di Bonifica ha preteso di realizzare impianti irrigui tubati, assolutamente incompatibili con la situazione orografica del territorio. In qualla occasione i contadini e la popolazione di Pettorano Sul Gizio bloccarono in massa i lavori di intubato ed ottennero, in sede prefettizia, che il Consorzio di Bonifica rinunciasse a portare a termine quei lavori. Il progetto di intubato del Consorzio di Bonifica trovo' l'opposizione della popolazione di Pettorano perche' presentava i seguenti inconvenienti: a) non era funzionale l'assetto della proprieta' fondiaria, che per la straordinaria frammentazione dei fondi non consente in nessun modo l'irrigazione a pioggia; b) alterava e comprometteva l'equilibrio ambientale, producendo la scomparsa della flora e della fauna sia fluviale che del territorio circostante; c) riduceva i contadini alla fame e introduceva elementi permanenti di turbativa dell'ordine pubblico; d) impediva gli usi domestici e zootecnici che gli abitanti della campagna sono abituati a fare dell'acqua che scorre a pelo libero, secondo modi di vita e di cultura secolari; la richiesta del Consorzio di Bonifica contiene elementi di autoritarismo che vanno contro la tendenza democratica a potenziare le risorse e le facolta' delle autonomie locali e a coinvolgere le popolazioni alla elaborazione e al controllo dei progetti di sviluppo che la riguardano. Il Consorzio di Bonifica fino ad oggi ha operato con grande autonomia, ma anche in un rapporto dialettico con gli organi democratici del Comune di Pettorano. La sua richiesta, evidentemente, mira ad escludere il metodo del confronto democratico tra le parti per introdurre il metodo di una pianificazione autoritaria e verticistica; la richiesta del Consorzio di Bonifica spazza con superficialita' burocratica tradizioni secolari radicate nella coscienza delle popolazioni, che in nessun caso sopporterebbero di essere spogliate di un diritto che, a prescindere dalla legge, trova il suo fondamento nella storia -: se il Ministro dei lavori pubblici intenda concedere al Comune di Pettorano Sul Gizio (AQ) in tempi rapidi, essendo trascorsi quasi 7 anni dalla richiesta, il rinnovo della grande derivazione di acqua dal fiume Gizio per uso irriguo. (5-00652)