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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00588 presentata da GASPARRI MAURIZIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930112

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del turismo e dello spettacolo. - Per sapere - premesso: che la RAI sta affidando sempre piu' i lavori di produzione di trasmissioni irradiate dalle proprie reti; che tale scelta appare in contrasto con il mantenimento di una sterminata e costosissima struttura; che da parte di funzionari dell'azienda pubblica sono state fatte piu' volte denunce in merito; che in particolare i funzionari Francesci Bortolini, Gianna Bellavia, Adolfo Lippi, Dante Fasciolo, Eliana Tisi, Umberto Casella, avrebberto affermato che alla RAI "si lavora a livelli di manicomio, l'azienda non c'e' piu'. Non si capisce piu' chi produce, chi cura i programmi. Basta trovare i soldi e la RAI mette i soldi. Ma chi controlla queste sponsorizzazioni? I programmi partono senza un controllo. Noi ci limitiamo soltanto a mettere sopra il bollino RAI Uno. Prima, quando nasceva una trasmissione, si faceva un piano, si stanziavano i fondi. Adesso non si segue piu' una trafila, niente di niente. Baudo non risponde a nessuno, Fazzuoli non risponde a nessuno, Guardi' pure. Ognuno ha il suo orto, e va avanti per sempre coltivandolo. La RAI, RAI Uno, e' privatizzata di fatto. Sei trasmissioni "Scommettiamo che", "Domenica In", lo spettacolo di Baudo, la rubrica della Gardini, quella di Sabani e anche quella della Lambertucci, sono realizzate al 90 per cento da persone esterne alla rete". In particolare il regista Adolfo Lippi ha detto: "Se devo fare il "Canzoniere dell'estate" da Agrigento con Alba Parietti, mi chiama direttamente Aragozzini, se devo curare la regia dello spettacolo del teatro greco di Taormina mi chiama Baudo. Ma perche' succede questo? Io devo essere chiamato dall'azienda, non devo lavorare perche' sono simpatico a questo o quell'altro. Pedulla' e Pasquarelli ce lo devono dire chiaramente: se non serviamo piu' ci devono licenziare. Questo spreco non ha senso"; che gli stessi funzionari hanno aggiunto: "Prima ci telefonavano per inserire una certa attrice in un film, adesso chiamano per far lavorare le truccatrici. I partiti usano la rete per scambi di favore: la RAI e' piena di mogli o di signore che lavorano soltanto perche' qualcuno ha deciso che dovevano stare li'"; che alle proteste dei funzionari la RAI avrebbe risposto con offerta di aumenti, che sarebbero stati rifiutati -: quali valutazioni esprimano sui fatti suesposti; quanti programmi siano appaltati all'esterno della RAI; quanti dipendenti dell'azienda vengano ingaggiati attraverso strutture esterne alle quali viene appaltata la realizzazione di programmi, con possibilita' di doppio compenso per la stessa persona, che riceve il regolare stipendio dalla RAI e gli ulteriori pagamenti dagli appaltatori presso i quali viene chiamato a lavorare; quanto spenda la RAI per lavorazioni appaltate a personale esterno, pur avendo strutture in grado di sopperire a qualsiasi esigenza di produzione e programmazione. (3-00588)

 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.