Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00595 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930112
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, della difesa e di grazia e giustizia. - Per sapere: se il Governo non intenda finalmente far luce a quasi mezzo secolo di tempo dalla conclusione della guerra civile e dopo nove lustri dalla fine degli ammazzamenti indiscriminati, sui fatti che insanguinarono soprattutto la grande pianura padana, l'Emilia in particolare, ove esiste quell'area triste definita ormai dalla storia, come il Triangolo della morte. L'interrogante si domanda quanto dovranno aspettare le vittime ancora sopravvissute a quelle inenarrabili violenze che hanno visto colpire tanti cittadini, fatti scomparire dalle "squadre della morte" agli ordini del comunismo, internazionale ed interno (perche' il comunismo per sua stessa definizione non potra' mai essere "nazionale" neanche per indicarne la localizzazione!) a tutto il 1947, e anche per buona parte del 1948!; perche' per costoro sia ancora vietato anche poter apporre un segno di semplice e cristiano ricordo, nel luogo del loro martirio o assassinio, semplicemente perche' responsabili di essere stati ammazzati, seviziati e sepolti o fatti scomparire in qualche modo, dagli appartenenti alle brigate partigiane comuniste o ai gruppi armati e di fuoco, mantenuti dal comunismo efficienti e operanti per oltre un triennio dalla fine della guerra e cioe' dalla primavera del 1945. Perche' il Governo consenta ancora a quasi mezzo secolo la continua mistificazione di tanti morti ammazzati dai "rossi" come attribuiti a uccisioni dei "nazifascisti" non ostanti le indicazioni e le accuse pubbliche e specifiche dei parenti sopravvissuti, che vedono coperti anche dal fango della menzogna la fine dei loro cari. Ultimo caso portato a conoscenza dell'opinione pubblica emiliana e' quello del compianto Oscar Gavioli, insegnante elementare di anni venti, prelevato, seviziato e assassinato a Gombola di Polinago (Modena) dai partigiani Rossi, dalla di lui sorella ancora vivente, a mezzo di dichiarazioni rilasciate durante un'intervista televisiva trasmessa da Telemodena il 29 dicembre 1992. Nonostante le menzogne e le mistificazioni dei comunisti, suo fratello Oscar ventenne fu assassinato, seviziato e fatto scomparire, una volta ucciso, dai comunisti, "non dai fascisti" come spesso hanno fatto credere proprio gli assassini rossi, per liberarsi con facilita' di possibili procedimenti, indagini o istruttorie a loro carico. La predetta Clara Gavioli ha detto anche testualmente che la verita' sulla fine del suo giovanissimo fratello era scritta a pagina 291 del libro Il triangolo della morte edito da Mursia, e pubblicato nel 1992; se in merito a quanto sopra siano in atto inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria o tributaria, stante il fatto che l'omicidio volontario premeditato e pluriaggravato in genere, e' imprescrittibile e molti di quegli omicidi, furono addirittura perpetrati con vere e proprie stragi, anche in epoche successive a quelle "coperte" dalle compiacenti amnistie di fine guerra e di quella "Togliatti", si' che ancor oggi corre l'obbligo e il dovere di procedere giudiziariamente. (3-00595)