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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09305 presentata da GASPARRI MAURIZIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930112

Al Ministro per i beni culturali e ambientali. - Per conoscere: per quali motivi la soprintendenza archeologica di Basilicata, in persona della direttrice del Museo nazionale "Domenico Ridola" di Matera, dottor Canosa, cui spetta il compito relativo alla vigilanza ed alla salvaguardia del patrimonio archeologico, sebbene a conoscenza del rinvenimento nel rione "Sasso Caveoso" della citta' di Matera, durante i lavori di scavo dal provveditorato opere pubbliche di Matera, di una necropoli di epoca medievale con ben 152 sepolture, non si sia attivata per la immediata sospensione dei lavori, con la conseguente colmatura, con uno strato di calcestruzzo, dei siti sepolcrali, mentre al fermo dei lavori si e' giunti soltanto grazie all'intervento del sindaco di Matera, cosa, questa, che ha provocato forti critiche sull'operato dell'ente preposto alla tutela del patrimonio archeologico da parte di cittadini e di associazioni, come sottolineato da tutta la stampa locale anche con ampi servizi televisivi (TG3 Basilicata - TRM Matera); per quali motivi la responsabile della struttura museale della citta' di Matera cui, altresi', la legislazione vigente demanda il compito di predisporre attivita' di controllo, ricognizione, vigilanza sul territorio ai fini della salvaguardia e conservazione dei siti archeologici sottoposti a vincolo, e di quelli aventi valenza archeologica, non abbia mai finora attivato tali controlli, nonostante i dipendenti uffici abbiano in organico idoneo personale, assistenti di scavo e geometri, per adempiere a tale importante compito; per quali motivi nessun provvedimento sia stato finora adottato, dalle autorita' competenti, per porre fine ai lavori agricoli che vengono condotti nell'area del villaggio neolitico in localita' "Tirlecchia" in agro di Matera, che stanno provocando la distruzione del prezioso sito il cui spessore del deposito archeologico e' di appena 25 centimetri, nonostante tale area sia stata espropriata, su richiesta della soprintendenza archeologica di Basilicata, con decreto del prefetto di Matera n. 3637 dell'11 settembre 1986; per quali motivi la soprintendenza archeologica di Basilicata non si sia mai attivata con procedure di vincolo ed esproprio al fine di salvaguardare l'area archeologica di contrada "Serra d'Alto" in agro di Matera, il sito e' noto dal 1910, sede di alcuni villaggi trincerati, ascrivibili al periodo neolitico, e di altri preziosi ritrovamenti, sempre dello stesso periodo, la cui particolare importanza per lo studio del periodo neolitico e' tale da essere questo sito riportato, descritto e segnalato in tutti i piu' importanti studi, ricerche e pubblicazioni didattiche sulla preistoria, italiani ed internazionali, quale eponimo del piu' pregevole tipo di ceramica dipinta del neolitico, come, a mero titolo di esempio, nel "Dizionario della Preistoria" a cura di Andre' Leroi Gourhan, distribuito in Italia da Einaudi, che alla voce "Stile di Serra d'Alto" dice: "Prende nome dal grande stanziamento sull'altura di Serra d'Alto nei pressi di Matera ... L'arele di diffusione e' localizzato in Italia meridionale, Lipari, Sicilia, tuttavia le ceramiche di tipo Serra d'Alto hanno una distribuzione ampia che comprende presenze in vari siti dell'Italia centrale, Malta e Jugoslavia"; per quali motivi la soprintendenza archeologica di Basilicata non abbia impedito la costruzione di un imponente fabbricato rurale sull'area ricadente sul secondo villaggio trincerato in localita' "Tirlecchia" in agro di Matera, che ha causato la totale distruzione di questa importantissima testimonianza del periodo neolitico, nonostante di tale sito si avesse conoscenza sin dagli inizi del secolo per essere stato localizzato e segnalato dal senatore D. Ridola, fondatore dell'omonimo museo di Matera; se intenda, anche alla luce delle suesposte gravissime inadempienze di chi, preposto alla guida di tale importante struttura, sebbene in tempi di "infornate" politico-clientelari quali quelle che si sono verificate in tutte le soprintendenze sin dagli inizi degli anni '80, ha dimostrato di non possedere i necessari requisiti professionali, disporre l'avvicendamento alla guida dell'importantissima struttura museale, della citta' di Matera con altro personale dirigente che abbia la necessaria esperienza, professionalita' e comprovata conoscenza del periodo preistorico - la dottoressa Canosa e' un'archeologa del periodo classico mentre le collezioni piu' importanti del museo Ridola sono riconducibili al periodo preistorico - atteso il totale stato di abbandono in cui e' caduta, durante l'attuale, ormai quasi decennale, dirigenza, l'attivita' di ricerca e studio sulla preistoria materana nonche' di controllo del territorio ai fini della tutela del patrimonio archeologico, anche in considerazione della peculiare tipicita' e caratterizzazione del territorio del materano, definito dal compianto insigne archeologo professor Cremonesi "tra i piu' importanti ed interessanti di tutta l'Europa per lo studio e l'approfondimento delle attuali conoscenze sul periodo neolitico" e che ha restituito materiali di tale importanza e bellezza da aver richiamato a Matera, sin dagli inizi del secolo, i piu' illustri archeologi, e non solo italiani. (4-09305)

 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.