Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09318 presentata da GASPARRI MAURIZIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930112
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso: che il consiglio di amministrazione dell'INPS, dopo due giorni di serrato dibattito, ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione per il 1993; che il voto del documento contabile ha registrato l'astensione del consigliere Liano Fabbietti della CISNAL, quello dei consiglieri Giuseppe Vitaletti e Carlo Bellina della CGIL, quello del vicepresidente Antonio Torella, rappresentante della Confindustria e di altri quattro imprenditori; che l'astensione ha trovato origine nei numerosi elementi di incertezza gia' emersi nel corso del 1992 in materia del costo della vita, crisi occupazionale e monte retributivo imponibile, che, secondo la relazione previsionale e programmatica del Governo, viene indicata nella misura del 4,4 per cento del 1993, con valori pressoche' identici per il successivo biennio; che il rappresentante della CISNAL ha stigmatizzato le valutazioni governative, in ordine alla crescita della massa salariale e alle variazioni dell'indice del costo della vita, stimato per il 1993 al 4,5 per cento, che dovrebbe ridursi al 2,5 per cento nel 1995, tutto cio' mentre qualificati centri di ricerca prevedono per il prossimo anno che il PIL sara' addirittura inferiore a quello del 1992; che Fabbietti ha posto in evidenza come la stessa relazione del presidente non escluda la possibilita' di una ulteriore sensibile contrazione del numero delle ore lavorative, con la conseguente diminuzione del gettito contributivo e l'incremento contestuale della disoccupazione, della cassa integrazione e dei prepensionamenti; che nel suo intervento il rappresentante della CISNAL ha sottolineato la riduzione dell'apporto dello Stato per circa 7 mila miliardi, la mancata integrazione del contributo per le pensioni sociali, il disavanzo patrimoniale di alcune gestioni, la confusione tra anticipazioni e trasferimenti e la mancata attuazione dell'articolo 37 della legge n. 88 del 1989 che pone a carico dello Stato le prestazioni di natura assistenziale; che egli di fronte a tante incertezze ha ribadito la richiesta che sul piano contabile il bilancio deve essere impostato su tre aree ben distinte: una per i lavoratori dipendenti, una per i lavoratori autonomi ed una per le prestazioni assistenziali; che Fabbietti ha posto in risalto come i trasferimenti dello Stato del 1993, quantificati dalla finanziaria in 58.500 miliardi a titoli di pagamenti e di anticipazione di tesoreria, non sono sufficienti a coprire le prestazioni di natura assistenziale e per i quali il Governo intende fare fronte con soli 1.500 miliardi, e' facile quindi prevedere una campagna di stampa contro l'INPS, le cui responsabilita' gestionali sono quelle di applicare le disposizioni legislative; che Fabbietti ha criticato la manovra del Governo ed il blocco delle pensioni di anzianita', per le quali non vi e' alcun apporto da parte dello Stato. La questione della trasparenza deve essere posta in rilievo poiche' non e' piu' possibile far gravare sui lavoratori dipendenti oneri che servono a fronteggiare l'assistenzialismo. In questo senso il rappresentante della CISNAL ha criticato l'assistenza della Cassa assegni familiari, il cui contributo del 6,20 per cento viene posto a carico della produzione, mentre a beneficiarne sono coloro che non hanno mai contribuito alla gestione. A fronte di un introito di circa 16 mila miliardi preventivati per il 1992 sono uscite prestazioni nell'ordine di 2 mila miliardi, cioe' qualche cosa come il 12 per cento dei contributi. A fronte di 4.470 miliardi erogati dalla OUAF nel 1990, l'intervento si e' ridotto progressivamente di 3.500 miliardi nel 1991, con la prospettiva che gli assegni familiari cesseranno di essere erogati ai lavoratori, tutto cio' in contrasto con quanto impone la normativa comunitaria, secondo la quale alle famiglie del lavoratore bisognerebbe erogare una somma non inferiore all'1,5 per cento del salario medio; che Fabbietti ha sottolineato come la contribuzione previdenziale sia strettamente legata al rapporto di lavoro e deve considerarsi salario differito, quindi qualsiasi trasferimento di tali contributi per scopi diversi da quelli di assicurare adeguate prestazioni ai lavoratori non sono ne' possibili ne' legali. In questo senso ha stigmatizzato l'aumento dei contributi per i lavoratori dipendenti, aumento deciso per finanziare la fiscalizzazione, ovvero oneri assistenziali che vanno prelevati con altri criteri; che preannunciando l'astensione al voto Fabbietti ha stigmatizzato l'assenza del rappresentante del Ministero del lavoro e per l'occasione dello stesso Ministro, che ha compiti di vigilanza sull'INPS e conosce molto bene la reale situazione dell'Istituto -: quali valutazioni esprima il Ministro del lavoro sui fatti esposti e sui pericoli che corre il sistema previdenziale. (4-09318)