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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09331 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930112

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dei trasporti, della marina mercantile, dell'industria, commercio e artigianato e delle partecipazioni statali e del lavoro e della previdenza sociale. - Per conoscere - premesso che: la responsabilita' - gravissima - della crisi economica e sociale italiana - ad avviso degli interroganti - va ascritta tutt'intera ai profondi errori di politica macroeconomica dei governi succedutisi sino a quello attuale compreso ed anche ai criteri gestionali spesso ottusi e superficiali e ancora piu' spesso clientelari, del sistema delle partecipazioni statali; va sicuramente inserita in questo quadro la vicenda della costituzione, al fine dell'esercizio del cabotaggio, della societa' Viamare sulla base di due presupposti annunciati e rivelatisi del tutto infondati: il primo che all'iniziativa avrebbero partecipato la societa' Autostrade, l'ente ferrovie dello Stato e cospicui segmenti dell'armamento privato; il secondo relativo all'ingresso nel mercato europeo del cabotaggio (e fingendo di ignorare che gia' la Tirrenia ed altri armatori privati lo esercitavano e lo esercitano), nei tempi che si asserivano previsti per la liberalizzazione del cabotaggio e cioe' quest'anno; entrambi i presupposti si sono rivelati falsi: ne' la societa' Autostrade ne' l'ente ferrovie dello Stato ne' l'armamento privato sono entrati nel "progetto cabotaggio" e la liberalizzazione europea del medesimo era addirittura gia' noto che era stata rinviata al 1997, mentre poi la CEE ha differito, su richiesta della Grecia, Spagna, Portogallo, l'eliminazione delle riserve nazionali di cabotaggio al 1^ gennaio 1999! come se tutto cio' non bastasse va precisato che il "progetto cabotaggio" avrebbe dovuto vedere l'ampliamento della flotta pubblica quale momento contestuale di una diversa politica del trasporto su gomma in senso trasversale ai due "corridoi" marittimi, quello adriatico e tirrenico, e di una diversa articolazione strutturale, portuale ed infrastrutturale, anche in termini di intermodalita' e soprattutto di organizzazione e riallocazione della domanda di traffico ripartita per modalita' di cabotaggio marittimo e di coordinamento con quella del trasporto ferroviario, fluviale su gomma. Essendo mancato tutto questo, l'iniziativa cantieristica della Finmare, collegata alla iniziativa Viamare, si e' rivelata contraria agli interessi nazionali, dilapidatrice di risorse pubbliche, repressiva delle potenzialita' della cantieristica nazionale e della relativa occupazione; con atti ispettivi di numerosi deputati appartenenti a gruppi parlamentari che vanno da quello del MSI a quello del PSI, e' stato denunciato ripetutamente il macroscopico errore che si stava compiendo, e gli effetti negativi che sul mercato marittimo nazionale, su quello della cantieristica, sui connessi livelli occupazionali, ne sarebbero derivati ma la risposta del Governo (per esempio tra tutte quella resa alla interrogazione 18 ottobre 1991 del primo degli interroganti che denunciava come il Sottosegretario ai Trasporti On. Santonastaso aveva, senza conseguenze, ammesso l'avvenuto appalto a cantieri olandesi di 4 navi per un costo di 240 miliardi! sottraendo livelli produttivi ed occupazionali alla cantieristica nazionale, (nella quale vanno inseriti i cantieri di Castellammare di Stabia, in questi giorni nell'occhio del ciclone, con un tardivo risveglio dei sindacati, per gli annunziati provvedimenti recessivi dell'occupazione che interesserebbero 500 lavoratori) -: posto che proprio per tutto quanto precede la questione appare inquietante se consti al Governo che la magistratura abbia aperto od intenda aprire indagini, e se la Corte dei Conti abbia fatto altrettanto, e con quale esito, nei confronti di coloro che si siano resi responsabili dell'incredibile spreco e dei danni alla cantieristica, all'armamento privato, all'occupazione, sia derivati che derivandi: a) dal "progetto cabotaggio" come perseguito; b) dall'appalto di 4 navi per 240 miliardi di lire ai cantieri olandesi; c) dall'immissione in linea delle navi in parola (tre delle quali gia' consegnate) in concorrenza spietata e con ulteriori sprechi pubblici perche' il rapporto costi/ricavi e' in rosso, anche in mancanza di quell'indispensabile coordinamento e compartecipazione dell'armamento privato che non se la e' sentita di poter e dover, per come le cose erano state impostate, concorrere solo alla perdite: "l'affidamento al cantiere olandese della costruzione di n. 4 traghetti - rispondeva il Governo il 30 gennaio 1992 al predetto atto ispettivo - e' derivata dalla sua disponibilita' a realizzare le unita' in parola nei tempi richiesti dal progetto cabotaggio e necessari per affrontare il mercato prima della liberalizzazione del cabotaggio, prevista per il 1993", dicendo cosa - come gia' evidenziato - non rispondente al vero gia' all'epoca dei fatti ed ancor piu' in quella della risposta!..; come intenda il Governo - a parte l'iniziativa di accertamento delle responsabilita', a cura della Magistratura e della Corte dei Conti, a parte - porre ora riparo agli immensi danni che alla cantieristica italiana, all'occupazione, allo stesso armamento pubblico (come per la Tirrenia) e privato con l'ostinata protervia, la superficialita' e l'erroneita' delle scelte, la Finmare ed il suo amministratore delegato Rosina hanno prodotto come la ricostruzione dei fatti evidenzia in tutta chiarezza. (4-09331)

 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.