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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09332 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930112

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dei trasporti, dei lavori pubblici, del tesoro e di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso che: appaiono molto discutibili i metodi forse riconducibili nell'ambito di modalita' di gestione perverse e simili a quelle proprie di "Tangentopoli", relativi all'utilizzo dei fondi stanziati dalla legge 910/87 per le ferrovie secondarie; infatti, con decreto emanato nel 1989 pochi giorni prima di lasciare l'incarico di Ministro dei Trasporti, l'onorevole Santuz stipulo' una convenzione con una societa', appositamente costituita dalla FENIT e dall'ITALSTAT, denominata FERCONSULT, con la quale diede incarico a questa di espletare tutte le prestazioni tecnico-professionali relative ad un complesso di 36 opere ferroviarie finanziate dalla legge 910 per una spesa di lire 5 mila miliardi, prevedendo un compenso globale a scatola chiusa dell'8 per cento della spesa, ovvero di 400 miliardi. Tale convenzione, elaborata e conclusa in pochi giorni, starebbe consentendo a tale societa', facente capo al gruppo IRITECNA, di "gestire" incarichi e provvidenze con i noti, squallidi metodi dell'intermediazione clientelare e parassitaria oltre che al di fuori di ogni professionalita' proprio in un momento nel quale non si chiede altro che maggiore trasparenza, responsabilizzazione, competitivita' in termini di costi e di efficienza dei risultati; risulterebbe che l'incarico sia stato dato a trattativa privata ad una societa' che avrebbe dovuto controllare contemporaneamente l'esecuzione di ben 36 opere, (compreso il passante ferroviario di Milano e che avrebbe di certo, come in effetti e' avvenuto, cosi' fatto ricorso ad altre societa' sub contraenti, per l'ovvia sua incapacita' operativa trattandosi - ed anche questo andrebbe indagato - di una societa' di recentissima costituzione; sarebbe stato cosi' costruito un castello di societa' sovrapposte ed interposte fra loro e tra le quali compaiono altre societa' dell'ITALSTAT come l'INFRASUD, ora INFRATECNA, e societa' private controllate da gruppi politici locali che vi hanno inserito le loro clientele professionali realizzando una torbida quanto inutile, se non per il sistema partitocratico, intermediazione parassitaria tra committente e gestore del servizio di trasporto pubblico; nell'esecuzione delle opere sono gia' presenti tra i compiti di ufficio tutte le competenze istituzionali di gestione e di controllo dell'esecuzione delle opere, come l'Alta Sorveglianza (approvazioni, varianti, nuovi prezzi, etc.) da parte del Ministero dei Trasporti, il collaudo in corso d'opera da parte della Motorizzazione Civile e Trasporti in concessione, il ruolo di ingegnere capo responsabile della congruita' delle opere con le esigenze del servizio, assolto dalla dirigenza tecnica delle societa' concessionarie delle ferrovie secondarie, per cui altro non restava da coprire che i ruoli di direttore dei lavori e della contabilita'; la sovrapposizione parassitaria ai danni dello Stato, costituisce un pericolo di sostituzione illegale di societa' nelle competenze e responsabilita' proprie dell'Ente concedente (il Ministero), e dello stesso concessionario del servizio di trasporto pubblico, stante il grosso rischio - gia' in corso - di commistione di ruolo tra controllori e controllati, laddove si pensi che molte societa' concessionarie per la realizzazione di opere ferroviarie, (vedi ANSALDO, ITALSTRADE, etc.) appartengono allo stesso gruppo delle societa' incaricate dal Ministro della gestione e del controllo delle opere (INFRATECNA, etc.)!; e' infatti col Ministro concedente e con l'Ente concessionario del servizio ferroviario che intercorrono tutti i rapporti di responsabilita' degli atti delle imprese esecutrici delle opere (vedi definizione e controlli dei progetti esecutivi, e delle necessarie varianti, dei programmi di lavoro e modifiche dei termini contrattuali, tempi e revisione prezzi, criteri e modalita' di posa in opera e di prova dei materiali, nomina del direttore dei lavori, collaudi. Una selva di opportunita' clientelari e tangentocratiche che occorre disboscare! Ne' e' chiaro se, e fino a che punto ad esempio, il parere dell'ente gestore della ferrovia, che non ha piu' il rapporto di dipendenza con la direzione lavori, possa giungere a far conseguire modifiche ai progetti, ai programmi di lavoro, ordini di servizio per eseguire i lavori in sintonia con le esigenze del trasporto ferroviario in corso e cio' nonostante che il direttore dei lavori e l'ingegnere capo siano formalmente "garanti" sia per l'ente committente sia per quello concessionario del servizio, con la potesta' di poter fornire sempre il parere vincolante; e' assai dubbia inoltre la legittimita' del conferimento di un incarico professionale ad una sola societa' per un complesso cosi' ampio di opere e di prestazioni senza le dovute pubblicizzazioni - mai effettuate - di una gara di qualificazione e senza le dovute indagini sulla congruita' della somma riconosciuta forfettariamente dell'8 per cento pari a 400 miliardi!!! Tale incarico in effetti sarebbe in via di espletamento costituendo delle altre societa' e delegando di fatto ad esse la gestione delle prestazioni richieste in convenzione: in tali societa' sarebbero poi presenti oltre agli enti concessionari del servizio ferroviario anche societa' private di Ingegneria dalle quali vengono in ultimo indicati i direttori dei lavori. Non si comprende a tale proposito con quale criterio trasparente siano state scelte certe societa' e non altre essendosi svolta in sostanza una trattativa privata tra la FEDERCONSULT e queste nuove societa' subcontraenti costituitesi (vedansi per la Campania la FER-CAM 1, la FER-CAM 2, etc.). In sostanza cosi' e' stato affidato dal Ministero un incarico di consulenza ad una societa' che lo gestisce attraverso altre societa' a loro volta costituite da societa' private e delle concessionarie del servizio di trasporto, ciascuna con un sub incarico di direzione lavori, contabilizzazione, ingegnere capo: anche cio' contrasta con la legge 1815/39 cosi' come denunciato dalla stessa Corte Costituzionale con sentenza n. 17; questa ha prospettato l'urgenza di una chiara regolamentazione del fenomeno - per non qualificarlo altrimenti - dell'affidamento tramite convenzioni ad una societa' di incarichi espletabili solo da un tecnico iscritto all'apposito Albo professionale direttamente di fiducia dell'ente concedente ma non si era mai visto un provvedimento in favore di una unica societa' e che le affidasse in un sol blocco un complesso cosi' ampio di prestazioni per un numero cosi' elevato di opere con una sola convenzione onnicomprensiva, il tutto senza una verifica dei costi delle singole prestazioni: a tale proposito risulterebbe che dagli accordi stipulati all'interno di dette societa' le competenze professionali vengano ripartite per circa il 3 per cento tra direzione lavori, ingegnere capo, collaudatori, per cui non e' nota la rimanente parte del 5 per cento come venga utilizzata a spese dello Stato, con ovvii pesantissimi sospetti di intermediazioni politiche e parassitarie prive di autentica pregnanza professionale: mentre - il che e' gravissimo - non vengono nemmeno rispettate le tariffe professionali. In sostanza il Ministero ha sottoscritto una cambiale in bianco delegando la societa' FEDERCONSULT e per essa i subcontraenti a livello locale alla nomina dei vari professionisti responsabili. Cio' non garantisce di certo ne' la trasparenza ne' l'efficienza ne' la qualita' e la responsabilita', ne' l'economia dei costi delle prestazioni richieste, ne' i diritti degli altri professionisti iscritti all'Albo. Cosi' in sostanza vengono sottratte all'importo dei lavori somme considerevoli a vantaggio di alcune societa' appositamente costituite anche a livello locale per drenare fondi dello Stato con un'illecita intermediazione a fronte di prestazioni che normalmente vengono effettuate da professionisti con costi ben minori e con livelli di responsabilita' ben individuabili. Con lo squallido, torbido, sospetto sistema si sarebbero determinati ben tre livelli di intermediazione dalla FERCONSULT alla INFRATECNA delegata a sovrintendere tutto il lavoro tecnico, alle singole societa' locali costituite da consorzi di societa' private ed enti concessionari ai singoli professionisti; in definitiva questo provvedimento del Ministro dei trasporti del precedente Governo si trova ad avviso degli interroganti in netta contrapposizione con la legge 55 23 marzo 1990 che per prevenire fenomeni parassitari prevede per ogni concessione la prioritaria specifica delle prestazioni che la concessionaria intende dare in subappalto, la specifica delle ditte alle quali si intende affidare la realizzazione di alcune prestazioni d'opera, l'applicazione dello stesso trattamento ottenuto dal committente con il ribasso non superiore al 20 per cento -: nel caso in questione non essendovi stata ne' a livello centrale ne' a quello locale alcuna gara di qualificazione appositamente pubblicizzata, ma solo oscure trattative private senza alcun controllo degli organi istituzionalmente responsabili, se non ritengano di dover disporre una immediata, approfondita indagine sulle modalita' di gestione della convenzione e sugli oneri impropri per dare un chiaro segno di svolta alla politica di bilancio oltre che a quella morale evitando intermediazioni parassitarie specie delle societa' a partecipazione statale con questo colossale programma di spesa pubblica, nel settore trasporti revocando anche questo tipo di incarico per renderlo piu' trasparente ed efficace; quali siano le composizioni sociali di tutte le societa' concessionarie e subconcessionarie e i nominativi di tutti i professionisti coinvolti nell'operazione; se non ritengano che la Corte dei Conti debba, per i suoi compiti istituzionali, effettuare la verifica opportuna; se non ritengano che le Procure della Repubbliche dei Tribunali insistenti nelle aree coinvolte dalla operazione, oltre quella di Roma, debbono essere informate della vicenda al fine di verificare la sussistenza di eventuali ipotesi di reato derivanti da affidamenti di incarichi professionali selezionati secondo criteri contrari ai doveri di imparzialita', e trasparenza, della pubblica amministrazione e corrispondenti invece alla coerenza con inconfessabili diretti interessi partitocratici e con squalificati e corrotti esponenti politici. (4-09332)

 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.