Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09392 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19930112
Ai Ministri dell'ambiente, dell'industria, commercio e artigianato e per i beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: la societa' Chevron International' anche a nome dei contitolari Agip S.p.A. e Philips Petroleum International Corporation Italj, intende avviare perforazioni per idrocarburi (la cui profondita' finale e' prevista intorno ai 4.500 metri) in base ad un progetto denominato "Monte della Croce 1". Tale progetto interessa un'area collinare situata sulla cresta del Monte della Croce, a quota 490 metri sul livello del mare, in localita' denominata "terre rosse", a cavallo del confine tra i comuni di Castelli Calepio e Gandosso, entrambi nella provincia di Bergamo. Contro tale progetto si sono mobilitate le popolazioni locali; il progetto di trivellazione petrolifera della "Chevron" comporterebbe, se attuato, un rilevantissimo impatto negativo (dissesto idrogeologico, disboscamento, emissioni inquinanti, problemi di rumorosita', forti rischi per le falde acquifere, ecc.) su di un'area di particolare interesse paesistico ambientale. L'area e' infatti sottoposta a vincolo ai sensi della legge n. 431, 8 agosto 1985 ("legge Galasso") e della successiva deliberazione della Giunta Regionale per l'individuazione delle aree di particolare interesse ambientale (deliberazione della Giunta Regionale del 10 novembre 1985 n. 4/3859). L'area e' inoltre sottoposta a vincolo idrogeologico oltre che essere classificata come zona "agricola di valore ambientale" e zona "boschiva di valore paesistico" dai vigenti strumenti urbanistici rispettivamente di Castelli Calepio e di Gandosso; il progetto della "Chevron" oltre che in stridente contrasto con esigenze riconosciute di tutela ambientale risulta irrazionale e dispendioso sul piano economico. Stando alle stesse valutazioni della "Chevron" quella in oggetto e' un'area "complessiva", ad "alto rischio minerario" con cio' significando alti costi, ingenti investimenti e ridotte possibilita' di successo -: se non ritengano necessario intervenire al fine di confermare i vincoli di salvaguardia ambientale posti a tutela dell'area di cui sopra; se non ritengano necessario intervenire al fine di riconsiderare e bloccare un progetto di perforazione petrolifera dispendioso, oltreche' incompatibile con esigenze riconosciute di tutela ambientale; se non ritengano opportuno favorire scelte piu' oculate, ad esempio indirizzando ricerca e investimenti nei settori sottoutilizzati delle fonti pulite e rinnovabili, per un diverso sviluppo equilibrato e non distruttivo. (4-09392)