Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09405 presentata da PIERONI MAURIZIO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19930112
Ai Ministri della sanita' e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: da oltre quattro anni i residenti nelle frazioni di Castelrosino e Scarpara Alta, situate al confine tra il territorio comunale di Jesi e quello di S. Maria Nuova, in provincia di Ancona, lamentano la difficolta', se non l'impossibilita', di convivere con le emissioni gassose della Compagnucci Spa, industria che sorge nel comune di S. Maria Nuova, a ridosso delle frazioni suddette, e che tratta plastificazione di profilati metallici; i residenti segnalano fenomeni quali giramenti di testa, nausea, fastidi alla gola per bambini e anziani, bronchiti, alta percentuale di decessi per tumori e agnelli nati con malformazioni da pecore che pascolano nella zona: non potendo, in mancanza di analisi, collegare con certezza tali fenomeni con le emissioni gassose dalla Compagnucci Spa, gli interessati hanno chiesto provvedimenti, e in particolare un'indagine conoscitiva e l'eventuale installazione di depuratori, con una lettera dell'ottobre 1988 al sindaco di S. Maria Nuova e all'ufficiale sanitario della Usl 10 di Jesi, con una seconda lettera dell'aprile 1989 al presidente della Usl 10 di Jesi, e con una petizione del novembre 1991 inoltrata al responsabile del Servizio sanitario dell'Usl 10 di Jesi, al dirigente del Servizio mutizonale - Usl 12 di Ancona, al presidente della Regione e all'assessore regionale all'ambiente. Ricerche rimaste prive non solo di esito, ma anche di una qualsiasi risposta, finche' i residenti non hanno deciso, nel febbraio 1992, di denunciare anche alla stampa il disagio e i disturbi quotidiani, i sospetti sulla Compagnucci Spa, la totale assenza delle autorita' preposte: nel frattempo pero' lo stabilimento della Compagnucci Spa era stato ampliato; dopo la denuncia alla stampa e la costituzione, da parte dei residenti, del Comitato per la tutela ambientale di Scarpara Alta e Castelrosino, che chiede nuovamente di sottoporre a rigorosi controlli le emissioni in atmosfera della fabbrica, e presentera' il 1^ giugno 1992 un esposto alla Procura della Repubblica, la Usl 10 effettua un controllo all'interno della fabbrica, da cui consegue un esposto alla magistratura e una serie di provvedimenti, relativi alla medicina del lavoro, che la ditta dovrebbe attuare. La ditta risponde rivolgendosi al Tar e al Ministro della sanita' anziche' seguire le indicazioni dell'Usl; per quanto invece riguarda il controllo delle emissioni in atmosfera, al primo sopralluogo del Servizio multizonale dell'Usl 12 di Ancona in data 5 marzo 1992 segue un contenzioso tra il servizio suddetto e la ditta: il settore inquinamento atmosferico del muntizonale evidenzia, nel verbale di un successivo sopralluogo effettuato in data 24 marzo 1992, la necessita' di predisporre bocchette di prelievo fisse ai camini, cosa possibile solo dal tetto, e pertanto l'esigenza di garantire la sicurezza degli operatori predisponendo una scala fissa e una grata di rinforzo, ma la ditta risponde che i costi esorbitanti di una simile operazione e il fermo dello stabilimento, che si rende necessario per circa 20 giorni, non consentono di proseguire per questa strada. Sia il Servizio multizonale dell'Usl 12 di Ancona che il sindaco di S. Maria Nuova sollecitano la Regione a intervenire nel contenzioso, senza esito, finche' il 17 aprile 1992 il muntizonale prende atto della possibilita' di accedere a due camini attivi grazie all'attrezzatura messa a disposizione dalla ditta Compagnucci; dalla relazione di inquinamento atmosferico del Sevizio multizonale dell'Usl 12 di ancona, inviata il 12 settembre 1992 all'assessore all'ambiente della regine Marche, al sindaco di S. Maria Nuova, al dirigente del Servizio igiene e sanita' dell'Usl 10 di Jesi, all'assessore all'ambiente della provincia di Ancona e per conoscenza alla Procura della Repubblica, si evince che l'indagine e' limitata all'analisi delle emissioni gassose di due camini, E1 ed E8, corrispondenti ai forni interessati dal processo di fusione del PVC. Ad essi e' stato possibile accedere solo grazie a una struttura temporanea predisposta dalla ditta. Dal confronto tra la documentazione presentata dalla ditta Compagnoni alla regione Marche in varie fasi, e le analisi di controllo dei due camini, emergono, si legge nella relazione, i seguenti problemi: 1) le analisi dei due camini mostrano valori diversi da quanto dichiarato dalla ditta con le proprie analisi del 1989; 2) nel punto di emissione E1 il valore di particelle sospese o comunque di sostanza organica avente tale natura, secondo la tabella D del decreto ministeriale 12 luglio 1990, e' sensibilmente maggiore al dichiarato e di natura non prevista nella domanda presentata alla Regione a norma del decreto del Presidente della Repubblica 203/88; 3) il valore di particelle sospese dalla emissione E1 e' tale da superare abbondantemente il limite normativo e pertanto va previsto l'adeguamento al limite del decreto ministeriale 12 luglio 1990, mediante presentazione di un progetto da sottoporre all'autorizzazione regionale; 4) la natura delle particelle sospese della emissione E1 e' costituita in modo rilevante da sostanze oleose a natura idrocarburica; 5) le sostanze in questione sono parzialmente ossidate: la presenza di aldeidi alifatiche e' ulteriore conferma del processo ossidativo. I rilevamenti esterni allo stabilimento, effettuati con il Laboratorio mobile di controllo dell'inquinamento atmosferico della provincia di Ancona, nei giorni 20 luglio, 22 luglio, 23 luglio, 27 luglio 1992, segnalano una presenza di toluene non giustificabile per la caratteristica della zona. "Si ritiene - si legge nella relazione - che la quantita' di toluene riscontrata all'esterno dello stabilimento sia in qualche misura riconducibile alle emissioni degli altri camini interessati dal primer; i camini in questione per ora non sono accessibili e pertanto non e' possibile sottoporli ad analisi di controllo. Ai fini del controllo analitico di tutte le emissioni gassose secondo la normativa vigente, e' necessario poter accedere ai camini mediante strutture fisse e permanenti a norma di sicurezza"; in un comunicato del Comitato per la tutela ambientale di Scarpara Alta e Castelrosino, pubblicato sul Corriere Adriatico del 31 dicembre 1992, si legge che nell'ultimo incontro tra la ditta Compagnucci, l'amministratore comunale di S. Maria Nuova, l'Usl n. 10, sindacati e comitato, si e' avuta la promessa da parte dell'azienda di presentare entro la fine del 1992 il progetto di risanamento per gli inquinanti scarichi gassosi, risanamento di cui a tutt'oggi non si sa nulla -: se non si ritenga necessario intervenire in tempi brevi sulle autorita' preposte perche' sollecitino la Compagnucci Spa a presentare e attuare il progetto di risanamento; se non sia comunque indispensabile imporre nuove, rigorose e approfondite analisi che coinvolgano le emissioni di tutti i camini dello stabilimento, evitando altri prevedibili contenziosi tra Servizio multizonale e ditta, dunque ulteriori perdite di tempo e mancata risposte al grave disagio dei residenti; se non sia opportuno indagare anche l'eventuale correlazione tra i fenomeni di danno alla salute riscontrati dai residenti e i risultati delle analisi sulle emissioni gassose; se non si ritenga necessario intervenire presso la regione Marche per la sua irresponsabile assenza nell'intera vicenda, e insistere perche' si faccia parte attiva nella tutela della salute della popolazione; se non si intenda indagare anche sulle vicende della Compagnucci Spa relative agli anni 1988-1991, quando lo stabilimento era ampliato, veniva presentata alla Regione documentazione poi contraddetta dalle analisi del luglio 1992, e i residenti rivolgevano legittime richieste rimaste senza esito. (4-09405)