Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09468 presentata da TRABACCHINI QUARTO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930113
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e del commercio con l'estero. - Per sapere - premesso che: gia' piu' volte la Direzione per gli affari economici del Ministero degli esteri e' stata interessata dall'Ambasciata in Italia della Costa d'Avorio per quanto riguarda il caso della signora Kebe' Bintou, imprenditrice commeciale ivoriana, clamorosamente truffata e poi sequestrata e minacciata da imprenditori italiani; secondo le istanze presentate dalla signora Bintou alla Magistratura barese, tarantina e materana in sede civile e penale, confermate nei loro contenuti dall'Ambasciata ivoriana e da articoli pubblicati sulla stampa ivoriana, le ditte italiane coinvolte (la Tropicalia Snc, con sede a Matera e poi a Gioa del Colle, e la Albano Cataldo con sede a Taranto), erano rappresentate in Costa d'Avorio da un faccendiere, tale Francesco Schinaia, ora scomparso, ed operavano nel quadro di un accordo intergovernativo di cooperazione e scambi commerciali sottoscritto nel 1985 sotto gli auspici del Ministero degli esteri italiano; in questo quadro la signora Bintou avrebbe dunque esportato in Italia, alle due ditte citate, merci agricole per un valore complessivo calcolabile ad oggi (compresi i danni e gli interessi) a circa cinque miliardi di lire, dei quali ha ricevuto soltanto, nel 1989, la somma di 240 milioni in pagamento del primo invio di derrate: il mancato pagamento le ha procurato una crisi di liquidita' ed ingiunzioni esecutive di pagamento da parte dei creditori (imprese di nolo e di trasporto); venuta in Italia per recuperare le sue spettanze, la signora Bintou si e' trovata di fronte una situazione di illiquidita' dei suoi debitori (attraverso gli strumenti della procedura di fallimento e della ricapitalizzazione sotto altre vesti): di fronte alle sue rivendicazioni sarebbe stata ripetutamente minacciata di morte e fisicamente sequestrata, il 2 dicembre 1991, condotta a forza da Bari a Gioia del Colle e costretta, con la violenza, a firmare carte liberatorie da parte dell'amministratore della Tropicalia, tale Teodoro Cantone, coadiuvato da un certo Pierino soprannominato "la Malavita" e da altri malavitosi del luogo, del che ha sporto regolare denuncia ai Carabinieri di Gioia del Colle; analoghe dichiarazioni, nei confronti dell'Albano Cataldo, le sarebbero state estorte con il raggiro di una falsa traduzione; per sfuggire alle continue minacce si e' trasferita da Bari a Roma, dove ha vissuto per un periodo nei locali e sotto la protezione dell'Ambasciata ivoriana: ora si trova priva di dimora e di mezzi di sussistenza, ed esposta a possibili ritorsioni per la sua ostinata rivendicazione di giustizia -: se non ritengano opportuno un intervento del Governo italiano, garante dei rapporti economici e di cooperazione fra Italia e Costa d'Avorio, sia in termini di tutela fisica e giuridica della signora Bintou in territorio italiano, sia al fine di obbligare i suoi debitori italiani a far fronte ai loro impegni; se gli accordi bilaterali e le prassi internazionali non prevedano una responsabilita' dello stesso Governo, in termini di vigilanza sulla correttezza degli operatori economici italiani, ed un suo eventuale intervento in favore dei legittimi interessi della signora Bintou con successiva rivalsa sugli operatori inadempienti. (4-09468)
La vicenda della signora Kebe Bintou e' seguita con la massima attenzione dal Ministero degli affari esteri che, tramite i propri competenti uffici, ha fornito e continua a fornire all'interessata ogni possibile assistenza. Oltre ad essere in continuo contatto con la signora Bintou, ci si e' infatti attivati piu' volte con l'avvocato della predetta e con l'Ambasciata della Costa d'Avorio, adoperandosi altresi' perche' in favore dell'interessata venisse rilasciato un permesso di soggiorno in Italia di validita' annuale. E' da tener presente, peraltro, che nell'ambito dei rapporti giuridici privatistici intercorsi tra il debitore italiano ad il creditore operante all'estero, la garanzia, per quest'ultimo, degli impegni assunti dal primo, e' offerta unicamente dalla tutela giurisdizionale, conseguente all'applicazione della pertinente normativa sostanziale e processuale. Lo Stato italiano non puo', infatti, ne' per prassi internazionale ne' in virtu' di accordi bilaterali, assumere una responsabilita' diretta nei confronti del creditore estero, atteso che lo Stato nelle relazioni internazionali e' portatore di suoi propri e superiori interessi, per cio' distinti da quelli dei cittadini. La vicenda in ogni caso si presenta estremamente complicata e concerne il presunto mancato pagamento da parte di due importatori italiani, dal dicembre 1989 al marzo 1990, di forniture di frutta effettuate dalla cittadina ivoriana. L'interessata, non avendo ricevuto, secondo quanto da lei dichiarato, il pagamento di quanto concordato per tali forniture, ha promosso due cause giudiziarie presso i tribunali di Matera e di Taranto. La causa promossa presso il tribunale di Taranto riguarda un ricorso per sequestro conservativo nei confronti di uno dei suoi debitori, il signor Albano Cataldo. Tale ricorso e' stato peraltro respinto dal giudice sulla base di una dichiarazione liberatoria nei confronti del Cataldo che la signora Bintou risulta aver firmato, sebbene, a detta della stessa, sotto costrizione e minaccia. Secondo quanto dichiarato dal legale dell'interessata, se si volesse ora proporre una causa di merito occorrerebbe invalidare tale dichiarazione liberatoria, ma, a tal fine, e' necessaria una denuncia penale. La causa intentata a Matera contro la societa' Tropicalia Snc, composta da numerosi soci, concerne un ricorso per ingiunzione di pagamento, che e' andato a buon fine con la concessione da parte del giudice di un decreto ingiuntivo per la somma di 250 milioni di lire. I due debitori risultano tuttavia possessori solo di due immobili gia' ipotecati, sulla cui eventuale vendita devono pertanto essere prima soddisfatte le banche. Si e' quindi pignorato un locale di proprieta' di uno dei soci della Tropicalia Snc, gia' ipotecato per un certo valore ma libero per un valore residuo di 50 milioni di lire. I debitori hanno presentato opposizione e l'udienza per la causa di cognizione e' stata rinviata all'8 maggio prossimo. E' stata infine promossa un'istanza di fallimento avverso la Tropicalia Snc, affinche' la societa' paghi i propri creditori. La Tropicalia avrebbe comunque offerto alla signora Bintou 40 milioni di lire che l'interessata ha rifiutato. La questione ha fatto anche oggetto di alcuni interventi delle autorita' della Costa d'Avorio. Ad esse e' stata peraltro fatta presente sia l'impossibilita' di questo Ministero ad intervenire in una questione di carattere privatistico, sia che eventuali lentezze nella vicenda giudiziaria non erano assolutamente da imputarsi a discriminazioni nei confronti di cittadini stranieri, tanto meno se provenienti dalla Costa d'Avorio, Paese con il quale l'Italia intrattiene ottime e proficue relazioni sia dal punto di vista politico che economico e commerciale. Le autorita' di Abidjan hanno chiesto alla propria Ambasciata a Roma di intensificare l'assistenza alla signora Bintou. Questo Ministero degli esteri, da parte sua, pur nei limiti delle proprie possibilita' di intervento, fornira' alla predetta Rappresentanza ogni consentito appoggio nei passi che questa vorra' adottare al fine di aiutare l'interessata. In tal senso e' stato recentemente convocato l'incaricato d'affari dell'Ambasciata della Costa d'Avorio che ha mostrato di concordare sulla menzionata linea d'azione, esprimendo altresi' apprezzamento per quanto era gia' stato fatto da parte del Ministero degli esteri. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Azzara'.