Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09553 presentata da PIERONI MAURIZIO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19930113

Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: l'autostrada Torino-Savona, non avendo "carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia", e' declassata dal nuovo codice della strada in vigore dal 1^ gennaio 1993 a strada extraurbana secondaria; la Torino-Savona, definita "autostrada della morte" (900 vittime di incidenti dall'inizio del suo funzionamento), ha visto finora la percentuale di incidenti piu' alta d'Italia, pari al quadruplo della media in rete nazionale, provocati dalla corsia unica, dall'alternanza nella corsia di sorpasso, dai cantieri fermi per mancanza di fondi o addirittura, nei pochi tratti di raddoppio costruiti, per problemi connessi alla franosita' dei terreni di cui non si e' tenuto conto in fase di progettazione; nonostante le caratteristiche suindicate e gli incidenti, gli utenti della Torino-Savona hanno finora pagato uno dei pedaggi piu' alti in Italia e in Europa: per una vettura di media cilindrata, il costo dell'intero tragitto (126 chilometri) ammonta a 12.500 lire; col declassamento della Torino-Savona non si deve piu' pagare il pedaggio, ma la societa' di gestione, una Spa per il 99 per cento IRI e per l'1 per cento del comune di Torino, continua a pretenderlo; secondo quanto dichiarato dal direttore generale della Spa Torino-Savona Mario Battaglia, il pedaggio si paghera' almeno sino a quando sara' in vigore la convenzione stipulata tra la societa' di gestione e l'Anas, e cioe' fino al 2018; i 40 miliardi di pedaggi incassati ogni anno dalla Spa Torino-Savona, servono praticamente a mantenere in vita la stessa societa': a coprire le spese del suo consiglio di amministrazione e a pagare gli stipendi di ben 300 dipendenti, addetti prevalentemente alla manutenzione, e sembrano francamente troppi, sebbene la situazione sopra descritta della Torino-Savona faccia pensare a carenze in merito; il declassamento della Torino-Savona comporta anche il rispetto dei limiti di velocita' in vigore sulle strade extraurbane, inferiori a quelli vigenti sulle autostrade: la Torino-Savona sarebbe cosi' percorsa dagli automobilisti a velocita' piu' consona a una struttura vecchia e inadeguata quale essa e', con il possibile risultato di una riduzione degli incidenti -: come sia ammissibile che la Spa Torino-Savona pretenda il pagamento del pedaggio, a fronte di un'autostrada declassata a strada extraurbana e con le caratteristiche descritte in premessa; perche' l'Anas non provveda a recedere dalla convenzione stipulata con la Spa Torino-Savona e ad assumersi in proprio la gestione e l'ordinaria manutenzione di quella che non e' piu' definibile un'autostrada, evitando cosi' che la Spa Torino-Savona continui a sopravvivere grazie a pedaggi che ora non sono dovuti, e che prima non sembrano in alcun modo aver giovato alla struttura stessa e ai suoi utenti; se nel valutare la situazione e nei conseguenti provvedimenti non debba pesare anche la riduzione di velocita' che conseguirebbe al declassamento; in quale ordine di priorita' e' considerata la sistemazione della Torino-Savona, comunque necessaria al di la' del declassamento e della pretesa di non accettarlo da parte della societa' di gestione. (4-09553)

In merito alla interrogazione in oggetto indicata si comunica che l'autostrada Torino-Savona e' compresa nel piano Decennale della Viabilita' di grande comunicazione (Legge 531/1982) che prevedeva per l'intero raddoppio una spesa superiore a 1.000 miliardi di lire ed un contributo dell'A.N.A.5. di oltre 800 miliardi di lire. Alla data attuale, gli investimenti per il raddoppio ammontano a circa 300 miliardi, con un contributo A.N.A.S. di 100 miliardi ed hanno per oggetto le tre tratte Carmagnola-Rio Colore' (17 chilometri), Priero-Rivere (8 chilometri) e Montecala-Altare (9 chilometri). La prima delle tre tratte (Carmagnola-Rio Colore') e' stata aperta al traffico alla fine dello scorso anno, la terza (Montecala-Altare) sara' terminata entro il corrente anno mentre per la seconda (Priero-Rivere), si e' in attesa della valutazione del Consiglio di Amministrazione dell'A.N.A.S. per le perizie di variante necessarie al completamento dei relativi lotti. Inoltre, la Societa' concessionaria Autostrada Torino-Savona ha presentato a questa Azienda un progetto per l'adeguamento al nuovo Codice della Strada delle restanti tratte, progetto approvato in linea tecnica il 19/11/1992 con voto 1169. Il relativo Piano Finanziario, inoltrato all'A.N.A.S. in data 30.06.1992 dalla suddetta concessionaria, e' tutt'ora privo di approvazione dal momento che vi e' in attesa dell'emanazione delle direttive C.I.P.E. per la revisione delle convenzioni ed atti aggiuntivi che disciplinano le concessioni autostradali ai sensi dell'Articolo 11 della Legge 498 del 23.12.1992. Per quanto attiene al pedaggio, si segnala come esso non derivi dalle caratteristiche dell'infrastruttura, bensi' dal rapporto di concessione, che ne prevede la corresponsione fino all'anno 2018 con la finalita' di reintegrare alla Concessionaria gli investimenti gia' realizzati e di permettere la realizzazione di nuovi. In ogni caso, il nuovo Codice della Strada stabilisce (articolo 13 comma 4^) un periodo di due anni per l'emanazione dei criteri per le classificazione delle strade esistenti ed un ulteriore anno (comma 5^) per la classifica stessa. Si segnala, infine, che il personale della Societa' Torino-Savona risulta adibito per circa il 50 per cento ad operazioni di esazioni e che ogni precedente tentativo di riduzione del numero dei caselli ha dovuto registrare la decisa opposizione dei comuni interessati. Il Ministro dei lavori pubblici: Merloni.



 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.