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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09502 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930113

Ai Ministri della marina mercantile, dell'ambiente e per il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali. - Per conoscere - premesso che all'interrogazione a risposta scritta n. 4-14564 dell'11 luglio 1989 concernente le caratteristiche costruttive delle navi cisterne il Ministro rispondeva con la nota 3 luglio 1990; tale risposta, pur essendo formalmente soddisfacente per quel che concerne i richiami alle normative vigenti, e' peraltro discutibile nei richiami tecnici ed assolutamente deludente nella sostanza, in quanto se ne puo' dedurre che in Italia non si sia fatto e non si stia facendo assolutamente niente per risolvere il grave problema sollevato dai numerosi disastri ambientali causati dalle petroliere, come ad esempio quello verificatosi nella baia di Prince William, in Alaska il 23 marzo 1989. Nell'interrogazione non e' stato scritto o lasciato intendere che fosse possibile costruire ed impiegare le navi petroliere con doppio scafo solo in Italia, come se fossimo ancora all'epoca delle grandi repubbliche marinare. Non puo' essere posto in dubbio che e' necessario approvare nuove norme a livello internazionale, e questo risultato puo' essere raggiunto solo con la partecipazione di tutti i Paesi industrializzati, ed in particolare di quelli che hanno una consistente marina mercantile ed una loro tradizione marinara, Paesi tra i quali i sottoscritti ritenevano che l'Italia rientrasse. L'esigenza di una nuova normativa e' ormai molto sentita non solo fra gli ambientalisti, ma anche da qualche uomo politico piu' illuminato o piu' attento, tant'e' vero che l'argomento e' stato dibattuto anche al Parlamento europeo, nella sessione dal 10 al 14 aprile 1989, nel corso della quale e' stato proposto, fra l'altro, l'impiego di navi con scafi a doppie pareti; quindi l'Italia non dovrebbe affatto "farsi promotrice" di queste iniziative, ma solo parteciparvi attivamente, invece di stare alla finestra a guardare l'altrui "progettazione e costruzione delle navi in questione". Invece il CETENA, ha studiato piccole navi cisterna nel programma "La cabotiera 1992" ma non ha ancora posto allo studio "petroliere di elevata capacita' di carico", in quanto il "Programma 1988-90", in corso di completamento ai sensi della legge 14 giugno 1989, n. 234, non lo prevedeva e non risulta sia stato recentemente integrato. Nella risposta, si nota poi con sorpresa che non e' stato fatto alcun riferimento al RINA, che pure ha una specifica competenza tecnica in materia ed e' l'unico ente italiano ufficialmente abilitato alla classificazione, al collaudo ed al controllo tecnico delle norme relative alla sicurezza della navigazione di tutte le navi battenti bandiera italiana, e che fa parte dell'associazione internazionale dei registri navali, l'I.A.C.S. Il protocollo 1978, integrativo della Marpol 1973, citato nella nota, in sostanza ha stabilito nuove norme di pollution prevention, il che significa che si e' intervenuti per evitare lo scarico in mare delle acque di lavaggio delle cisterne, ma che nulla e' stato innovato per quanto concerne i rischi di perdita di greggio dalla cisterna a seguito di incidenti. Cosi' pure, l'asserzione che il doppio fondo provocherebbe maggiori perdite di greggio a causa della piu' elevata ubicazione del carico, e' in contraddizione con l'affermazione che la portata utile verrebbe ridotta del 20 per cento rispetto ad una nave cisterna tradizionale. Infatti, una maggiore perdita potrebbe verificarsi solo se l'altezza del carico fosse piu' elevata, in modo da compensare la perdita di capacita' per il doppio fondo e quindi, in questo caso, non vi sarebbe perdita di capacita'. Inoltre, adottando il doppio fondo, potrebbero aumentare le difficolta' di disincaglio, ma per compenso le rocce semisommerse o poco profonde difficilmente potrebbero lacerare i due strati di strutture metalliche e quindi le perdite di greggio diventerebbero poco probabili, per cui questo inconveniente sarebbe ampiamento compensato, oltre che sotto l'aspetto ambientale, anche sotto quello strettamente economico. Si rileva anche che la formazione di sacche di miscele esplosive costituiscono un costante pericolo in tutti i compartimenti di una petroliera, e non solo nei doppi fondi, e che per prevenirlo e' possibile adottare, con spesa modesta, i dispositivi di rilevazione automatica, gia' comunemente installati sulle navi per il trasporto di prodotti chimici infiammabili. Il contenuto della detta nota di risposta all'atto ispettivo e' dunque deludente, eppure non e' stata improvvisata perche' e' intercorso un anno fra la domanda e la risposta. Cio' certamente deve essere addebitato a quanti consulenti, funzionari e direttori generali, tecnici del Ministero della marina mercantile l'hanno tanto superficialmente predisposta -: come intendano fornire adeguata risposta ai quesiti del presente ed anzidetto atto ispettivo qui integrati con le osservazioni ed i rilievi di cui sopra, anche alla luce dell'ennesimo scempio alle Shetland appena qualche giorno fa... Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-21565 del 26 settembre 1990. (4-09502)

 
Cronologia
mercoledì 6 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia la nuova Commissione europea, presieduta nuovamente da Jacques Delors. L'Italia è rappresentata da Antonio Ruberti e Raniero Vanni d'Archirafi.

venerdì 15 gennaio
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    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.