Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09515 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930113
Ai Ministri per i beni culturali ed ambientali, dell'ambiente, dell'interno e della sanita'. - Per sapere - premesso che: il mirabile equilibrio paesistico della costiera sorrentino-amalfitana, creato dal secolare lavoro dei contadini, e' stato e continua ad essere drammaticamente spezzato dall'aggressione sistematica, indiscriminata e degradante della speculazione edilizia; la particolare orografia della penisola costituita da tufi, falesie, promontori, scogli, grotte, insenature, spiagge, valloni e fiordi, e' ormai riconoscibile solo per brevi tratti, frammentata orribilmente da chilometri di nastro bituminoso e da insensati, mastodontici insediamenti abitativi; anche il fiordo di Furore - l'unico esistente in Italia non e' stato risparmiato dalla progressiva ed inesorabile devastazione ambientale; il torrente Schiatro, per le immissioni fognarie dell'abitato e delle industrie casearie del comune di Agerola, da fonte energetica per le cartiere ed i mulini del circondario, e' stato tramutato in un collettore putrido e maleodorante di liquami organici e non, altamente inquinanti; dopo aver provocato o consentito lo scempio del fiordo e del suo mare, le amministrazioni comunali competenti hanno provveduto a predisporre l'ormai "rituale" progetto per il disinquinamento e per il recupero ambientale di Furore, confortati in questo da corposi finanziamenti e da "ardite" soluzioni architettoniche in grado di travolgere e distruggere l'ambiente -: in virtu' di quali autorizzazioni il comune di Agerola possa continuare a smaltire impunemente i liquami utilizzando lo Schiatro come fogna a cielo aperto; se le amministrazioni comunali di Furore e di Conca dei Marini abbiano mai effettuato concessioni in tal senso; se gli impianti di smaltimento delle acque nere e bianche dei comuni di Agerola, Furore e Conca dei Marini siano in linea con le indicazioni della legge Merli; se sia stato opportunamente valutato l'impatto ambientale del progetto approntato per il disinquinamento del fiordo di Furore; se non ritengano doveroso ed interessante - oltre che ripristinare le ottimali condizioni dell'ambiente - rivalutare le testimonianze dell'antica cultura artigiana e contadina di Furore operando il recupero strutturale delle cartiere, dei mulini e dell'antico borgo. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-21794 del 9 ottobre 1990. (4-09515)