Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09541 presentata da RICCIUTI ROMEO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19930113
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato, delle poste e telecomunicazioni e della difesa. - Per sapere: se non ritengano urgente e indilazionabile fissare un incontro con i parlamentari abruzzesi, la regione Abruzzo, il comune dell'Aquila, le organizzazioni sindacali generali e aziendali e i legali rappresentanti delle aziende del polo industriale e elettronico dell'Aquila (Italtel, Alenia SpA, Alenia Spazio, Alcatel Siette, Optimes) e di altre aziende non a partecipazione pubblica operanti nella zona (Rhone Poulenc) al fine di individuare e contrattare una piattaforma che garantisca gli attuali livelli di qualificazione del tessuto industriale dell'Aquila che ne consenta, in futuro, lo sviluppo e che assicuri, nell'immediato, il mantenimento di migliaia di posti di lavoro oggi messi in pericolo. E' noto che una massiccia azione sindacale, che culminera' con uno sciopero generale di quattro ore, e' stata organizzata per il 15 gennaio prossimo all'Aquila da CGIL-CISL-UIL con l'intervento di esponenti nazionali del sindacato metalmeccanico. La giornata del 15 gennaio, se non sara' preceduta, o seguita, da immediati provvedimenti risolutori, potrebbe essere preludio ad uno sciopero generale cittadino per il 25 gennaio prossimo. Si protesta, giustamente, contro una situazione gravissima, che non solo interessa l'intera economia del comprensorio dell'Aquila, ma che e' la sintesi esponenziale della crisi nazionale del comparto elettronico. I ridimensionamenti e i tagli annunciati dalle predette aziende portano intanto ad evidenziare che nell'ultimo decennio gli addetti all'industria metalmeccanica dell'Aquilano sono diminuiti del 25 per cento. Le prospettive annunciate sono piu' preoccupanti in quanto la sorte degli stabilimenti elettronici dell'Aquila appare legata ad accordi tra gruppi di livello internazionale e nazionale, nonche' alle privatizzazioni. La specifica situazione aquilana appare ancor piu' rimarchevole di attenzione, poiche' a tuttoggi gli accordi a suo tempo sottoscritti non sono stati attuati, o lo sono stati solo in minima parte. Ma oggi si rischia di vanificare il promesso e il mantenuto attraverso dismissioni produttive e una politica di privatizzazioni che potrebbero significare la scomparsa dal mercato internazionale della presenza italiana in settori ad altissima tecnologia; oltre a sostenere la necessita' di provvedimenti immediati capaci di scongiurare le conseguenze che uno stato di difficolta' generale farebbe pagare, a torto, alla citta' dell'Aquila per responsabilita' non proprie; preso atto della importanza nazionale del problema dell'Aquila, se non intendano fissare al piu' presto il richiesto incontro sopra specificato per individuare (sulla base della piattaforma di cui si elencano, di seguito, gli elementi essenziali) come atto immediato di volonta' politica, i piu' urgenti provvedimenti che siano in grado di difendere gli attuali insediamenti produttivi operanti sul territorio dell'Aquila, utilizzando tutti gli ammortizzatori sociali disponibili a condizione, come dicono i sindacati di categoria, "che essi servano a costruire il nuovo": a) mobilitazione delle potenzialita' esistenti, tra cui: una forza-lavoro fortemente professionalizzata; un laboratorio di ricerca e sviluppo in Italtel in grado di competere con le piu' grandi multinazionali delle telecomunicazioni; risollevare la Alenia Spazio dal semplice ruolo di produttore assegnandole anche quello progettuale; potenziamento della Optimes quale presidio, unico in Italia, per la produzione di memorie ottiche e delle piu' sofisticate tecnologie di riproduzione del suono b) difesa degli insediamenti produttivi oggi presenti sul territorio dell'Aquila, rafforzando ogni presidio che significhi potenziamento del Polo elettronico, e piu' precisamente: La Alenia SpA (con circa 330 dipendenti, a rischio) deve accelerare il rientro dei cassaintegrati e dare rapidamente segnali chiari di una volonta' di reindustrializzarsi, e non di dismettere; La Alenia Spazio (con circa 270 dipendenti, a rischio) deve concentrare all'Aquila le produzioni e rendere tecnologicamente autonomo lo stabilimento; La Italtel (rischio di privatizzazione, CI per 2020 unita' su 2800 dipendenti, previsto un taglio di 500 posti) deve: rafforzare i laboratori di ricerca aquilani rendendoli autonomi; pretendere dall'IRI il rispetto degli impegni assunti per Tecnoelettronica; rispettare essa stessa quanto concordato con i sindacati; diventare il centro di una riorganizzazione delle telecomunicazioni per la Difesa in Italia e non gia' dismettere; proseguire gli investimenti nelle trasmissioni, nei sistemi radio e nell'innovazione tecnologica. L'Alcatel Siette (su 85 dipendenti 35 sono in CI) deve applicare gli accordi sottoscritti con le Organizzazioni sindacali e gestire la crisi del settore delle installazioni telefoniche, diversificando e formando la forza-lavoro, mentre attualmente sembra preferire la cassa integrazione o la lista di mobilita', senza garanzie per il futuro Le Optimes (dove sono a rischio circa 180 posti di lavoro) deve rafforzarsi e diversificare le sue produzioni, chiarendo il suo rapporto con la Finmeccanica; c) confronto con la regione Abruzzo che deve impegnarsi: 1 - per una immediata e confacente realizzazione del Parco scientifico e tecnologico (rinunciando ad assurdi ed improduttivi progetti di smembramento); 2 - a puntualizzare quale ruolo intende assumere nei confronti della CEE e del Governo centrale per sostenere il potenziamento e non la riduzione del polo elettronico aquilano; 3 - a puntualizzare con quali interventi finanziari intende favorire in Abruzzo, e segnatamente nell'Aquilano, processi di reindustrializzazione e di trasformazione industriale. (4-09541)