Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00120 presentata da GIANNOTTI VASCO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930113
La Camera, rilevate le diffuse e persistenti disfunzioni del servizio sanitario nazionale che registra, a 14 anni dalla approvazione della legge n. 833, profondi squilibri nella organizzazione dei servizi e nella qualita' delle prestazioni con conseguenti inaccettabili disuguaglianze tra i cittadini a fronte del diritto alla salute e alla cura costituzionalmente riconosciuto e protetto; considerato che alle ripetute dichiarazioni di impegno a sanare dissesti, inefficienze e sprechi rese dal Ministro onorevole De Lorenzo in Parlamento e al Paese non hanno fatto seguito atti concreti, come dimostrato, tra l'altro, dal provvedimento mistificatorio riguardante la revisione del Prontuario terapeutico nazionale; preso atto che nonostante sollecitazioni ed impegni il Ministro onorevole De Lorenzo non ha saputo esercitare le funzioni di indirizzo e coordinamento come richiesto dalle leggi e non ha saputo e voluto portare in approvazione al Parlamento il Piano sanitario nazionale richiesto dalla legge n. 833 del 1978 e dalla legge n. 595 del 1985, dimostrando cosi' una palese inadeguatezza nel governo della sanita' italiana; constatato che il Ministro con reiterate dichiarazioni alla stampa ha tentato di coprire il vuoto politico nella direzione della sanita' italiana addossando, paradossalmente, tutte le responsabilita' alle regioni, alle unita' sanitarie locali e agli operatori; richiamati ritardi, inefficienze ed illegittimita' negli atti amministrativi con i quali il Ministro De Lorenzo doveva attivare campagne di prevenzione nei confronti dell'AIDS e realizzare strutture assistenziali per i malati, come richiesto dalla legge n. 135 del 1990, dimostrandosi inattendibile sotto il profilo del rigore e della limpedezza degli atti amministrativi assunti nella gestione delle competenze di legge; considerato che e' in corso una inchiesta giudiziaria che coinvolge la persona dell'onorevole De Lorenzo in merito alla gestione degli appalti per i controlli informatici delle prescrizioni mediche e che e' pervenuta alla Camera dei deputati richiesta di autorizzazione a procedere contro il Ministro De Lorenzo per il reato di corruzione elettorale; preso atto che anche nella politica degli investimenti, in attuazione dell'articolo 20 della legge n. 67 del 1988, il Ministro onorevole De Lorenzo ha dimostrato una colpevole inerzia insieme ad opacita' nelle procedure per l'esame e l'approvazione dei progetti presentati dalle regioni, come dimostrato dal rapporto convenzionale con l'ITALSANITA', interrotto solo dopo che in Parlamento era stata sollevata obiezione di illeggittimita', con la conseguenza che a tutt'oggi neppure una lira degli allora preventivati 10 mila miliardi e' stata effettivamente spesa per realizzare progetti di modernizzazione strutturale e tecnologica del servizio sanitario pubblico con evidente vantaggio per il settore privato che per consolidarsi e svilupparsi utilizza fondi e convenzioni dello Stato; richiamata la necessita' di una politica nazionale rigorosa ed efficace nel "Riordino del servizio sanitario nazionale" per garantire i diritti dei cittadini alla salute e alla cura, per regionalizzare il Servizio sanitario, per fondare un aziendalismo ispirato a criteri di efficienza e di efficacia e per valorizzare e qualificare la risorsa professionale degli operatori; visto lo sciopero nazionale delle categorie mediche contro la politica sanitaria portata avanti dal Ministro De Lorenzo; considerato che tutta la materia riguardante i mutamenti da apportare al servizio sanitario nazionale e' stata sottratta, sostanzialmente, alla discussione e all'esame del Parlamento, anche in virtu' della imposizione del voto di fiducia sulla legge delega e sulla conversione del decreto-legge 345/92; rilevato che lo schema di decreto legislativo presentato per il parere alle competenti Commissioni del Parlamento in attuazione dell'articolo 1 della legge n. 421 del 1992 ha prodotto una grave frattura con le regioni italiane sia sotto il profilo del metodo che del merito, per l'atteggiamento di indisponibilita' ostentato dal Ministro nella Conferenza Stato-regioni che ne ha chiesto le dimissioni; richiamati i documenti delle Commissioni affari sociali della Camera e Igiene e Sanita' del Senato, approvati il 17 dicembre u.s., con i quali "si invita il Governo stesso a recuperare le ragioni del confronto per raggiungere quelle intese che sono presupposto indispensabile del decreto legislativo", chiede le dimissioni del Ministro della sanita'. (1-00120)