Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09588 presentata da MACERATINI GIULIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930114
Ai Ministri della difesa e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso: che, come si ricordera', il signor Giovanni Caberlotto, nato a Montebelluna ed operante nel Veneto per la sua attivita' di industriale e commerciante di articoli sportivi, e' stato condannato dall'autorita' giudiziaria per avere frodato l'amministrazione militare con forniture di scarpe da ginnastica irregolari e scadenti e soprattutto non prodotte in Italia ma importate in violazione dei regolamenti previsti dal capitolato delle gare; che lo stesso Caberlotto, condannato al risarcimento dei danni in favore dell'amministrazione della difesa, non ha a tutt'oggi concretamente rifuso il danno, restando quindi debitore dell'amministrazione per ingenti importi; che, a quanto risulta all'interrogante, il Caberlotto ha offerto all'ammistrazione della Difesa una fideiussione bancaria a garanzia del proprio debito e tale fideiussione sarebbe stata emessa dalla "Cassamarca" di Treviso, istituto nel quale il Caberlotto ricoprirebbe una qualche funzione rappresentativa o amministrativa; che la menzionata fideiussione sembra non rivestire i caratteri di legalita' e soprattutto di certa liquidita' per quanto concerne il credito dell'amministrazione della Difesa, il tutto sempre secondo la stampa del Veneto che si e' occupata del caso -: quali siano in realta' i termini della situazione e quali misure il Governo intende adottare per assicurarsi il ristoro degli ingenti danni a suo tempo prodotti dal Caberlotto e per impedire che costui possa ulteriormente sottrarsi agli obblighi derivanti dalle pronunzie dell'autorita' giudiziaria. L'interrogante chiede altresi' al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di verificare la regolarita' e la compatibilita' della carica ricoperta da Caberlotto nella "Cassamarca" di Treviso sempre con riferimento alle pronunzie giurisdizionali sopra richiamate. (4-09588)
Si risponde anche a nome del Ministro dell'Industria, Commercio e Artigianato. In ordine alla vicenda cui fa riferimento l'onorevole interrogante, si chiarisce che la Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana di Treviso ha prestato due fidejussioni a favore della Lotto SpA di Montebelluna. La prima, dell'importo di lire 234.600.000, e' stata data nel 1981 a garanzia dell'esatta esecuzione degli obblighi derivanti dal contratto stipulato nel novembre 1981 per la fornitura di 180.000 paia di scarpette da ginnastica. La seconda invece e' stata prestata in data 9 ottobre 1984, su richiesta dell'Amministrazione della Difesa, che intendeva garantirsi da eventuali danni derivanti dalle irregolarita' nella esecuzione della fornitura di cui sopra. Come espressamente previsto, quest'ultima garanzia sarebbe dovuta durare sino alla completa definizione del procedimento penale che, intanto, aveva coinvolto il signor Giovanni Caberlotto, in qualita' di presidente del Consiglio di amministrazione della Lotto SpA, per frode in pubbliche forniture e truffa nei confronti dello Stato (ex articoli 356 e 640 c.p.). Tali reati sarebbero stati perpetrati nell'esecuzione di un altro contratto, stipulato per la fornitura di ulteriori 20.000 paia di scarpette all'Amministrazione Difesa. Il procedimento penale di cui sopra si e' concluso con sentenza del 5 dicembre 1990, con la quale la Corte di Appello di Venezia ha condannato il Caberlotto per il reato di frode ma lo ha assolto dal piu' grave reato di truffa, limitando il danno subito dall'Amministrazione a quello morale della lesione della dignita' e credibilita'. In relazione a tale fatto la Cassa di risparmio della Marca Trivigiana veniva invitata a dare esecuzione alla prima fidejussione, versando all'Erario la somma di lire 234.600.00 a titolo di sanzione economica per la frode perpetrata nell'esecuzione della fornitura di cui sopra. L'Istituto bancario e la ditta Lotto constestavano la richiesta di incameramento del deposito cauzionale, opponendo l'intervenuta scadenza della prima fidejussione e l'insussistenza, rilevata dal giudice penale di appello, di un danno patrimoniale per l'Amministrazione. Di conseguenza citavano in giudizio l'Amminisrazione stessa che interessava l'Avvocatura distrettuale di Milano per il recupero del credito erariale. In seguito l'Amministrazione della Difesa, avendo appreso che il titolare della societa' Lotto si sarebbe trovato in difficolta' economiche, aveva interessato in data 26.3.93, l'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Venezia, in coordinamento con l'Avvocatura Distrettuale di Milano, affinche' si valutasse l'opportunita' di procedere al sequestro conservativo dei beni al fine di assicurare una piu' efficace difesa preventiva dei diritti erariali. Il citato Organo legale, pero' con successiva nota del 6 aprile, ritenendo le attuali risultanze del tutto insufficienti a sopportare una azione cautelare neoi confronti del nominato Caberlotto, segnalava la necessita' di attendere piu' concreti elementi probatori a quel fine e di richiedere, al contempo, un quadro aggiornato sulla situazione patrimoniale dell'interessato. Si precisa, comunque, che da parte dell'Avvocatura Distrettuale di Venezia e' stato dato corso, previe sollecitazioni dell'Amministrazione Difesa, all'azione civile risarcitoria nei confronti del signor Caberlotto, seppur limitata al solo aspetto del danno non patrimoniale subito dall'Amministrazione Difesa per i noti fatti. Allo stato attuale, quindi, l'Amministrazione della Difesa dispone di complessive lire 1.283.458.000, equivalenti agli importi della fidejussioni bancarie prestate dalla Cassa di Risparmio. Per quanto concerne infine la verifica della regolarita' e compatibilita' della carica ricoperta dal Caberlotto nell'Istituto bancario di Treviso, il ministero dell'Industria, del commercio e dell'artigianato ha fatto presente di non disporre di elementi utili al riguardo. Il Ministro della difesa: Fabbri.