Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09666 presentata da CARADONNA GIULIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930115
Al Ministro della difesa. - Per conoscere - premesso che: nel n. 6/92 di Rivista Militare, periodico dell'Esercito, il Generale Luigi Salatiello scrive a pag. 27: "L'Esercito e' tuttora in attesa del carro da combattimento di seconda generazione, l'Ariete, che nel 1986 fu preferito, sebbene esistente soltanto sulla carta, al tedesco Leopard 2. Questo, gia' presente in Germania in oltre 2.000 esemplari e in altri paesi della NATO, era ritenuto dagli esperti superiore a tutti i corrispondenti mezzi, compreso lo statunitense M1 protagonista della Guerra del Golfo. Avremmo potuto coprodurlo in Italia come avvenne per il Leopard 1 con una spesa inferiore di oltre un terzo a quella che si sosterra' per l'Ariete (e si tratta di qualche centinaio di miliardi). In definitiva il nostro carro sara' tecnicamente inferiore al Leopard 2, comparira' in ritardo rispetto agli altri mezzi della sua categoria e costera' di piu', anche perche' non essendovi prospettive di collocarlo all'estero, gli enormi oneri di progettazione, sviluppo e sperimentazione prototipica verranno a gravare su una produzione di serie di modesta entita' (i 200 pezzi approvati dal Parlamento, contro i 300 richiesti dall'Esercito). Le forze armate non possono essere riguardate come una specie di cassa integrazione per l'industria nazionale in crisi. La loro efficienza deve fare premio su ogni altra considerazione, specialmente quando a piu' elevate prestazioni di un determinato sistema d'arma o di qualsiasi altro materiale disponibili all'estero si abbinino, moltiplicandone i vantaggi costi inferiori" -: quali credibili ed accettabili giustificazioni possono essere addotte per la scelta che ha fatto preferire la produzione del carro Ariete, disattendendo, tra l'altro, l'esigenza di realizzare le economie imposte da un bilancio per la Difesa di modestissima entita' ed alla crisi economica in cui versa non da oggi il Paese; se sulla scelta del carro Ariete non abbiano pesato erogazioni di tangenti e considerazioni clientelari, le une e le altre mascherate dall'intenzione di dare lavoro ad alcune industrie. Infatti i lavoratori di queste sarebbero stati meglio gratificati dalla erogazione diretta ad essi delle centinaia di miliardi che sono stati sperperati fabbricando il carro Ariete. (4-09666)