Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00688 presentata da BOLOGNESI MARIDA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19930119
Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: il 12 settembre 1991 il Sindaco di La Spezia, preso atto dei rilievi effettuati dai competenti servizi della 19^ Usl che evidenziavano la violazione della legge n. 319 del 1976 "Merli" da parte della locale centrale termoelettrica Enel revocava l'autorizzazione allo scarico dell'impianto, infatti lo scarico della stessa causava un incremento termico delle acque del mare superiore ai 34^ consentiti dalla legge; l'Enel, anziche' fornire le necessarie garanzie di adeguamento alla normativa, cosi' come e' consentito dalla legge, preferiva chiudere la centrale ed adire a vie legali ricorrendo ai tribunali amministrativi onde ottenere la revoca del provvedimento; il Tar Liguria, prima e il Consiglio di Stato successivamente respingevano i ricorsi dell'Enel; peraltro, le verifiche condotte nell'ambito del procedimento legale per disposizione del Tar Liguria prima e del Consiglio di Stato poi, hanno ulteriormente confermato la violazione della legge da parte della centrale in un gran numero di condizioni ed in particolare si e' constatato che solo al di sotto del 50 per cento della potenza installata, cioe' erogando solo 900 MW contro la potenza massima installata di oltre 1800 MW, la centrale di La Spezia potrebbe rientrare nei limiti della legge; sotto il profilo economico-sociale la scelta non obbligata dell'Enel di chiudere l'impianto appare come una prova di forza, un ricatto inaccettabile nei confronti della citta', delle sue istanze sociali ed istituzionali; di particolare gravita' appare infine la decisione dell'ente di porre in mobilita' il personale dipendente, anziche' riattivare la centrale nel rispetto della legge Merli, decisione che, a seguito di un intervento del Sindaco della citta' e delle forze sociali e' stata soltanto sospesa per un periodo di sessanta giorni; considerato infine come questa situazione non sia piu' ulteriormente sostenibile per i costi elevatissimi che comporta, non solo per la collettivita' spezzina, gia' pesantemente colpita da una gravissima crisi occupazionale ed economica, ma per l'intera collettivita' nazionale -: quale sia la posizione del Governo su tale vicenda; in particolare quale sia il giudizio del Governo sulle scelte dell'Enel (ente pubblico, ora trasformato in SpA, a totale capitale pubblico) che hanno provocato gravi danni economici e rischi ambientali ed occupazionali; se non ritengano prioritaria e strategica una ristrutturazione (depotenziamento e metanizzazione) che renda la centrale compatibile con l'ambiente salvaguardando i livelli occupazionali, pensando quindi ad un futuro per i lavoratori e per i cittadini e non a correttivi momentanei non risolutivi; se non ritenga il Governo di dover intervenire nei confronti dell'Enel affinche' questa societa' pubblica cessi di usare l'arma del ricatto occupazionale; come si intenda intervenire per rendere concreti gli annunciati provvedimenti ed iniziative straordinarie a favore dell'occupazione nelle aree di forte crisi (tra le quali risulta inclusa La Spezia); se risponde a verita' il fatto che l'Enel, per far fronte al fabbisogno di energia, non disponendo dei 1800 MW installati a La Spezia, e' stata costretta ad acquistare energia presso altri paesi; se ritengano necessario intervenire per sollecitare una ripresa di trattativa tra l'ente, i rappresentanti delle istituzioni locali ed i sindacati per mettere a punto le piu' opportune e immediate soluzioni. (5-00688)