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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00701 presentata da RUSSO RAFFAELE (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19930121

Al Ministro della marina mercantile. - Per sapere - premesso che: tutti ormai riconoscono che il problema del risanamento e della ristrutturazione dell'intero gruppo Finmare si pone in termini assolutamente indifferibili; da notizie apparse sulla stampa: "La Gazzetta Marittima" del 2 gennaio e "Il Popolo" del 13 gennaio corrente anno, si deduce che l'attuale Consiglio di Amministrazione della Finmare prospetta una ipotesi di riordino del settore cosi' articolata: cancellazione di tutte le attuali Societa' operative facenti capo a Finmare che sono le seguenti: Servizi Convenzionati: Tirrenia, Adriatica, Caremar, Siremar, Toremar, Saremar; Servizi Cabotieri: Viamare; Servizi Merci di Massa: Almare, Sidermar; Servizi Internazionali: Italia; Merci di Linea: Lloyd Triestino; attribuzione alla Finmare di una veste operativa affidando le attivita' di cui sopra a tre settori della stessa Azienda (Divisioni); di contro l'ipotesi avanzata dal Ministro Tesini al Senato del dicembre scorso prospetta di accorpare le attuali undici societa' di navigazione in due societa', con netta ripartizione dei servizi, e precisamente: a) Servizi di massa e di linea: Raggruppanti le attivita' di Almare, Sidemar Italia, Lloyd; b) Servizi Convenzionati e di Cabotaggio: Tirrenia, Adriatica, Saremar, Siremar, Toremar, Saremar, Viamare; nonche' le attivita' delle ferrovie dello Stato attualmente esistente sullo Stretto di Messina e sulla C. Vecchia/Golfo Aranci. Da queste due ipotesi, cosi' diverse e quasi contrapposte, scaturiscono questi effetti: che l'impostazione Finmare determina: 1) la perdita completa da parte Tirrenia di ogni autonoma identita' societaria con lo svuotamento non solo giuridico ma sostanziale di cio' che oggi Tirrenia gestisce anche in termini di indotto nell'area meridionale. La sede di Napoli diverrebbe una semplice filiale operativa. In pratica si arriverebbe al trasferimento della Tirrenia a Genova; 2) la perdita per il Mezzogiorno di una delle pochissime aziende di livello nazionale ancora esistenti e, paradossalmente, dell'unica Azienda che pur svolgendo funzioni pubbliche ha eliminato ogni sostegno statale alla sua gestione (cosa assolutamente unica nel comparto del trasporto pubblico); 3) perdite occupazionali poiche' con la societa' unica, con ogni probabilita' verrebbero creati dei ruoli unici del personale (largamente esuberante nelle altre societa'); di contro l'ipotesi del Ministro: 1) non determina nessuna conseguenza negativa per Finmare e le altre Societa' che continuerebbero a sussistere sebbene condizionatamente ad un effettivo risanamento; 2) determina invece la creazione nell'area napoletana di una Societa' di Navigazione di dimensioni internazionali (la piu' grande Compagnia di traghetti del mondo) con una flotta di 76 navi e 16 aliscafi con un fatturato di circa 600 miliardi ed un traffico di circa 14 milioni di passeggeri, 2 milioni di auto e 5 milioni di metri lineari, articolati su 68 linee di navigazione. (E cio' senza contare gli apporti delle attivita' ferroviarie e la realizzazione dei progetti di integrazione dei sistemi ad alta velocita' ferroviaria-marittima gia' oggetto di studio congiunto). L'impostazione governativa (2 Societa' in luogo delle 11 attualmente esistenti) risponde anche a quanto richiesto dal Sindacato -: se il Governo confermi l'ipotesi di riassetto del gruppo Finmare anticipata al Senato e, conseguentemente, se non ritenga necessario impartire precise direttive alla finanziaria pubblica affinche' provveda ad elaborare in tal senso la proposta che presentera' all'IRI entro il 30 gennaio prossimo. (5-00701)





 
Cronologia
venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.

giovedì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 271 voti a favore, 167 contrari e 99 astenuti, la proposta di legge A.C. 72 recante l'elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale.Essa verrà approvata in via definitiva dal Senato il 25 marzo (legge 25 marzo 1993, n. 81).