Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00494 presentata da PATRIA RENZO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19930121
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'agricoltura e foreste, per sapere - premesso che: il problema della distillazione obbligatoria dei vini da tavola sta assumendo una importanza fondamentale per l'economia viticola di alcune regioni e di quella piemontese in modo particolare; la campagna vitivinicola 1992-1993 poggia su un quadro legislativo della distillazione obbligatoria assolutamente immutata in quanto la riforma prevista per il 1^ settembre 1992 e' stata rinviata in conseguenza del regolamento CEE 1756/92 allontanando ogni decisione rispetto alla politica vitivinicola comunitaria sia in ordine alla delimitazione delle zone viticole, ai modi di arricchimento che ai tenori di anidride solforosa; e' stato inoltre riconfermato lo stesso livello di aiuto previsto per l'anno passato per le distillazioni volontarie il prezzo di orientamento e il coefficiente di conversione lira-ECU; la politica francese, al contrario, ha previsto stanziamenti per 55 miliardi di lire prevedendo la integrazione del prezzo comunitario dei primi nove ettolitri per ettaro della preventiva quasi corrispondente al prezzo di orientamento che e' di lire 5.652 per grado e per ettolitro; le proposte italiane definite dal comitato di intesa, di cui fanno parte tutte le organizzazioni professionali e cooperative a livello nazionale ha proposto in particolare: l'aumento delle prestazioni vinicole al 15 per cento, per tutti i tipi di vino accompagnato da un peso piu' remunerativo; l'aumento consistente e volontario della distillazione preventiva portandola "nazionalmente" a scomputo della distillazione obbligatoria; l'istituzione per la distillazione obbligatoria di un sistema piu' elastico che anziche' differenziare l'obbligo per ogni unita' di resa per ettaro sia progressivo per scaglioni articolandosi per "fasce di resa"; il mantenimento del divieto ai nuovi impianti senza alcuna deroga; il rafforzamento degli aiuti all'estirpazione anche con incentivi alla sostituzione del vigneto con colture boschive; l'eliminazione dell'impiego del saccarosio in tutta la comunita' e la contestuale soppressione degli aiuti all'arricchimento; il varo di un programma di trasformazione sovvenzionata dei vigneti per vini da tavola con vitigni di qualita' che comportino una significativa riduzione della produzione unitaria; l'attivazione di una massiccia campagna promozionale per il vino CEE-VQPRD all'interno della Comunita': la generalizzazione del controllo mediante risonanza magnetica nucleare; di riorganizzare il ritiro delle eccedenze di uva da tavola allo stato fresco anziche' vinificarla per poi distillarla; i ritardi che impediscono di trovare soluzioni alle proposte sopraindicate e le difficolta' nella definizione delle sovvenzioni anche per la difficile situazione economica determinano che la distinzione viene posta a carico dei vari stati membri in modo proporzionale alle responsabilita' che ognuno ha nella formazione delle eccedenze, mentre a livello interno il meccanismo diventa solidale ripartendo in modo omogeneo tra tutte le regioni il peso della distillazione. Tutto cio' determina che alcune regioni pur non avendo giacenze straordinarie e riuscendo a collocare i propri vini nel mercato a prezzi superiori all'82 per cento del prezzo di orientamento siano costrette ad acquistare vino da distillare approvvigionandosi da realta' produttive che non hanno possibilita' di mercato diverse dalla distillazione sovvenzionata, creando un trasferimento solidaristico di reddito che premia e rende piu' remunerative proprio quelle produzioni che la Comunita' cerca di eliminare dal panorama viticolo; il sistema comunitario prevede che ogni Stato distilli vino di produzione nazionale al fine di evitare che uno o piu' stati membri si specializzino nella produzione di vini per la distillazione. A livello internazionale si cerca quindi di evitare il crearsi di un mercato artificiale per i vini di bassa qualita', mentre a livello interno occorre evidenziare che il Piemonte utilizza quasi esclusivamente il "trasferimento dell'obbligo". Rispetto a tale quadro si evince che: nel mercato piemontese non si realizzano le condizioni per far scattare l'obbligatoria; negli anni scorsi il Piemonte ha subi'to gli aumenti produttivi nazionali pur dimostrando una tendenziale riduzione della produzione regionale e un forte incremento dei D.O.C.; l'anagrafe regionale piemontese fornisce dati produttivi affidabili mentre in altre regioni non e' stata attivata; il Piemonte, inoltre, nella campagna 1991-1992 ha effettuato una pesante distillazione obbligatoria, nella speranza che sarebbe stata l'ultima e nella prospettiva che, dal 1^ settembre 1992 sarebbe stata riformata la distillazione obbligatoria -: se non valuti l'opportunia', anche in considerazione di un ulteriore rinvio della riforma sulla base del Regolamento CEE 1756/92, di proporre la "regionalizzazione dell'obbligo" in modo da consentire ad ogni realta' regionale di assumersi le responsabilita' che gli competono per poi risolverle al proprio interno, e con gli strumenti adeguati, il problema di ripartire fra i produttori il previsto obbligo di distillazione; se non ritenga di promuovere la convocazione del Comitato gestione vini della CEE al fine di consentire l'adozione secondo la procedura prevista dall'articolo 83 del Regolamento CEE 822/87 di un metodo di ripartizione dell'obbligo tra i produttori diverso da parte di ogni regione italiana fermo restando l'obbligo complessivo dello Stato membro che sara' determinato in base alla procedura ordinaria e che sara' ripartito fra le regioni italiane secondo i criteri suddetti; quali azioni intenda svolgere in sede CEE per comunicare i dati produttivi richiesti dal Regolamento CEE 822/87, articolo 39, paragrafo 5, disaggregati per ogni regione italiana; se non ritenga infine di emanare in tempi rapidi i decreti attuativi del Regolamento CEE 2087/92 al fine di consentire il recupero al rimboschimento delle zone vitate meno vocate. (2-00494)