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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00734 presentata da PETRUCCIOLI CLAUDIO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930126

Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in un momento assai difficile e complesso delle relazioni internazionali, caratterizzato dalla presenza di numerosi focolai di crisi, e' con viva preoccupazione che devono essere registrati le gravi disfunzioni e il diffuso malessere nel Ministero degli esteri; l'impressione che si ha e' quella di un forte ritardo e di una crescente inadeguatezza dei nostri strumenti rispetto alle nuove esigenze della situazione internazionale. Cio' puo' anche non stupire in un Ministero che, malgrado ripetuti tentativi di riforma, continua ad essere retto da una normativa, il decreto del Presidente della Repubblica n. 18, ormai obsoleta. Ma al di la' dei problemi di fondo da risolvere nell'ambito di una riforma globale delle strutture, vi sono degli aspetti della gestione attuale che vanno affrontati con urgenza, se si intende evitare nell'immediato ulteriori gravi danni agli interessi e all'immagine del nostro Paese -: 1) quali siano le ragioni per cui, in un momento di crisi acuta in aree come il Medio Oriente o la ex Jugoslavia, sia rimasta per settimane vacante il vertice della Direzione generale affari politici, dove ancora non e' stato nominato un successore all'ambasciatore Vanni d'Archirafi trasferito come noto alla Commissione Cee; 2) di fronte alle polemiche che da tempo ormai hanno investito la Cooperazione allo sviluppo ed all'oggetttiva situazione di paralisi che caratterizza in questo momento l'attivita' di questo importante strumento di politica estera, quali siano le intenzioni del Governo nei confronti dell'attuale vertice della Cooperazione. In particolare se il Governo intenda o meno confermare la propria fiducia all'attuale direttore generale, ambasciatore Santoro. Tale chiarimento e' indispensabile, in attesa del necessario processo di rinnovamento di metodi e strutture, per superare l'attuale situazione di stallo che comporta un'impossibilita' di realizzare i programmi della Cooperazione allo sviluppo e il conseguente scadimento di immagine del nostro Paese; 3) quali rimedi intenda prendere per far fronte alla situazione creatasi con la pronuncia del Consiglio di Stato che ha temporaneamente invalidato un centinaio circa di promozioni ai gradi alti della Farnesina. Questa situazione non solo ha portato ad una delegittimazione di funzionari inseriti in posti chiave dell'amministrazione e creato estremo disagio ed incertezza all'interno della nostra diplomazia, ma e' anche fonte di discredito per l'immagine del nostro Paese all'estero. Si auspica a questo proposito che il Governo adotti soluzioni che vadano alle radici del problema (ad esempio attraverso una migliore pianificazione degli organici e una definizione di criteri quanto piu' obiettivi), evitando comunque di ricorrere alla via piu' facile di una semplice sanatoria inevitabilmente destinata a riproporre a breve scadenza gli stessi problemi. Su un piano di minore urgenza, ma certo non di minore importanza, si ritiene che il Governo debba fornire chiarimenti sui seguenti punti: 1) se siano state valutate le implicazioni organizzative per il Ministero degli esteri inerenti al progressivo e rapido sviluppo dell'integrazione europea sotto il profilo politico, economico, sociale e culturale; 2) se l'organizzazione del Ministero, disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1968, risponda ancora all'assetto attualmente assunto dalle relazioni internazionali e caratterizzato da: a) forti interdipendenze tra gli aspetti politici, economici, sociali, culturali; b) una rapida crescita delle attivita' multilaterali; c) strette interrelazioni tra i numerosi soggetti pubblici operanti in campo internazionale; 3) se siano state quantificate e in che misura le accresciute esigenze della rete diplomatico-consolare e degli uffici entrati in presenza di nuove entita' statuali (Europa centro-orientale), che comporteranno maggiore impegno nelle relazioni internazionali del nostro Paese; 4) se sia stato accertato il grado di attuazione della legge n. 502 del 1990 di riordino dei nostri istituti di cultura, nonche' gli effetti che essa sta avendo sulla nostra presenza culturale all'estero. Se in particolare sia stata effettuata una valutazione sulla corrispondenza tra mezzi e fini, avendo riguardo in particolare all'attuale dotazione organica degli istituti e degli uffici centrali, e alle disponibilita' finanziarie; 5) se, a fronte della evoluzione rapida delle competenze del Ministero degli esteri cui corrisponde un'altrettanta rapida evoluzione delle esigenze di professionalita' dei dipendenti di quel Ministero, non si ritenga che gli attuali meccanismi di formazione del personale appaiono insufficienti sul piano quantitativo e qualitativo. Alla luce delle problematiche sopra segnalate, si chiede infine al Governo di precisare in quali tempi e con quali modalita' intenda procedere ad un rinnovamento globale dell'ordinamento del Ministero degli affari esteri. (5-00734)

 
Cronologia
venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.

giovedì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 271 voti a favore, 167 contrari e 99 astenuti, la proposta di legge A.C. 72 recante l'elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale.Essa verrà approvata in via definitiva dal Senato il 25 marzo (legge 25 marzo 1993, n. 81).