Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10031 presentata da BOTTINI STEFANO (PARTITO SOCIALISTA ITALIANO) in data 19930126
Ai Ministri dell'ambiente, dell'industria, commercio e artigianato e per i beni culturali ed ambientali. - Per sapere - premesso che: la societa' Chevron International, anche a nome dei contitolari Agip SpA e Philips Petroleum International Corporation Italy, intende procedere alla trivellazione per ricerca di idrocarburi (e successivo sfruttamento industriale se la sacca risultera' interessante ai fini produttivi) in localita' Terre Rosse, a cavallo del confine tra i comuni di Castelli Calepio e Grandosso, entrambi della provincia di Bergamo; la localita' sopracitata si trova nei pressi del lago d'Iseo, in zona collinare sulla cresta del Monte Croce, a quota 490 metri sul livello del mare in un ambiente di grande significato naturalistico e di rilevante interesse per i peculiari aspetti geomorfologici e vegetazionali; giova sottolineare come le Terre Rosse siano il prodotto dell'alterazione di rocce arenacee e si siano formate nel corso dei secoli grazie a particolari condizioni morfologiche e climatiche ed hanno favorito la presenza di un caratteristico ambiente vegetazionale ("brugo", Colluna vulgaris, Erica Arborea); la zona si trova in posizione dominante che permette la vista su 360 gradi, spaziando da nord-est sull'intera conca del lago d'Iseo, procedendo verso sud-est sulle Colline Bresciane, ed infine a sud-ovest sulla Pianura Padana fino ad intravedere il profilo dell'arco appenninico ligure; l'area citata, per la felice posizione, e', per tradizione, meta di escursioni della gente del luogo che vi si reca alla ricerca di funghi porcini, o per semplici escursioni a piedi (recentemente si va diffondendo anche l'escursione a cavallo); il progetto della "Chevron", denominato Monte della Croce 1 prevede: a) eliminazione e spianamento di oltre mq. 8.000 di bosco da realizzarsi scavando mc. 8.500 di roccia e terreno e formando dei terrapieni per un volume di circa 8.000 mc; b) perforazione di un pozzo profondo minimo km. 4,5 fino ad un massimo di km. 6; c) erezione in zona panoramica di una torre metallica alta circa m. 30 con relativa piattaforma di fondazione in calcestruzzo armato; d) una serie di baracche, silos e depositi chiusi in calcestruzzo gettato in opera, alcuni dei quali di notevoli dimensioni; la gente del posto si e' massicciamente mobilitata dando vita ad un "Comitato di difesa delle Terre Rosse" che nel volgere di poco tempo ha raccolto migliaia di firme in calce ad una petizione popolare che chiede alle autorita' comunali un pronunciamento negativo o quantomeno una consultazione popolare (referendum) fra i cittadini dei comuni interessati. Si fa osservare che il 75 per cento del corpo elettorale del capoluogo di Castelli Calepio (Tagliuno), si e' espresso negativamente contribuendo per conto suo con 1600 firme in calce alla petizione sopracitata; la zona in discussione e' un'area collinare sottoposta a vincolo ai sensi della legge n. 431, 8 agosto 1985 (Galasso) e della successiva deliberazione della giunta regionale per l'individuazione delle aree di particolare interesse ambientale 10 novembre 1985 n. 4/3859; il piano regolatore di Castelli Calepio definisce la stessa "zona agricola di valore ambientale", e vieta ogni attivita' che non sia agricola ed anche quest'ultima se svolta in modo intensivo; lo strumento urbanistico del comune di Gandosso dichiara questo bosco "zona boschiva di valore paesistico" con tutte le limitazioni agli interventi edilizi che ne conseguono; la stessa Chevron, nella relazione allegata al progetto, dichiara che trattasi di un pozzo sperimentale ad altissimo rischio minerale, intendendosi con questo che ad alti costi di progettazione e ricerca corrispondono bassissime probabilita' di risultati positivi (meno del 5 per cento); si fa osservare che zone di tale elevato valore ambientale e paesaggistico sarebbe auspicabile che rimanessero inalterate, soprattutto in questo caso dove la zona circostante ha gia' subi'to pesanti manomissioni con aggressioni non certo rispettose dell'ambiente; quel poco di bosco spontaneo che oggi e' ancora disponibile, dovrebbe essere particolarmente tutelato e protetto perche' ritenuto prezioso dalla gente locale; quest'ultima si e' resa conto che questo bosco e' un patrimonio di grande valore che oggi e' certa di possedere e non vuole barattarlo con la ricerca di ricchezze sotterranee, che molto probabilmente non esistono e che potrebbero invece essere ricercate perforando aree, non lontane da quella in oggetto, meno preziose e gia' degradate da interventi umani -: se non ritengano di impedire l'esecuzione del campo di trivellazione. (4-10031)