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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00134 presentata da OCCHETTO ACHILLE (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930127

La Camera, considerato che il Governo: per il fatto stesso di nascere in continuita' con le vecchie maggioranze non ha rappresentato il fattore di novita' e di svolta di cui ha bisogno il Paese; ed essendo scaturito da un patto fra i partiti della vecchia alleanza e comprendendo per di piu' tre Ministri inquisiti non ha rappresentato un credibile punto di riferimento e di stimolo per affrontare la questione morale; avendo assunto al momento della richiesta della fiducia, di fronte al Parlamento, due impegni fondamentali, a difendere la parita' della lira e a salvaguardare il potere di acquisto di salari e pensioni, li ha disattesi e contraddetti; ha attuato una linea di politica finanziaria che, evitando di affrontare il problema del costo del debito pubblico e della riforma del fisco si e' ridotta a una congerie di misure che hanno intaccato le garanzie sociali e hanno accresciuto la iniquita' del prelievo; ha continuato a privilegiare le rendite finanziarie e a praticare una politica di alti tassi di interesse deprimendo anche in tal modo i fattori della produzione con la conseguenza di immettere l'economia del Paese - data anche l'attuale congiuntura internazionale - in una fase di vera e propria recessione con pesanti conseguenze per l'occupazione; e' stato del tutto assente sia rispetto alla crisi dell'unita' europea dopo Maastricht sia di fronte al diffondersi di crisi, tensioni, guerre, accettando passivamente che la legalita' internazionale venisse applicata in modo difforme in diverse parti del mondo, e che l'ONU vedesse offuscato il proprio ruolo di pace lasciando il campo ad interventi effettuati unilateralmente da singoli paesi; considerando altresi' che: l'Italia e' entrata in un delicatissimo periodo di transizione nel corso del quale si devono definire risposte a tutti gli aspetti della crisi nazionale, da quello economico a quello istituzionale, da quello sociale a quello morale; la distanza fra la pesantezza dei compiti cui si deve far fronte e la fragilita' del Governo crea una situazione nella quale diviene piu' arduo definire e attuare le riforme e gli interventi di cui c'e' assoluto e urgente bisogno, con il rischio di un vuoto che logora ulteriormente la produttivita' e il prestigio della democrazia a vantaggio di forze e poteri che operano al di fuori delle istituzioni; valutando in conseguenza che: e' essenziale, in questa fase della vita della nazione, la costituzione di un Governo piu' solido e robusto, fondato su una ampia base di sostegno e di consenso nel Parlamento e nel Paese, che privilegi due scelte essenziali, il risanamento morale, la difesa e la promozione della occupazione e della produzione; che segni, per modalita' di formazione e composizione, una netta rottura con i precedenti; e che rappresenti su queste basi una svolta, un solido riferimento nell'opera di ricostruzione economica e morale e nella transizione verso un nuovo sistema politico e un nuovo assetto istituzionale; un nuovo Governo deve essere guidato e formato da personalita' competenti e non coinvolte nel vecchio sistema di potere, puo' e deve costituirsi con una radicale innovazione rispetto alla prassi abituale e tradizionale. All'incarico del Presidente della Repubblica, deve seguire la raccolta dei suggerimenti programmatici forniti dai gruppi parlamentari, la autonoma definizione del programma da parte del presidente incaricato, la libera individuazione da parte sua dei componenti del gabinetto da proporre al Presidente della Repubblica, scegliendoli attraverso un limpido rapporto con il Parlamento, al quale il Governo si presenta per chiedere la fiducia sulla base del suo programma e della sua composizione, e dove ciascun gruppo si assume la responsabilita' di concederla o negarla; un nuovo Governo che disponga di tale base e abbia questi caratteri puo' attuare un programma di ricostruzione promuovendo: 1) una gestione attiva e consapevole del debito pubblico in grado di ridurre fortemente l'onere degli interessi; 2) una riforma fiscale ispirata alla equa distribuzione del prelievo su tutti i redditi, alla razionalizzazione e alla armonizzazione dei vecchi e nuovi tributi e volta a risolvere la questione della finanza regionale e locale in senso fortemente autonomistico; 3) uno spostamento di risorse a favore della produzione cosicche', insieme a una possibile ripresa delle esportazioni e a una riduzione dei tassi di interesse, ne possano derivare effetti positivi sulla economia in generale e sulla occupazione in particolare; 4) una politica attiva per il lavoro e l'occupazione e la formazione professionale anche impiegando le risorse che possono derivare dalla dismissione del patrimonio degli enti previdenziali; 5) la tutela (contrattuale e in ogni caso con meccanismo di recupero e di integrazione stipendiale) dei salari in presenza di un rischio di inflazione; 6) la riforma del mercato del lavoro che, anche utilizzando elementi di flessibilita', stabilisca solide condizioni di garanzia per i lavoratori e le lavoratrici, e sostegni e reddito per chi non ha lavoro; 7) una riforma dello Stato sociale che assicuri la garanzia dei fondamentali diritti sociali nel rispetto dei vincoli di bilancio, abrogando recenti misure che, come il decreto delegato sulla sanita' e alcune norme in tema di pensioni e di previdenza, si pongono in netto contrasto con questo obiettivo; 8) una riorganizzazione e un potenziamento dell'apparato produttivo italiano, per passare dall'attuale assetto oligarchico e protetto, poco espansivo e poco competitivo su scala internazionale, a una struttura a piu' larga base, con piu' protagonisti e utilizzando le privatizzazioni come fattore propulsivo di questo progetto; 9) una ristrutturazione ecologica dell'economia, che introduca - rispetto all'ambiente e alla vita dei cittadini - nuovi fattori di equilibrio, risparmio, sostenibilita', compatibilita' determinando, per questa via, nuovi impulsi tanto all'innovazione che all'occupazione; 10) una riforma della Pubblica amministrazione improntata alla diffusione generalizzata dei princi'pi di responsabilita' e controllabilita', al decentramento, al rispetto e alla valorizzazione delle autonomie e della contrattazione collettiva; 11) una riforma della legislazione sulla informazione che salvaguardi e promuova il pluralismo, anche attraverso la modifica della legge Mammi'; 12) un risanamento morale che, in coerenza con l'azione autonoma della magistratura e nel pieno rispetto dell'indipendenza della magistratura, escluda amnistie e sanatorie per reati e responsabilita' penali, che si fondi sulla netta distinzione fra funzione politica e responsabilita' amministrativa, che affronti e disciplini i costi della politica stessa, dalle spese elettorali al finanziamento delle attivita' dei partiti e delle associazioni; 13) la lotta alla criminalita' fondata sul rafforzamento, sulla specializzazione e sul coordinamento delle strutture giudiziarie e di polizia, sulla assunzione piena di responsabilita' da parte del Governo rispetto agli apparati e a chi li dirige, su una strategia volta a colpire la potenza finanziaria delle grandi organizzazioni mafiose; 14) una politica per la giustizia civile che assicuri, innanzitutto con l'aumento e la corretta gestione delle risorse finanziarie destinate al rafforzamento degli organici e delle strutture, il riconoscimento dei diritti quotidiani dei cittadini; 15) politiche sociali che, attraverso nuove regolamentazioni dei tempi, valorizzino tutte le scelte di vita degli uomini e delle donne accrescendo le occasioni di liberta'; 16) iniziative internazionali per un rafforzamento del ruolo dell'ONU, fondato sulla riforma democratica delle sue strutture e poteri; per rilanciare la costruzione europea su basi di solidarieta' ed equita' sociale; per contribuire a processi di pace, vincolando ogni intervento italiano al principio dell'articolo 11 della Costituzione, secondo cui "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"; valutando altresi' che: un nuovo Governo che disponga di tale base e abbia questi caratteri puo', nel pieno rispetto della funzione e dei poteri del Parlamento, stimolare e concorrere a una riforma delle istituzioni e delle leggi elettorali volte a dare ai cittadini il potere di decidere con il voto a chi attribuire la responsabilita' di governare, a eliminare l'invadenza impropria dei partiti, a rompere il centralismo e a realizzare, nel quadro della unita' e indissolubilita' della Repubblica, una forma di Stato fondato sui princi'pi dell'autonomia, dell'autogoverno democratico, del decentramento delle responsabilita', contribuendo - anche per questa via - alla moralizzazione della vita pubblica, esprime la propria sfiducia al Governo. (1-00134)

 
Cronologia
venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.

giovedì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 271 voti a favore, 167 contrari e 99 astenuti, la proposta di legge A.C. 72 recante l'elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale.Essa verrà approvata in via definitiva dal Senato il 25 marzo (legge 25 marzo 1993, n. 81).