Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00508 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930127
Il sottoscritto chiede d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere: per quali motivi il Governo non abbia mai assunto alcuna iniziativa, nell'ambito delle sue pur numerose competenze, nei confronti dei responsabili dei partiti "interessati" e responsabili delle cosiddette "tangentopoli" che vedono oggi DC, PSI, PSDI, PRI, PCI (e i suoi "reali successori" PDS e RC) "chiudere" sezioni, rinunciare a lussuose affittanze, "licenziare" dipendenti e collaboratori, ridurre drasticamente le "spese" forse perche', non avendo piu' i finanziamenti "occulti" detti "partiti" sono costretti a limitare drasticamente le "uscite"); cio' che e' piu' grave e' che il Governo non sia mai intervenuto nonostante i solleciti delle innumerevoli interrogazioni e interpellanze, presentate anche dall'odierno interpellante, che segnalavano i casi di evidente corruzione e collusione tra i partiti, i "poteri" dello Stato e degli enti autonomi territoriali e i "signori" degli appalti e delle opere pubbliche. Il "segnale" era venuto dal cosiddetto "scandalo delle carceri d'oro" ove l'architetto De Mico aveva rivelato i metodi vigenti negli affidamenti delle principali opere pubbliche. Nell'occasione, erano stati acquisiti i "dischetti" della contabilita' computerizzata "nera" e cioe' "vera" delle "aziende" di questo "grande appaltatore" che, privo di strutture e di personale, "appaltava" in lungo e in largo in Italia, grandissime opere, utilizzando poi il "subappalto" a mezzo del quale sfruttava piccole imprese di "mano d'opera" °come la Spotti di Guardamiglio (MI)! fino a portarle al fallimento e lucrando cosi' anche sulla differenza tra i prezzi "spuntati" per le opere pubbliche e quelli "vili" imposti alle imprese di "lavoro", utilizzate e cosi' sfruttate dopo essersi procurati gli appalti con la corruzione o adeguandosi alle concussioni di chi "contava" per gli affidamenti delle opere stesse; quali chiarimenti intenda fornire il Governo sul fatto, mai spiegato, che in quell'occasione il "direttore generale" Gabriele De Palma, tornato dall'"esilio dorato e volontario" in Svizzera (ove era espatriato, passando il confine clandestinamente, nonostante avesse valido passaposto, perche' timoroso di essere gia' perseguito da "mandato di cattura"!), ed aiutato, allora, dagli uomini di "Nic" (al secolo l'ex ministro dei lavori pubblici Franco Nicolazzi), una volta rientrato in ufficio sia stato addirittura "promosso", si' che venne poi arrestato nelle sua veste e funzione superiore nonostante fosse proprio colui che, materialmente, "ritirava" le valigette "24 ore" (contenenti le "rate" da lire 500 milioni delle tangenti pretese da "Nic" per le note opere affidate a De Mico). (2-00508)