Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00512 presentata da GORGONI GAETANO (REPUBBLICANO) in data 19930127
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il ministro del tesoro, per sapere - premesso: che il Presidente del Consiglio Amato, nella lettera inviata in data 16 dicembre 1992, prot. n. 1202, alla Associazione Nazionale Lavoratori Anziani Ferrovieri - ANLAFER - e alla UIL pensionati, ha riconosciuto il diritto dei lavoratori a veder porre "termine ad una ingiustificata discriminazione fra i dipendenti pubblici avviando un processo di omogeneizzazione degli istituti contrattuali attualmente disciplinati da normative cosi' eterogenee da indurre la stessa Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sull'argomento, ad affermare che "appare ormai indilazionabile un intervento legislativo volto a ricondurre verso una disciplina omogenea i trattamenti di quiescenza nell'ambito dell'impiego pubblico" (sentenza n. 220 del 15 febbraio 1988)" ed ancora ha poi dichiarato che "la situazione economica del nostro Paese e' di tale gravita' da non consentire, nell'immediato, un'adeguata azione per il raggiungimento di tali fondate rivendicazioni"; che appare arduo sostenere seriamente che i diritti riconosciuti dalla Corte Costituzionale possano essere differiti in relazione all'evolversi in senso positivo "dell'attuale situazione congiunturale" -: se percio' non si ritenga opportuno risolvere il problema della categoria dei dipendenti pubblici in pensione, accogliendo la ragionevole proposta, da costoro ufficialmente avanzata, che prevede il riconoscimento all'equiparazione con gli altri settori del pubblico impiego i quali hanno visto affermato questo loro sacrosanto diritto sin dal 30 maggio 1982, mentre accetterebbero di veder differita l'erogazione dei diritti maturati di due, tre, quattro o cinque anni, anche a partire dal 1994, erogazione magari da effettuarsi con titoli o obbligazioni di Stato, con scadenza da determinare tenendo conto delle previsioni dell'evoluzione in senso positivo della crisi economica. Tutto cio' per evitare che un provvedimento definitivo e risolutivo della Corte Costituzionale obblighi il Governo a provvedimenti immediati, che rappresenterebbero per l'economia disastrata del Paese un onere difficilmente sopportabile. (2-00512)