Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00517 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930128
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per conoscere: i criteri, secondo i quali, i vari ministri, i comitati di ministri, l'intero Governo procedono alla scelta e alla nomina in genere nei vari enti e nei consessi internazionali, ove spessissimo (ora e' il caso del rappresentante italiano tra gli "esperti" ONU in Iraq), i nominati dal Governo italiano sono al centro di non certo simpatiche polemiche; se, anche in quelle sedi, le "scelte" cadono sui soliti "amici degli amici" o "compagni dei compagni" (magari tra gli epigoni e i "vedovi" del '68, che allignano numerosi nel "sottobosco" degli "ambienti governativi o paragovernativi") perche' davvero e' impossibile, altrimenti, ipotizzare cause e occasioni cosi' "sfortunate" da far "collezionare" all'Italia tante e cosi' continue brutte figure nelle sedi internazionali piu' disparate; quali motivi politici siano alla base delle scelte di quei personaggi, e quale era la "rosa" dei cadidati per l'Italia, tra cui e' stato scelto quell'"esperto" oggi al centro di cosi' gravi polemiche e pesanti accuse; se anche in questo settore sia prevedibile e prossimo il necessario e indispensabile quid novi, al fine di recuperare un minimo di credibilita' internazionale cosi' scossa, non solo da fatti cosi' gravi come quello di cui e' ora bersaglio quell'"esperto" italiano per l'ONU in Iraq, ma anche degli effetti delle indagini "mani pulite" che vedono il "potere" in tutta Italia nelle mani dei corrotti e corruttori, di concussori, di peculatori, di autentici mascalzoni, senza che mai una volta, nonostante precisi solleciti fatti, anche tempestivamente, dall'odierno interpellante, il Governo sia intervenuto con ispezioni o inchieste chiarificatrici, e tali da far scoprire i fenomeni delinquenziali nella pubblica amministrazione e degli uomini di Governo, in sede di vera e propria "autotutela"; come mai non si sia proceduto a un vero e proprio "terremoto" nei quadri responsabili della Banca d'Italia che alla vigilia del crack clamoroso del Banco Ambrosiano "vecchio" aveva appena terminato una lunga e costosa ispezione secondo la quale "tutto andava bene" mentre di li' a qualche decina di giorni vi fu il crollo e addirittura la procedura concorsuale, che passa anche attraverso l'omicidio dell'avvocato Ambrosoli in quella continua ridda di casi di malcostume e sangue tipici di ogni scandalo veramente grave: basta ricordare le uccisioni di Giuliano, Sindona, Pecorelli, Calvi e via enumerando! (tutti i delitti rimasti ad oggi... "perfetti"!). (2-00517)