Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00764 presentata da BERGONZI PIERGIORGIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19930128
Ai Ministri dell'ambiente e di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso che: nell'ottobre 1989 in base alla legge regionale di emergenza n. 42 del settembre 1989, veniva presentato il progetto per la realizzazione di una discarica rifiuti solidi urbani in localita' Corte Madama-Castelleone (CR); tale progetto si basava su dati che risultarono successivamente smentiti da studi effettuati in loco tanto che il gruppo di lavoro costituito in seno al comitato tecnico regionale lo defini' carente nella relazione idrogeologica e nella valutazione di impatto ambientale; il 28 marzo 1990, il gruppo di valutazione tecnica della regione Lombardia proponeva alla giunta regionale l'inammissibilita' del progetto; il 18 maggio 1990, la giunta regionale, nonostante la proposta di inammissibilita', rimandava il progetto al Gruppo di valutazione tecnica per ulteriore approfondimento istruttorio riguardo ai fenomeni di esondabilita'; il 14 giugno 1990, veniva proposta con molta incertezza - "potrebbe essere dichiarato ammissibile" - l'ammissibilita' del progetto; nell'agosto 1990 si verificava l'allagamento dovuto all'escursione della falda nei terreni attigui alla zona interessata dalla discarica e che cio' induceva l'amministrazione provinciale di Cremona a commissionare uno studio di fattibilita'; nel novembre 1990 i risultati del sopracitato studio (unico condotto in loco) evidenziavano l'estrema superficialita' della falda (cm. 31 di soggiacenza nel periodo di massima escursione) e la reale possibilita' di esondazione del corso d'acqua adiacente alla discarica; la regione Lombardia, facendo proprie le indicazioni del predetto studio, imponeva le seguenti prescrizioni accettate dal soggetto proponente nonostante i forti costi aggiuntivi: riporto di materiale inerte per raggiungere il fianco di metri 1,50 sopra la falda indicato dalla normativa, arginatura artificiale della discarica lungo tutto il lato adiacente al corso d'acqua, monitoraggio geoelettrico in continuo per rilevare le eventuali anomalie dei teli impermeabilizzanti, impermeabilizzazione artificiale con doppio telo; nel dicembre 1991, a lavori gia' iniziati, l'ENEA in uno studio effettuato sull'intero territorio della provincia di Cremona indicava il sito di Corte Madama come assolutamente inidoneo ad ospitare un impianto di smaltimento rifiuti; a sei mesi dall'avvio dello stoccaggio rifiuti, si riscontra la seguente situazione: a) da tre mesi (ottobre 1992) si e' in presenza di una falla nel primo telo che determina una perdita di percolato tra i due teli senza che il monitoraggio geoelettrico sia in grado di attestare l'integrita' del secondo telo e ripresenti quindi la concreta possibilita' di inquinamento della falda acquifera; b) e' in attivita' una discarica che non rispetta le prescrizioni regionali anche in riferimento al monitoraggio geoelettrico; c) si sono rivelati inefficaci fondamentali sistemi di controllo progettuali che avrebbero dovuto garantire la sicurezza; d) nonostante il parere contrario ripetutamente espresso (ottobre-novembre-gennaio) dalla Commissione di controllo sociale costituita dalla amministrazione provinciale finalizzata al controllo della attivita' di discarica, continua a tutt'oggi il conferimento dei rifiuti in discarica; e) non si hanno valutazioni attendibili per l'individuazione dell'anomalia; il decreto del Presidente della Repubblica n. 915 del 1982, fa obbligo di garantire "il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie e di evitare ogni rischio o pericolo di inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo e del sottosuolo..."; la stampa locale e nazionale ha dato notizia di vergognosi e immorali fenomeni di corruzione e di tangenti legati alla costruzione della discarica in cui sarebbero coinvolti imprenditori e personaggi politici anche locali; proprio in questi giorni sono stati rinviati a giudizio ben cento cittadini rei di aver manifestato in forme del tutto pacifiche e non violente la loro ferma opposizione alla costruzione della discarica di tangentopoli -: se intendano assumere provvedimenti urgenti per ripristinare le piu' elementari garanzie di sicurezza per la salute dei cittadini e per la salvaguardia dell'ambiente; se a tale fine non intendano operare affinche' si addivenga al blocco del conferimento dei rifiuti solidi urbani nella discarica stessa, constatata l'impossibilita' nel volgere di ben tre mesi, di ripristinare le piu' elementari condizioni di sicurezza; quali iniziative intendano assumere, piu' in generale, per garantire la sicurezza dell'impianto e perche' in tempi stretti vengano individuati nel territorio siti alternativi idonei al collocamento dei rifiuti solidi urbani; quali iniziative intendano assumere al fine di verificare ragioni ed eventuali responsabilita' del venir meno delle condizioni che avrebbero dovuto garantire la "sicurezza" della discarica; quali iniziative intendano assumere per accertare le responsabilita' sul piano politico e amministrativo di chi ha voluto la discarica collocata in un sito completamente inadatto; quali provvedimenti intendano mettere in essere per fare in modo che vengano penalmente perseguiti coloro che alle tangenti hanno sacrificato la salute dei cittadini e dell'ambiente naturale e non le persone che con la loro protesta hanno fin dall'inizio difeso i diritti fondamentali delle persone e dell'ambiente insieme a regole di moralita' calpestate dai tangentocrati di turno. (5-00764)