Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00761 presentata da TURCI LANFRANCO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930128
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: da oltre un mese la magistratura sta svolgendo indagini sull'operato di alcuni funzionari dell'ufficio distrettuale delle imposte dirette di Parma, nonche' su quello di un certo numero di commercialisti ed imprenditori locali; tali indagini hanno gia' portato all'arresto di quattro dipendenti dell'ufficio imposte ed alla conseguente sospensione dal servizio di tre funzionari ed un impiegato dello stesso ufficio distrettuale delle imposte dirette sospettati di aver ricevuto illecitamente denaro, attraverso i commercialisti inquisiti, da alcuni imprenditori, in cambio di benevoli trattamenti in sede di verifica della contabilita' aziendale di quest'ultimi; al funzionario, responsabile della sezione verifiche enti del medesimo ufficio imposte, sarebbe stato contestato di aver proditoriamente diffuso dati e notizie riservate, inerenti le verifiche contabili incorso, a favore di commercialisti ed imprenditori; detto funzionario e' a sua volta sottoposto ad indagini da parte della procura; da quanto si apprende da diverse fonti, parrebbe tuttavia che non si tratti di isolati ed occasionali episodi; piuttosto sembra emergere la conferma di una vera e propria "organizzazione", cui facevano capo funzionari dell'ufficio imposte e commercialisti, la quale esercitando pressioni sulle aziende con la minaccia di verifiche ed accertamenti, riusciva ad ottenere il pagamento di pesanti bustarelle dagli imprenditori per concordare od evitare ispezioni fiscali; i funzionari coinvolti nella vicenda da molti anni ricoprivano lo stesso incarico nella locale amministrazione delle imposte dirette; la prima denuncia che ha dato avvio all'inchiesta da parte della magistratura e' stata presentata da un imprenditore, evidentemente non piu' disposto a subire forme siffatte di ricatto, il quale palesemente non nutriva piu' fiducia anche nel proprio consulente che riteneva connivente con i funzionari inquisiti; dai quotidiani dei giorni scorsi apprendiamo inoltre che il caso di Parma non e' isolato, ma che in altre citta' emiliane, quali da ultimo Cesena, stanno emergendo per iniziativa della magistratura analoghi illeciti che coinvolgono in questo caso la Guardia di Finanza -: se non ritenga: in via preliminare potenziare l'ufficio distrettuale imposte dirette di Parma, dopo la sospensione dal servizio dei funzionari inquisiti, per far fronte alla mole di lavoro che quella amministrazione tributaria e' chiamata a svolgere; porre allo studio l'adozione di norme volte alla semplificazione del sistema tributario e della legislazione fiscale, oggi assai complesso, al fine di garantire azioni piu' eque e proficue nel combattere l'evasione e di contenere il rischio del proliferare di fenomeni di corruzione nell'amministrazione del settore; l'estrema complessita' normativa determina infatti il rischio di incorrere in irregolarita' da parte dei cittadini, obbliga gli stessi a ricorrere alla consulenza di specialisti riducendo le possibilita' di un rapporto diretto tra contribuenti e Stato, favorendo pertanto di fatto un atteggiamento di subordinazione dei cittadini nell'esercizio dei loro diritti nei confronti di detentori di un sapere tecnico estremamente elaborato ed in continua modificazione che puo' anche essere utilizzato a loro danno per fini illeciti e speculativi; emanare atti che consentano una maggior rotazione del personale impiegato nelle verifiche fiscali da un ufficio all'altro o da un luogo all'altro, in modo tale da ridurre il rischio dell'instaurarsi di rapporti troppo consolidati tra ispettori, commercialisti e contribuenti; operare affinche' si provveda a un piu' efficace impianto dei controlli interni all'amministrazione, soprattutto nelle aree piu' esposte al rischio di corruzione, affiche', al di la' dell'azione della magistratura, l'amministrazione stessa sia posta in grado di provvedere per tempo alle necessarie autocorrezioni, salvaguardando l'immagine dello Stato nei confronti dei cittadini; inoltre di sollecitare misure analoghe quali quelle suggerite negli ultimi commi al Comando generale della Guardia di finanza; se non ritenga infine di fornire un quadro generale riassuntivo del personale della amministrazione finanziaria e della Guardia di finanza coinvolto in indagini giudiziarie relative allo svolgimento dei compiti di ufficio. (5-00761)