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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10225 presentata da MASTELLA MARIO CLEMENTE (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19930128

Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: 1) in data 15 giugno 1992, con proprio provvedimento n. 2610, il sindaco di Pontelandolfo (Bn), dichiarava, con effetto immediato, la decadenza del dottor Cosimo Antonio Testa dalla carica di consigliere comunale di Pontelandolfo; 2) il provvedimento veniva assunto ai sensi della legge 18 gennaio 1992, n. 16, articolo 1, comma 1, lettera c), per avere il dottor Testa riportato, in data 29 giugno 1978, sentenza definitiva di condanna per il reato di omissione di atti d'ufficio in relazione a fatti svoltisi nel marzo 1976; 3) non essendogli mai stata contestata, nella competente sede del consiglio comunale , la causa della decadenza, e non avendo, quindi, potuto controdedurre in sede amministrativa, il dottor Testa impugnava il succitato provvedimento sindacale innanzi al tribunale di Benevento, evidenziando: a) che in relazione al reato ascrittogli, egli aveva fruito, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 413 del 1978, del beneficio dell'amnistia, con conseguente estinzione degli effetti penali e non della condanna; b) che in ogni caso la legge n. 16 del 1992 citata non era passibile di applicazione retroattiva, e cio' ai sensi dei principi generali dell'ordinamento e delle pronunce della Corte costituzionale, recando essa misure sanzionatorie drasticamente limitative del diritto di elettorato passivo; c) che in nessun caso il sindaco avrebbe potuto autonomamente dichiarare la decadenza dalla carica, competendo questa, ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 16 del 1992, al consiglio comunale nei casi di preesistenza alla piu' recente elezione della causa ostativa alla prosecuzione del mandato elettorale; d) che, per effetto della repentina quanto arbitraria declaratoria di decadenza, il consigliere era stato privato di tutte le specifiche garanzie previste dall'articolo 7 della legge 23 aprile 1981, n. 154, nell'ambito del procedimento di revoca dell'eleggibilita' della carica; 4) con sentenza elettorale n. 691 del 17 novembre-17 dicembre 1992, il tribunale di Benevento accoglieva il ricorso del dottor Testa, recependo i motivi di gravame di cui alla lettera c) n. 3 che precede, ritenuti assorbenti, e per l'effetto annullava il provvedimento di decadenza emesso dal sindaco; 5) in data 15 gennaio 1993 veniva convocato il consiglio comunale di Pontelandolfo, con il seguente argomento al punto n. 2 dell'ordine del giorno: "presa d'atto della sentenza del tribunale di Benevento n. 691 del 17 novembre 1992 e provvedimenti conseguenti". Alla suddetta seduta veniva invitato anche il dottor Testa il quale, tuttavia, anziche' essere reintegrato nella carica, come sarebbe stato lecito attendersi per effetto della presa d'atto della sentenza, veniva nuovamente dichiarato decaduto, questa volta con delibera del consiglio comunale n. 2 del 1993; 6) l'assemblea consiliare, nel procedere alla revoca della eleggibilita', ha cosi' volutamente ignorato, nonostante la piena conoscenza della circostanza, il decreto di amnistia con cui il reato del dottor Testa fu estinto, ed ha altresi' perpetuato la violazione del principio di irretroattivita' della legge. Serve solo aggiungere che ancora una volta l'ineleggibilita' e' stata pronunciata senza alcuna formale contestazione, e, fatto gravissimo, senza che figurasse all'ordine del giorno dei lavori del consiglio, cosi' da mettere il consigliere Testa nella mortificante condizione di perdere nuovamente la funzione elettiva senza poter articolare, perche' colto del tutto alla sprovvista, la benche' minima attivita' a tutela della propria dignita' di uomo e di pubblico amministratore -: tanto premesso, e a fronte di un insieme di atti e comportamenti univocamente intesi a comprimere, in modo arbitrario, il diritto alla prosecuzione del mandato elettorale, con conseguenziale inevitabile frustrazione delle particolari garanzie che l'ordinamento accorda all'espletamento delle funzioni pubbliche elettive se, nell'ambito dei propri poteri di indirizzo e di controllo sulle attivita' degli enti locali, non ritenga di disporre, anche per il tramite della prefettura di Benevento, un'accurata verifica sui presuposti e le modalita' con cui il dottor Cosimo Antonio Testa e' stato ripetutamente dichiarato decaduto dalla carica di consigliere comunale di Pontelandolfo. (4-10225)

 
Cronologia
venerdì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo una latitanza di 24 anni, viene arrestato a Palermo Totò Riina, considerato capo di Cosa nostra.

giovedì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 271 voti a favore, 167 contrari e 99 astenuti, la proposta di legge A.C. 72 recante l'elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale.Essa verrà approvata in via definitiva dal Senato il 25 marzo (legge 25 marzo 1993, n. 81).

mercoledì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    In seguito allo scandalo di Tangentopoli e all'arresto di numerosi esponenti politici, alla Camera si discute la mozione di sfiducia al Governo presentata, a norma dell'articolo 115 del regolamento, da Occhetto ed altri esponenti del partito democratico di sinistra (PDS).La mozione sarà respinta con 255 voti a favore e 321 contrari.