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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00523 presentata da PREVOSTO ANTONIO NOTO NELLINO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930129

I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere premesso che: la Sardegna e' stata, soprattutto negli ultimi anni, sottoposta a una pesantissima crisi economica e sociale che ha colpito al cuore l'apparato produttivo dell'Isola, ne ha compromesso le possibilita' di sviluppo ed ha comportato l'espulsione di migliaia di lavoratori; tale processo e' aggravato dal fatto che mancano credibili alternative industriali in grado di assorbire i lavoratori espulsi per cui, di norma, l'unica prospettiva certa e' la perdita di qualunque prospettiva di lavoro; il processo di privatizzazione delle aziende pubbliche, se non accompagnato da una seria e rigorosa politica industriale, puo' vanificare settori strategici importanti dell'apparato produttivo nazionale diversi dei quali hanno in Sardegna alcuni capisaldi come la chimica, il minero metallurgico, l'alluminio, l'energia ecc; stante la ristrettezza del mercato interno nazionale e le difficolta', anche finanziarie, del settore privato, si corre il rischio di un depauperamento delle aziende e di un forte restringimento della base produttiva; le decisioni assunte dal Governo in materia di politica industriale, dei servizi e dell'ambiente sono state assunte unilateralmente in violazioni di specifiche prerogative costituzionali garantite dallo Statuto speciale della Sardegna; cio' pone un delicato problema di correttezza istituzionale nel rapporto Stato-regione, aggravato dal fatto che siamo di fronte a una palese violazione degli impegni solennemente assunti dal Governo con l'intesa del 19 dicembre 1990, in larga misura inattuati; analogo atteggiamento e' stato assunto dagli Enti delle PPSS con l'adozione di atti unilaterali o con violazione degli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali; tutto questo ha determinato un acuirsi della tensione sociale le cui manifestazioni piu' eclatanti sono rappresentate dalle lotte fatte in Sardegna soprattutto ad opera dei chimici, dei minatori e dei metalmeccanici e dei territori maggiormente colpiti; le forme da esse assunte richiamano la estrema drammaticita' della situazione, e suscitano una larghissima solidarieta' di forze politiche e sociali, degli enti locali, della Chiesa; tali lotte sembrano destinate ad ampliarsi e a generalizzarsi qualora non venissero dal Governo risposte congrue all'altezza dei problemi aperti, risposte tali da ripristinare o comunque avviare un nuovo rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni, tra i lavoratori e il Governo; fa propria la proposta unitaria Giunta-Sindacato oggetto di un primo confronto col Governo il giorno 20 scorso -: se il Governo non ritenga: 1) data la eccezionalita' della situazione sarda, di sospendere il programma delle privatizzazioni, dismissioni, chiusura di aziende in assenza di un piano industriale, di verifiche rigorose sulle possibilita' di ristrutturazione, di rilancio o di iniziative alternative, per assicurare la ricollocazione certa dei lavoratori; 2) di confermare la validita' piena dell'Accordo del 19 dicembre 1990, emanando direttive vincolanti per la sua integrale attuazione; 3) di mantenere l'impegno piu' volte assunto volto a favorire l'approvazione del disegno di legge di rifinanziamento dell'articolo 13 dello Statuto speciale della Sardegna (Piano di Rinascita) con le necessarie modifiche del testo normativo, in direzione di una radicale riforma regionalistica dello Stato, e l'adeguamento delle risorse; 4) di assumere come prioritario l'impegno alla promozione di iniziative finalizzate alla salvaguardia e al consolidamento della base produttiva della Sardegna, con particolare riferimento ai settori industriali della chimica, dell'energia (Gassificazione del carbone, terminale metanifero P. Torres), dell'alluminio, della metallurgia del piombo zinco, della carta, per i quali dovra' essere data immediata attuazione agli impegni assunti dalle imprese pubbliche e dallo stesso Governo sia con il protocollo d'intesa richiamato sia con gli accordi stipulati con le organizzazioni sindacali; 5) di promuovere, in concorso con la regione, nuove attivita' produttive legate alla trasformazione delle materie prime presenti in Sardegna, anche con un adeguato sostegno finanziario finalizzato al coinvolgimento della PMI e dei grossi gruppi industriali, nazionali e stranieri, sia pubblici che privati; 6) di concordare sulla esigenza che la Sardegna venga dotata di uno standard medio nazionale di infrastrutture e di reti tecnologiche (servizi a "rete") in grado di favorire lo sviluppo civile e produttivo dell'Isola, attraverso la realizzazione di programmi di investimento nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni, dell'energia e dell'approvvigionamento idrico, introducendo, nell'immediato, con apposito decreto da emanare entro il 28 febbraio 1993, la defiscalizzazione del costo dell'olio combustibile per usi industriali tale da renderlo pari a quello del gas metano nelle altre regioni del Paese; 7) di istituire una Commissione mista Governo/regione autonoma della Sardegna che, al fine di conseguire gli obiettivi richiamati, individui programmi di intervento per i diversi settori ed aree e le risorse finanziarie necessarie per arrivare, entro il mese di marzo 1993, alla stipula di Intese, Accordi e Contratti di programma tra i soggetti pubblici e privati interessati; 8) preso atto del superamento dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno, alla luce del recente decreto-legge 5 gennaio 1993, n. 1 sul sostegno all'occupazione e delle Direttive CEE sulle aree in ritardo di sviluppo e/o colpite da processi di deindustrializzazione, di assumere iniziative volte a dare priorita' a intese a accordi di programma sul riassetto territoriale tali da favorire progetti integrati d'area che consentano il superamento del ritardo e la attivazione di valide iniziative produttive; 9) di rispettare integralmente gli impegni finanziari assunti per il riassetto territoriale della Sardegna centrale e di assumere come prioritaria, tra le nuove intese di programma, quella relativa al riassetto del Sulcis-Iglesiente-Guspinese-Villacidrese promuovendo in tale direzione il concorso delle risorse comunitarie, nazionali e regionali; 10) di ricomprendere la Sardegna nella ripartizione dei fondi indirizzati alla realizzazione di strutture e infrastrutture dei parchi scientifici e tecnologici e di progetti di ricerca. 11) di dare piena attuazione al punto 5 del Protocollo d'Intesa del dicembre 1990, tra Governo, regione, organizzazioni sindacali sulla base dell'indagine della Commissione mista Governo-Giunta-organizzazioni sindacali sullo stato della pubblica amministrazione e sui relativi organici, attivando i concorsi regionali come sancito dal DPCM del 16 gennaio 1992, e stipulando un accordo di programma Governo-Giunta regionale-associazioni delle autonomie locali che definisca gli obiettivi, affronti i problemi di deroga rispetto agli accessi e coordini le risorse. (2-00523)

 
Cronologia
giovedì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 271 voti a favore, 167 contrari e 99 astenuti, la proposta di legge A.C. 72 recante l'elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale.Essa verrà approvata in via definitiva dal Senato il 25 marzo (legge 25 marzo 1993, n. 81).

mercoledì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    In seguito allo scandalo di Tangentopoli e all'arresto di numerosi esponenti politici, alla Camera si discute la mozione di sfiducia al Governo presentata, a norma dell'articolo 115 del regolamento, da Occhetto ed altri esponenti del partito democratico di sinistra (PDS).La mozione sarà respinta con 255 voti a favore e 321 contrari.